Honda sceglie di celebrare il venticinquesimo anniversario dell’SH125i attraverso un incontro tra arte, tradizione, cultura italiana e ricerca sui materiali. L’iniziativa è stata presentata martedì 26 maggio nella bellissima cornice del Salone delle Colonne all’EUR, a Roma, una grande sala circolare scandita da colonne in marmo, dove Honda ha svelato non soltanto due prototipi dell’SH Marmo, ma anche Hanami, la nuova opera dell’artista Filippo Tincolini: una scultura in marmo di Carrara che reinterpreta le forme dello scooter più riconoscibile della mobilità urbana contemporanea.
Il progetto nasce da un’intuizione di Paul Nowers, Motorcycle PR Department Manager di Honda Motor Europe, e prende forma come una riflessione sulla durata. Da una parte c’è uno scooter pensato per il movimento quotidiano, per l’uso, per l’attraversamento della città; dall’altra c’è il marmo, materia lenta, storica, quasi opposta alla logica della velocità. Tincolini prova a mettere questi due poli nello stesso campo visivo, trasformando l’SH125i da oggetto funzionale a oggetto culturale, da mezzo di trasporto a forma da osservare.
I prototipi dell’SH Marmo, creati dagli ingegneri di Atessa e il nuovo SH125i 2026, disegnato da Giovanni Dovis, designer torinese di Honda R&D Roma, lavorano proprio su questa ambiguità. Le superfici del SH Marmo assumono striature simili a quelle del marmo grazie all’impiego di particolari resine acriliche riciclabili che consentono il riutilizzo delle materie prime e la circolarità delle risorse in un’ottica sostenibile. Il risultato è un effetto visivo in cui ogni esemplare diventa diverso dall’altro, perché le venature non sono semplicemente applicate come decorazione, ma generate dal comportamento stesso del materiale.

Come ha spiegato Sebastiano Cerrone, Head of Product Innovation, “lo sviluppo dei materiali è in carico al Giappone”, mentre il lavoro condotto in Italia ha riguardato soprattutto la verifica della fattibilità e del processo. “Le sfumature -ha raccontato -, dipendono da coloranti immessi insieme alla resina, che reagiscono in modo diverso alle temperature e creano così questi effetti particolari, con materiale riciclabile 100%”. Per Cerrone, ogni SH Marmo è quindi “un unicum”, un prototipo che dovrà ancora passare le certificazioni Honda, ma che già indica una direzione precisa: la possibilità di pensare la sostenibilità non come rinuncia estetica, ma come linguaggio formale.
L’SH Marmo non è soltanto una versione celebrativa, ma un esperimento su come un materiale riciclato possa assumere una qualità visiva nobile, quasi scultorea. Marcello Vinciguerra, Managing Director di Honda Italia Industriale ad Atessa, ha ricordato che “Il marmo è naturalmente un materiale fondamentale nella storia dell’arte italiana, e proprio per questo è stato scelto per celebrare l’SH come icona di design profondamente legata alla cultura del nostro Paese”. La scelta dei materiali entra anche nella strategia ambientale del gruppo. Vinciguerra ha infatti collegato il progetto alla Triple Action to Zero, con cui Honda punta alla neutralità carbonica entro il 2050. L’innovazione dunque passa attraverso la superficie stessa dell’oggetto: attraverso una pelle nuova, generata dal riciclo, che trasforma il materiale tecnico in una memoria visiva dell’arte italiana.
A rendere più radicale questo passaggio è l’intervento di Filippo Tincolini. Hanami è una scultura in marmo di Carrara che parte dal non finito michelangiolesco: la forma dello scooter sembra emergere dalla pietra, come se fosse già contenuta nel blocco e il gesto dell’artista dovesse soltanto liberarla. L’SH viene sottratto alla sua funzione e ricondotto alla sua struttura formale: linee pulite, superfici forti, proporzioni riconoscibili, una semplicità quasi classica.

Tincolini ha spiegato che “le collaborazioni consentono allo scultore di muovere un po’ l’identità sia del singolo che dell’azienda”. Per lui, le opere sono momenti in cui si inserisce energia dentro la materia, e “quando questo racconta qualcosa allora comincia a vivere, a diventare interessante”. È una lettura che sposta l’operazione fuori dalla semplice celebrazione corporate: al centro non c’è solo il prodotto, ma la relazione umana e creativa che permette a un oggetto industriale di entrare in un altro sistema di senso.
Il dialogo con Honda nasce anche da una vicinanza formale. Secondo Tincolini, “l’SH ha un po’ delle forme rinascimentali”, linee pulite, superfici forti, grande purezza e semplicità”. Da qui la scelta di contribuire con un non finito michelangiolesco, lasciando che lo scooter emergesse dalla materia come una forma in potenza. La scultura non blocca l’SH, ma lo trattiene in un punto di tensione: tra apparizione e compimento, tra pietra e movimento, tra passato dell’arte e presente del design.

Per rappresentare l’incontro tra design italiano e precisione giapponese, Tincolini ha integrato nella scultura i fiori di ciliegio, i sakura. Il titolo dell’opera, Hanami, rimanda alla tradizione giapponese dell’osservazione della fioritura, un momento collettivo e contemplativo dedicato a una bellezza breve, destinata a durare solo poche settimane. “In Giappone, in questo periodo, si tengono momenti dedicati all’osservazione della fioritura”, ha ricordato l’artista. “Questi momenti si chiamano Hanami, ed è da qui che nasce il nome dell’opera”.
Nel marmo di Tincolini, i sakura diventano un motivo scolpito con precisione minuziosa, quasi botanica. È un lavoro di fino, di grande maestria, in cui il fiore, elemento tipico della ricerca dello scultore, non è usato come semplice ornamento, ma come contrappunto poetico alla solidità della pietra. La fragilità della fioritura incontra la permanenza del marmo; la cultura giapponese incontra quella italiana; il design industriale incontra la scultura classica. Anche Dovis ha riconosciuto una vicinanza tra il lavoro del designer e quello dello scultore. “Noi cerchiamo sempre una sorta di non finito nell’SH”, ha spiegato, intendendo la capacità di dare allo scooter dinamismo anche quando è fermo. Per un designer, ha aggiunto, ogni dettaglio può contenere una possibilità: “ti puoi anche immaginare chissà come sarà il faro posteriore, o il bauletto!”. È in questa tensione che l’SH costruisce la propria identità: non solo nelle prestazioni, ma nella promessa visiva del movimento.
Tincolini ha sottolineato anche un altro punto di contatto: “È stato interessante scoprire le somiglianze nel processo creativo. Entrambi lavoriamo inizialmente con l’argilla, per definire al meglio le forme prima della realizzazione finale”. L’argilla diventa così un terreno comune tra scultura e design industriale, tra mano e progetto, tra modello e produzione. Prima del marmo e prima dello scooter finito, c’è una materia provvisoria in cui la forma viene cercata, corretta, intuita. L’intero processo creativo è stato documentato attraverso un mini documentario e grazie alle fotografie di Laura Veschi, che restituiscono con dovizia di particolari tutte le fasi della collaborazione tra Filippo Tincolini e Giovanni Dovis, dall’estrazione del marmo fino alla realizzazione dell’opera.
Dopo la presentazione romana, Hanami sarà destinata allo stabilimento Honda di Atessa. Non come semplice opera celebrativa, ma come segno di un incontro possibile: quello tra industria e scultura, tra sostenibilità e immaginario, tra precisione giapponese e memoria italiana della forma. L’SH emerge dal marmo dinamico e potente, sospeso tra blocco e slancio, come se il tempo della città e quello della pietra potessero, per un momento, coincidere.




