Marinella Senatore: a Peccioli nel 2026 un intervento di arte contemporanea trasformerà uno scavo archeologico

Siamo stati in un posto speciale, nella frazione di Ghizzano, comune di Peccioli, gioiello delle Terre di Pisa, un angolo di Toscana ancora non troppo acchittato per i turisti di passaggio. A Ghizzano – oltre all’ intervento di David Tremlett che ha “colorato” alla sua maniera le casette della Via di Mezzo, un tempo le case dei braccianti della zona – ci imbattiamo in un piccolo colle su cui, da vent’anni, è aperto uno scavo importante: siamo nell’area archeologica di Santa Mustiola e qui un team di giovani archeologi, scalpello e attrezzi in mano, continua a scavare nonostante le temperature elevate. Una parte dei ritrovamenti è già emersa e Artuu Magazine l’ha potuta visitare per scoprire in anteprima che qui, in questo spazio, l’artista Marinella Senatore concepirà per la prossima primavera un intervento pieno di luce che restituirà volume e colore a un tassello di storia locale (tutto al femminile) che vale la pena raccontare. 

«Da quando ero ragazzina ricordo le storie delle persone più anziane del posto che dicevano che da ragazzini giocavano a calcio nel campetto e usavano come pallone le teste dei morti….Sono frasi che non mi sono più dimenticata e nel 2004, fresca fresca di laurea, ho cominciato a fare delle ricerche. Poi sono arrivate le autorizzazioni agli schiavi e oggi siamo ancora qui, a scavare e a scoprire tesori», racconta l’archeologa Elisa Piludu, che dell’area archeologica è oggi responsabile. Perché tutti questi scheletri? Perché tutte queste ossa? «Abbiamo scoperto un luogo incredibile: siamo nel crocevia della strada per Volterra, in terre che furono preziose per il Ducato Longobardo di Lucca e di Chiusi.

In vent’anni di scavi abbiamo dissotterrato vasellame, anfore provenienti da tutto il Mediterraneo, segno che questo era un luogo molto trafficato. Nei secoli successivi, su questo stesso insediamento è stata costruita una chiesa, dedicata a Santa Mustiola, una santa longobarda: attorno alla chiesa, di cui abbiamo ormai definito il perimetro, abbiamo trovato corredi funerari raffinati e preziosi, specie femminili. La particolarità? Di solito le donne venivano sepolte lontano dalla chiesa, qui invece accade il contrario: hanno un posto speciale, vicino al luogo sacro. Nelle 350 tombe che abbiamo scavato e, secondo me, siamo ad appena il 10 per cento del totale, continuiamo a trovare “storia affascinanti”, come quella della giovane Isadora, una ragazzina di 14 anni, che ipotizziamo sia morta di peste, nel Trecento. È una necropoli “femminile” di grande suggestione e negli spazi della chiesa Marinella Senatore realizzerà il suo intervento, con un lavoro di luce che darà forma e colore al passato».

Mentre scriviamo, Senatore espone in Cina (fino al 16 agosto presenta una sua personale al Tang Contemporary Art Beijing, nella capitale), dopo un inizio estate (letteralmente) luminoso: sua l’installazione forse più instagrammata, apprezzata e citata a Basilea per Unlimited Art Basel, presentata da Mazzoleni nella fiera dedicata alle opere di dimensioni monumentali. E, giusto per rimanere in Toscana, da questa settimana, insieme a una generazione di nuovi talenti, Marinella Senatore espone anche alla Versiliana nella mostra “Io contengo moltitudini”, che fin nel titolo è ispirata a una sua installazione (a La Versiliana, a Marina di Pietrasanta). 

Nessun rendering del suo progetto a Peccioli è al momento disponibile, ma possiamo dire che si tratta di uno dei rarissimi interventi di arte contemporanea su uno scavo archeologico ancora aperto e in progress (qui https://www.peccioli.net/scavi-archeologici-di-santa-mustiola/ le informazioni utili per organizzare una visita). 

L’intervento di Marinella Senatore si inserisce nel grande progetto MACCA Museo d’Arte Contemporanea a Cielo Aperto che da anni ha reso Peccioli e le sue frazioni delle Terre di Pisa un unicum. Sono ormai un’ottantina le opere di artisti contemporanei che disegnano il territorio, dal centro cittadino alle frazioni: la stessa Senatore lo scorso anno aveva progettato una delle sue architetture luminose in via delle Serre, recuperando attraverso le luminarie una struttura rurale e trasformandola in un punto di ritrovo e di socializzazione. 

Tra le (tante) opere significative che si trovano al MACCA, la terrazza del Palazzo Senza Tempo progettata due anni fa da Mario Cucinella, le pitture colorate di Daniel Buren su un lato del palazzo, i tanti interventi luminosi di Vittorio Corsini, e molto molto altro, tra cui l’opera di titaniche dimensioni, dal titolo Germoglio, che Remo Salvadori ha realizzato nel 2024 nella frazione di Legoli, proprio nel cuore dell’Impianto di smaltimento e trattamento dei rifiuti (che è un luogo aperto a tutti e visitabile: funge anche da centro culturale e di ritrovo ed è molto fotografato per la presenza, tra i colli dell’impianto, delle celeberrime statue dei “Giganti di Peccioli”). 

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