Mountain Echoes di Yuval Avital: in Valtellina il suono diventa scultura per Milano Cortina 2026

MOUNTAIN ECHOES – le voci e i suoni della Valtellina in sculture sonore è un progetto di arte sonora e scultura ambientale ideato da Yuval Avital e realizzato in relazione ai Milano Cortina 2026. L’intervento si configura come un lavoro di mappatura sonora del territorio valtellinese, in cui il suono viene utilizzato come strumento di indagine culturale e come materiale compositivo per la costruzione di opere permanenti accessibili al pubblico.

Il progetto nasce da una residenza svolta tra ottobre e dicembre 2025, durante la quale l’artista ha attraversato la Valtellina raccogliendo un ampio corpus di registrazioni audio e visive: voci di abitanti di diverse generazioni e professioni, suoni legati alle pratiche artigianali e produttive, elementi naturali e ambientali. Questa fase di ricerca ha dato origine a un archivio sonoro che restituisce la pluralità sociale e paesaggistica del territorio senza operare gerarchie tematiche.

L’esito della ricerca si concretizza in tre grandi sculture sonore antropomorfe, concepite come elementi totemici e realizzate con tessuti locali resinati. All’interno delle strutture, sistemi di diffusione audio riproducono composizioni polifoniche stratificate elaborate dall’artista, trasformando le opere in dispositivi di ascolto immersivo. Le sculture sono affiancate da una selezione di opere fotografiche e materiali multimediali che documentano il processo di raccolta e relazione sviluppato sul territorio.

Selezionato da Regione Lombardia nell’ambito dei Giochi della Cultura e inserito nel programma della Cultural Olympiad di Fondazione Milano Cortina 2026, MOUNTAIN ECHOES inaugura il 23 e 24 gennaio 2026 come percorso espositivo diffuso nei comuni di Sondrio, Tirano e Bormio, costruendo un itinerario che dal fondovalle conduce all’alta montagna e mette in relazione contesti architettonici e ambientali differenti.

Le opere resteranno fruibili fino al 15 marzo 2026, entrando a far parte del patrimonio culturale dei Giochi, per poi essere riunite in un’unica installazione a Milano nel mese di aprile. In questo passaggio, il progetto trasferisce nel contesto urbano un patrimonio sonoro raccolto in ambito alpino, proponendo una lettura del territorio basata sull’ascolto, sulla documentazione e sulla restituzione artistica.

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