C’è un filo sottile che unisce i pupi siciliani dell’infanzia di un bambino del Sud agli affreschi del poema cavalleresco per eccellenza. Quel filo, nel caso di Mimmo Paladino, si è trasformato nel tempo in un segno maturo e inconfondibile, capace di attraversare secoli di immaginario collettivo senza mai cedere alla semplice illustrazione. Dal 26 settembre al 9 ottobre 2026, lo spazio Metilene di Pistoia, in via Manrico Ducceschi 12, ospita L’inamoramento de Orlando, una mostra che presenta per la prima volta al pubblico trenta illustrazioni originali realizzate dall’artista campano per il volume Acque della magia. Matteo Maria Boiardo e l’inamoramento de Orlando di Rosita Copioli, pubblicato da Metilene nel 2024. L’opening è fissato per sabato 26 settembre a partire dalle ore 15.30.
Le tavole in mostra costruiscono un universo figurativo che non ha intenzione di essere fedele al testo nel senso filologico del termine. Dame, cavalieri, cavalli attraversano paesaggi notturni e architetture sospese nel tempo; presenze animali, reali o fantastiche, si alternano a immagini che evocano i grandi temi del poema di Boiardo: il combattimento, l’amore, la morte, il destino. Il linguaggio visivo di Paladino è essenziale, quasi araldico, e al tempo stesso denso di stratificazioni simboliche che rimandano tanto alla tradizione popolare quanto all’elaborazione colta. Non una trasposizione, ma un’interpretazione autonoma che prende le mosse dalla parola per andare altrove.
A chiarire la propria posizione è lo stesso Paladino, nell’intervista con l’editore Cristiano Coppi che accompagna la mostra: «Ho affrontato il Boiardo con un’idea contemporanea, senza fare il filologo, ma prendendomi la libertà di leggerlo e di disegnarlo come se fosse una cosa del nostro tempo». E ancora: «È come se dalla parola scaturisse un’immagine che non la rappresenta ma la interpreta». Una dichiarazione che suona come un manifesto poetico, e che spiega molto del metodo di lavoro dell’artista quando si confronta con la letteratura: non illustrare ma rispondere, non tradurre ma dialogare, usando forme e tecniche diverse in piena libertà.
La figura di Orlando non è estranea all’immaginario personale di Paladino. L’artista racconta come quella presenza si sia formata fin dall’infanzia, attraverso la tradizione popolare del teatro dei pupi: «Fin da bambino vedevo i pupi siciliani e tutto il resto e intanto questa immagine dell’Orlando prendeva forma in me attraverso l’immaginario collettivo popolare». Un’origine dal basso, dunque, dalla cultura diffusa, prima ancora che dalla grande letteratura. Questo radicamento nella memoria collettiva è uno degli elementi che rendono il lavoro di Paladino su Boiardo qualcosa di più di un esercizio di stile: è il compimento di un percorso interiore lungo decenni.
La mostra rientra nel programma di Pistoia Incontemporanea, l’iniziativa che nel weekend del 26 e 27 settembre animerà la città toscana con mostre ed eventi legati all’arte contemporanea, coinvolgendo gli spazi di SpazioA, MEVannucci, NB Arte, Ondo, Nub e Metilene. Un’occasione per misurare la vivacità di un sistema locale che negli ultimi anni ha saputo costruire una propria identità nel panorama dell’arte italiana. L’ingresso alla mostra è gratuito. Dopo l’opening del 26 settembre, la mostra sarà visitabile domenica 27 settembre dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.30; dal 28 settembre al 9 ottobre dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00.
Ulteriori informazioni su metilene-edizioni.it.



