Miró – Il costruttore di sogni arriva a Roma

La mostra “Miró – Il costruttore di sogni”, inaugurata oggi al Museo Storico della Fanteria di Roma e aperta al pubblico a partire da sabato 14 settembre, propone un viaggio attraverso l’universo creativo di Joan Miró, con 140 opere provenienti da collezioni private italiane e francesi. A cura di Achille Bonito Oliva, Maïthé Vallès-Bled e Vincenzo Sanfo, l’esposizione è realizzata da Navigare srl con il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia, dell’Instituto Cervantes di Roma, della Regione Lazio e della Città di Roma.

L’esposizione ha un carattere antologico e presenta una selezione di opere rappresentative della produzione di Miró, ripercorrendo i circa sessant’anni della sua attività artistica, dal 1924 al 1981. L’obiettivo è di mettere in luce l’evoluzione del suo linguaggio rivoluzionario e delle sue sperimentazioni, che hanno lasciato un segno indelebile nell’arte contemporanea.

Il percorso espositivo, suddiviso in otto aree tematiche (Litografie, Manifesti, Poesia, Ceramiche, Derrière le Miroir, Pittura, Musica, Miró e i suoi amici), permette di esplorare le molteplici passioni di Miró e i diversi aspetti della sua arte. Tra le opere in mostra si distinguono numerose litografie realizzate in collaborazione con maestri stampatori come Fernand Mourlot, noto per la sua capacità di restituire con precisione e intensità il colore delle opere grafiche. Sono esposte anche ceramiche dipinte a mano e tavole litografiche create per illustrare i versi del poeta dadaista Tristan Tzara in “Parler Seul” (1950), oltre a bozzetti scenografici per “L’Uccello Luce” di Sylvano Bussotti, prodotti per la Biennale di Venezia del 1981.

Una sezione speciale, “Miró e i suoi amici”, include una selezione di opere di Man Ray, Picasso, Dalí, fotografie di Cohen e Bertrand, e documenti di poeti come Breton, Éluard, Char e Tzara, evidenziando le connessioni di Miró con il panorama culturale del suo tempo.

La mostra invita i visitatori a riflettere su tre aspetti distintivi della creatività di Miró: la sua rivoluzione del linguaggio artistico, che passa da una dimensione introspettiva a un equilibrio tra astratto e figurativo; la sua dimensione onirica e lirica, caratterizzata da una libertà espressiva capace di superare i limiti della razionalità in un contesto storico dominato dalle dittature; e la sua resilienza creativa, espressa attraverso una gioia di vivere e un fervore espressivo che ridefiniscono i confini dell’arte stessa.

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