Luciano Schifano porta il Cantico delle Creature nel Casentino: una mostra itinerante per gli 800 anni dalla morte di Francesco d’Assisi

Ottocento anni dalla morte di Francesco d’Assisi sono un’occasione che pochi artisti sanno raccogliere senza scivolare nella retorica devozionale o nell’iconografia più scontata. Luciano Schifano sceglie una strada diversa: discrezione, naturalezza, garbo — parole che ricorrono nella presentazione del progetto e che sembrano descrivere non solo il tono delle opere ma una precisa postura etica davanti al soggetto. La mostra itinerante Francesco, organizzata dalla scrittrice Lorena Fiorini con la direzione artistica della storica dell’arte Alberta Piroci e il supporto dei sindaci Luca Santini di Pratovecchio Stia e Antonio Fani di Castel San Niccolò, prenderà il via il 2 agosto 2026 e si svilupperà tra agosto, settembre e ottobre lungo un percorso di tappe nel Casentino, la valle aretina che già di per sé porta impressa la memoria francescana nel paesaggio.

Il punto di partenza concettuale è il Cantico delle Creature, composto da Francesco nel 1224 e considerato unanimemente il testo poetico più antico della letteratura italiana di cui si conosca l’autore. Scritto in volgare umbro — e non in latino — per essere accessibile a tutti, l’inno rappresenta al tempo stesso un documento spirituale e un atto linguistico fondativo. Schifano lo assume come mappa interiore: le opere che compongono la mostra nascono da una serie di lavori già organizzati in tre mostre telematiche, qui riunite in un unico percorso fisico che attraversa luoghi, edifici e contesti diversi, ciascuno portatore di una propria risonanza simbolica.

Il percorso si articola in tappe precise. Si comincia a Stia, dove due sedi ospitano nuclei distinti del progetto: Il Casale, dedicato al tema delle creature di Dio prive di ragione — ovvero gli animali, la natura non umana, il creato nella sua dimensione più silenziosa — e il Museo dell’Arte della Lana, che accoglie invece la sezione incentrata sull’uomo e sull’artista Luciano stesso, quasi un autoritratto in filigrana. Il viaggio prosegue poi a Castel San Niccolò, nella frazione di Strada in Casentino, presso la Galleria Frate Francesco, dove il tema si sposta verso i francescani come costruttori di chiese — un’eredità materiale e spirituale che ha plasmato l’architettura e la vita delle comunità appenniniche. La tappa finale auspicata è il Santuario della Verna, luogo in cui Francesco ricevette le stimmate nel 1224, lo stesso anno del Cantico: qui il progetto toccherebbe il suo punto più alto, con la sezione dedicata a Francesco e Sorella Morte, ultimo capitolo di un’esistenza donata.

La scelta del Casentino non è casuale né puramente logistica. Questa vallata — campagna, boschi, silenzio, animali — è esattamente il paesaggio che il comunicato indica come «il mondo amato da Francesco». Portare qui le opere di Schifano significa collocarle in un contesto che non fa da sfondo neutro ma partecipa attivamente al senso del lavoro. La mostra itinerante diventa così un dispositivo che attiva luoghi già carichi di storia e li mette in dialogo con una ricerca pittorica contemporanea, senza forzature né sovrapposizioni didascaliche. Alberta Piroci, nel testo curatoriale, sceglie di aprire con una citazione tratta dalle Fonti Francescane — «E tutte le creature che sono sotto il cielo, ciascuna secondo la sua natura, servono e conoscono e obbediscono al loro Creatore meglio di te, o uomo» — che funziona come una chiave di lettura severa e non consolatoria: non celebrazione, ma invito all’umiltà.

Nel quadro delle celebrazioni del centenario francescano 2026, che si concluderanno proprio con il ricordo degli ottocento anni dalla morte del santo (1226–2026), questa mostra si inserisce come contributo di taglio artistico e territoriale, radicato in una comunità specifica e costruito attraverso una rete di istituzioni locali — municipalità, associazioni culturali, spazi espositivi — che raramente trovano la visibilità che meriterebbero nel circuito dell’arte contemporanea nazionale. È proprio in questa scala che risiede, forse, la coerenza più profonda del progetto con il suo soggetto.

La mostra Francesco inizia il 2 agosto 2026 e prosegue fino a ottobre. Per informazioni: Lorena Fiorini, Via Roma 37 – 52017 Pratovecchio Stia (AR), cell. 347 350 6000, mail: [email protected] — [email protected].

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