Luis Gómez Armenteros. Comanche (The enemy of everyone) tra nomadismo e critica dell’arte

Luis Gómez Armenteros porta alla Fabbrica del Vapore di Milano e allo spazio The Place di Bergamo la sua ricerca artistica con Comanche (The enemy of everyone), una mostra in due sedi, curata da Giacomo Zaza e realizzata in collaborazione con U-ART-P di Bergamo. L’esposizione inaugura il 18 febbraio a Milano e il 22 febbraio a Bergamo, mettendo in scena un laboratorio progressivo che interroga i meccanismi dell’arte e della società contemporanea attraverso opere installative e site-specific.

Il progetto nasce dall’esperienza di residenza artistica che Gómez Armenteros ha svolto nel 2023 alla Fabbrica del Vapore nell’ambito di Futura. Arte come risorsa esplorativa, un programma curato dallo stesso Zaza. Durante questo periodo, l’artista ha sperimentato un dialogo aperto con lo spazio espositivo, sviluppando un processo di riflessione collettiva che ha posto le basi per la mostra attuale.

Con Comanche (The enemy of everyone), Luis Gómez Armenteros esplora le dinamiche tra arte, mercato, società e identità, adottando una pratica intermediale che combina fotografia, video, pittura, scultura, disegno e interventi nello spazio. Il suo approccio si nutre di sociologia, economia politica, letteratura e ricerca tecnologica, ponendo la sua opera al confine tra realtà e finzione, tra immaginario collettivo e costruzione di significati.

Il titolo della mostra prende spunto dall’etimologia della parola “Comanche”, che in lingua Ute significa “chiunque voglia combattere con me tutto il tempo”, ma anche “popolo”. Per l’artista, il concetto di nomadismo legato a questa popolazione è una metafora della sua stessa condizione di meticcio ed emigrante, ma anche della costante sperimentazione e ibridazione che caratterizza il suo lavoro. L’idea del nemico di tutti, della percezione di sé nello sguardo dell’altro, della tensione tra egocentrismo e dinamiche collettive diventa un nodo centrale della sua ricerca.

Per il curatore Giacomo Zaza, l’opera di Gómez Armenteros si muove al margine delle regole del sistema dell’arte, con uno sguardo ironico e tagliente che mette in discussione le strutture economiche e sociali che governano il mondo culturale. Spesso la sua riflessione assume toni tragicomici, come nel video Sparring Partner, che denuncia la vacuità di certe pratiche artistiche autoreferenziali, incapaci di superare la logica della vanità e della spettacolarizzazione.

La mostra presenterà una selezione di opere, alcune inedite e altre appartenenti all’ultimo decennio, tra cui Exclusión por silencio, Geist, Even if we are not here, Trata o tratado, A Fuzzy Guy. Il percorso espositivo si articola come un’indagine sui meccanismi contraddittori della sfera artistica, ponendo domande sulla visibilità, il ruolo dell’artista e le dinamiche del consumo culturale.

A completare il progetto, saranno organizzati talk e incontri alla Fabbrica del Vapore e a U-ART-P di Bergamo, creando un dialogo diretto con il pubblico. Inoltre, sarà pubblicato un volume monografico su Luis Gómez Armenteros, con contributi di Giacomo Zaza, Maria Fratelli, Michela Casavola, Jorge Fernández Torres, Suset Sánchez e Omar-Pascual Castillo.

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