Quando si pensa a un museo, solitamente ci si immagina solenni statue marmoree, magnifiche opere pittoriche e un silenzio religioso che ammanta ogni sala. Il Museo del Gelato di New York, con la sua vivacizzante atmosfera pop e le installazioni luccicanti di allegria, non rientra certamente in questi schemi tradizionali e avvierà molti a ripensare le proprie concezioni. Ma questa volta, a sembrare fuori dall’ordinario, non è soltanto il giubilante ambiente del Museo del Gelato, ma un ancora più insolito contenzioso legale.
Il protagonista della vicenda è Jeremy Shorr, un uomo che ha deciso di portare in tribunale il famoso museo, sostenendo che, durante una visita alla sede di Soho insieme alla figlia, si sia infortunato gravemente saltando nella ‘Sprinkle Pool’, l’installazione simbolo del museo. Pretendendo, quindi, un risarcimento per lesioni personali permanenti riportate nell’incidente avvenuto il 31 marzo del 2023.
La Sprinkle Pool, rappresentazione di un’enorme piscina di gelato guarnito di sprinkles colorati, è infatti un’attrazione amata da grandi e piccini, un gigantesco ball-pit riempito di plastici sprinkles in formato sovradimensionato. Ma, secondo l’accusa, il fondo della piscina non sarebbe abbastanza profondo, creando una circostanza insicura e pericolosa per chi decide di immergersi fra i finte guarnizioni zuccherate.
La risonanza del caso non è soltanto legata all’insolita natura dell’incidente, bensì alla maniera in cui il contendente ha voluto strutturare le proprie accuse. Secondo Shorr, infatti, sarebbe stato il museo stesso a creare un’ingannevole aspettativa di sicurezza attraverso il proprio sito web e i post sui social media, invitando i visitatori a “giocare” nella famosa Sprinkle Pool e chiedendo ai clienti se avessero già fatto il “tuffo decisivo”.
L’accusa cita inoltre altri incidenti avvenuti in passato in relazione alla Sprinkle Pool. In un video di TikTok, una donna ha raccontato di aver finito con un piede ingessato dopo essersi tuffata e essersi infortunata. Anche in questo caso, il Museo del Gelato aveva risolto la situazione offrendo alla donna un biglietto gratuito e una gift bag. Ma per Shorr questi episodi dimostrano come l’istituzione metta i propri interessi finanziari prima della sicurezza del pubblico.
Le conseguenze per l’uomo sono state drammatiche: l’infortunio ha richiesto un intervento chirurgico e ha causato angoscia e stress. Inoltre, la sua capacità lavorative sono state compromesse e potrebbero essere necessarie future operazioni. Per queste ragioni, Shorr chiede un risarcimento danni non specificato per coprire le spese mediche e legali.
Il Museo del Gelato, pur non volendo rilasciare dichiarazioni in merito alla controversia, resta un punto di riferimento nel mondo dell’arte contemporanea, attirando centinaia di migliaia di visitatori dalla sua inaugurazione nel 2019. Tra le sue installazioni più famose, oltre alla Sprinkle Pool, spiccano un vagone della metropolitana rosa e un lounge per milkshake, dimostrando come la creatività e l’originalità possano trasformare anche il concetto di museo. Alla luce di quanto accaduto, però, sarà necessario che l’istituzione si interroghi sulla sicurezza delle proprie attrazioni e su come gestire al meglio l’entusiasmo suscitato nei suoi visitatori, evitando che questo possa tramutarsi in pericolose cadute in piscine di ‘Sprinkles’.



