Maria Lai | Antonio Marras: il passo a due come forma del pensiero

Il progetto Maria Lai | Antonio Marras: Paso Doble, con cui M77 Gallery in collaborazione con l’Archivio Maria Lai, nasce come un dispositivo di attraversamento più che come una semplice mostra. Dal 30 gennaio al 16 maggio 2026, circa duecento opere mettono in relazione due universi che non cercano una fusione ma una tensione: quella tra la scrittura intima e quasi rituale di Maria Lai e l’immaginario stratificato, teatrale e memoriale di Antonio Marras.

Il riferimento al paso doble non funziona come immagine ornamentale ma come vera e propria struttura curatoriale. Come nella danza di origine spagnola, l’incontro avviene per prossimità e scarto, per avanzamenti e ritirate, per equilibrio e contrappunto. Le opere non si fondono, si osservano. Ogni lavoro conserva la propria autonomia, ma si carica di risonanze nell’attrito con l’altro. È in questo spazio intermedio che prende forma una coreografia di gesti, fili, carte e tessuti, dove la materia non è mai neutra ma sempre depositaria di memoria e di tempo.

Da un lato, Maria Lai con i suoi libri cuciti, i suoi alfabeti muti, le sue trame che trasformano la scrittura in corpo e il corpo in racconto. Dall’altro, Antonio Marras con un linguaggio che accumula segni, citazioni, frammenti di storia e di vita, costruendo immagini come archivi emotivi. Due modalità differenti di abitare il mondo che condividono però una stessa urgenza: dare forma a ciò che non può essere detto, affidarlo alla materia, alla cucitura, al segno.

In questo senso, il testo di Francesca Alfano Miglietti non è una semplice cornice critica ma una vera chiave di lettura del progetto. Scrive la curatrice:
“La ricerca di entrambi gli artisti è un “work in progress”, una dimensione fluida che contiene una struttura in cui anche le materie sono frammenti di ‘autodeterminazione’. I due autori propongono la dimensione dell’umano in quanto valore, come funzione di forme che si riferiscono alle categorie dell’anima, un incontro arcaico e mistico tra luce e opacità. Il loro è un mondo di miti e leggende, di segni e di materie intelligenti, c’è qualcosa di inesprimibile e di irriducibile nella passione di tutte le culture del mondo per la rappresentazione, una congiunzione tra finito e infinito, in un dialogo tra materie che raccolgono ed emettono luce e vibrazioni, contenitori di leggende, di incontri sentimentali e di necessità di pensieri. Immagini che restituiscono l’intensità dei sogni, immagini che conservano la luce del sole quando il mondo si copre di buio.”

La mostra si sviluppa come un campo di forze in cui disegni, libri, dipinti, collage, installazioni e sculture di Maria Lai dialogano con le opere di Antonio Marras, includendo anche lavori realizzati a quattro mani e numerose opere inedite. Il grande lenzuolo ricamato, in particolare, agisce come una superficie di contatto tra due sensibilità, un luogo dove il gesto di uno si innesta nel gesto dell’altro senza perdere la propria identità.

Paso Doble è un modo di pensare l’arte come spazio di risonanza, in cui il frammento non è mai mancanza ma possibilità, e la differenza non è ostacolo ma ritmo. In questo dialogo tra finito e infinito, tra luce e opacità, Maria Lai e Antonio Marras costruiscono una danza che non si esaurisce nel movimento, ma continua a vivere nella memoria delle forme.

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Paola Martino
Paola Martino
Giornalista, appassionata di lingua araba e di arte, vive a Milano. Per focusmediterranee.com e il giornale off scrive per la sezione Culture, soffermandosi su artisti, mostre, eventi e progetti culturali che non hanno confini. Per lei, infatti, la cultura è un mezzo per migliorare il dialogo e la conoscenza reciproca, anche tra le due sponde: Sud Europa e Nord Africa. Si è diplomata in lingua e cultura araba all’Ismeo di Milano e ha lavorato come giornalista radiofonica e per diverse testate.

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