Miracolo a Milano a teatro: Lino Guanciale e Claudio Longhi riscrivono il capolavoro di De Sica

Che cos’è un miracolo? Claudio Longhi e Lino Guanciale fanno rivivere, con la complicità drammaturgica di Paolo di Paolo, l’indimenticabile “favola bella” di Miracolo a Milano. Un omaggio a una città, al suo mito, al suo serbatoio d’immaginario e all’umanità che la abita.

“Miracolo a Milano” è il quinto film di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini, dopo “Sciuscià” e “Ladri di Biciclette”, e debutta nel febbraio 1951, nel pieno del fermento del miracolo economico, come una favola buona con un pizzico di magia e l’inevitabile lieto fine, che fece storcere il naso alla critica progressista del tempo. Nonostante sia diventato un classico del cinema italiano, il fatto che “Miracolo a Milano” sia raramente rappresentato rende coraggiosa la scelta di Claudio Longhi e Lino Guanciale di trasporlo per il teatro, non solo per la lunghezza dello spettacolo (parliamo di tre ore abbondanti), ma anche per l’uso del dialetto milanese, non sempre di facile comprensione e pronuncia.

La rappresentazione del Piccolo Teatro Strehler di Milano è, però, un ottimo lavoro, coerente con la trama, i luoghi e l’atmosfera del film, pur utilizzando un linguaggio, quello teatrale, molto diverso dall’originale cinematografico.

La storia del buon Totò, trovato sotto a un cavolo da Lolotta, cresciuto in orfanotrofio dopo la morte di lei e poi protagonista della nascita di una baraccopoli nel quartiere di Lambrate è ben raccontata nella trasposizione teatrale a opera dello scrittore più volte finalista del Premio Strega Paolo di Paolo, e mostra tutti i momenti salienti della pellicola cinematografica, dalla scoperta del petrolio alla demolizione della baracca, fino al miracolo degli angeli e all’iconica scena della fuga sulle scope rubate ai netturbini, che volano nel cielo di Milano.

La scenografia di Guia Buzzi è particolarmente evocativa dell’atmosfera fumosa della Milano del Miracolo Economico, con la scighera, i postumi della Seconda Guerra Mondiale e i lavori di ricostruzione. Immagini ad hoc mostrano i luoghi di Milano e della trama, da Lambrate alla celeberrima Piazza del Duomo, e si accordano perfettamente con i costumi di Gianluca Sbicca, indossati anche dagli allievi della Scuola di Teatro “Luca Ronconi”, che non solo partecipano allo spettacolo, ma prima del suo inizio e durante l’intervallo girano tra il pubblico per interagire con gli spettatori e offrire qualche caramella. Apprezzatissimi sono anche l’utilizzo e il rimando ai cartelloni pubblicitari dell’epoca.

Lino Guanciale è un ottimo Totò, animato dalla luce dell’innocenza di chi cerca un posto dove buongiorno voglia davvero dire buongiorno, indomito nel non arrendersi alla ben più grigia verità e per questo premiato dal miracolo e dalla visita di Lolotta diventata angelo, stupendamente interpretata dalla novantaduenne Giulia Lazzarini.

Gli altri ventidue ruoli della storia sono coperti da una squadra di sei talentuosi attori, Daniele Cavone Felicioni, Michele Dell’Utri, Diana Manea, Mario Pirrello, Sara Putignano e Giulia Trivero, tutti autori di performance da cui traspare il corposo lavoro sul testo, anche se la parte del dialetto milanese sarebbe dovuta essere meglio curata, se non altro perché si recita a Milano e davanti ai milanesi.

Che “Miracolo a Milano” debutti in prima assoluta a teatro in questa particolare epoca è curioso e forse anche necessario, giacché a differenza degli anni Cinquanta alla società di oggi manca lo spirito ottimista e fiducioso che anima la favola di De Sica e Zavattini, che vuole portare un messaggio di fiducia nell’umanità, che invita alla speranza sulla base della caparbietà, della grinta, della fede e della preparazione.
Lo spettacolo commuove, quindi, sia per messaggio che per l’evidente celebrazione della città di Milano e dei suoi abitanti, sempre indaffarati, ma, come l’atmosfera che si è creata durante i recenti Giochi Olimpici Invernali può testimoniare, mai incapaci di sperare e lavorare per il Miracolo.

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Valentina Basso
Valentina Basso
Nata a Milano nel 1988. Articolista per la rivista online di critica d'arte, spettacolo e cultura "Saltinaria" fino alla sua chiusura. Attualmente collabora in forma privata con le case editrici Garzanti e Rizzoli e i teatri Regio di Parma, Ponchielli di Cremona e Arena di Verona con recensioni di eventi e nuove uscite.

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