Milano Scultura 2026: HC Gallery porta il marmo di Carrara e la fotografia di Veschi alla Concessionaria 23

Alla sua decima edizione, Milano Scultura si conferma uno degli appuntamenti più attesi nel calendario fieristico dell’arte contemporanea italiana, capace di distribuire la scultura tra spazi non convenzionali della città. Quest’anno Human Connections Gallery partecipa con una proposta che mette a confronto due medium lontani per natura e temperatura: la solidità del marmo e la luce sospesa della fotografia. La sede è la Concessionaria 23, in Via Maiocchi 23 a Milano, dal 2 al 4 ottobre 2026. Il vernissage è fissato per venerdì 2 ottobre alle 18:30.

Il fulcro della partecipazione è il lavoro scultoreo di Filippo Tincolini, che porta in fiera quattro opere in marmo di Carrara tratte dalle serie Nova Idola e Ancient Gods: Ex Ludis, Jeeg Glove, Vestigium Corporis e Diana. Sono pezzi che lavorano esplicitamente sul cortocircuito tra la statuaria classica e un immaginario contemporaneo popolato di riti sportivi e figure mitiche ricodificate. Il guantone da combattimento che diventa reperto, la dea cacciatrice che coabita con l’eroe da fumetto: Tincolini non cita il passato per nostalgia, ma lo usa come protocollo formale per conferire peso — nel senso più letterale del termine — a oggetti e simboli che la cultura di massa consuma e dimentica in fretta.

L’idea che attraversa le sculture è quella del frammento riemerso: non un’archeologia del passato, ma una proiezione verso un futuro immaginario in cui ciò che oggi riteniamo transitorio abbia acquisito la dignità e la gravità della pietra. È una strategia concettuale che ha una sua coerenza interna, e che nel contesto di una fiera dedicata alla scultura trova un terreno fertile per essere letta senza le mediazioni eccessive che spesso accompagnano questo tipo di operazione.

A dialogare con le sculture sono i ritratti fotografici di Laura Veschi, curati insieme all’intero allestimento da Roberto Spinetta. La fotografia introduce una dimensione diversa: se il marmo lavora sull’eternità come materia, l’immagine fotografica vive nel paradosso opposto, fermando l’istante proprio mentre lo condanna all’irrappresentabilità del tempo che scorre. L’accostamento non è puramente decorativo: i due linguaggi si interrogano a vicenda sul senso della permanenza e sulla possibilità — o impossibilità — di fissare qualcosa che duri. Il percorso è completato dalle pubblicazioni di HC Edizioni, Human Connections ed Everything Flow, che estendono la riflessione della galleria anche al formato editoriale.

La scelta degli orari riflette la vocazione pubblica della manifestazione: sabato 3 ottobre l’apertura è dalle 11:00 alle 20:00, domenica 4 ottobre dalle 11:00 alle 19:00. L’ingresso è libero. Un’occasione per verificare di persona quanto le ambizioni di un progetto come questo reggano al confronto diretto con le opere.

Per informazioni: [email protected] — hcgallery.it

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