Musei francesi presi di mira in un attacco ransomware

È accaduto recentemente un evento preoccupante che ha scosso l’industria museale francese. Il Grand Palais, insieme ad altri musei della sua rete Réunion des Musées Nationaux (RMN), sono stati al centro di un sofisticato attacco informatico di tipo ransomware. Nonostante questi musei stiano ospitando importanti competizioni come la scherma e il taekwondo in vista dei prossimi Giochi Olimpici di Parigi, fortunatamente l’evento sportivo non è stato interrotto. Anche il Château de Versailles, facente parte della stessa rete e sede del pentathlon moderno e degli sport equestri durante i Giochi, rimane incontaminato.

La rete di Grand Palais-RMN, che raccoglie 34 istituzioni culturali pubbliche francesi sotto la giurisdizione del Ministero della Cultura, comprende giganti come il Louvre, il Musée d’Orsay, il Musée Picasso, tutti a Parigi, oltre a diversi musei regionali. Tuttavia, ad oggi, nessuna di queste istituzioni ha segnalato di aver subito danni a causa dell’attacco informatico. La centralità del Grand Palais come sede di varie mostre ed eventi culturali, tra cui Art Basel Paris a ottobre, fa comprendere la gravità del danno evitato.

L’attacco al sistema di dati centrali della rete è stato rilevato domenica e Grand Palais-RMN ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma di non avere notizia di alcun dato estratto con successo. Non sono state fornite conferme riguardo possibili responsabili identificati al momento della pubblicazione, ma l’agenzia nazionale francese per la sicurezza cibernetica, ANSSI, sta contribuendo al ripristino della rete. “Non è stato osservato alcun impatto sull’operatività del Grand Palais”, si legge nel comunicato ufficiale. Le 36 librerie dei musei nazionali gestite da Grand Palais-RMN funzionano regolarmente in maniera autonoma e i musei e le loro librerie rimangono aperte al pubblico nelle condizioni usuali.

Gli attacchi ransomware sono un tipo di malware che cifra i dati della vittima, rendendoli inaccessibili finché l’aggressore non riceve un riscatto. Secondo quanto riportato da Reuters, la radio Franceinfo ha dichiarato che in questo caso i responsabili hanno richiesto il pagamento di un riscatto non specificato entro 48 ore, minacciando altrimenti di divulgare dati finanziari privati. Secondo l’Associated Press, l’ufficio del procuratore di Parigi ha affidato l’indagine sull’incidente e l’identificazione dei responsabili alla Brigata francese per il contrasto alla cybercriminalità.

La sicurezza informatica è diventata una crescente preoccupazione per le organizzazioni e le aziende artistiche, con numerosi scandali di hacking emersi dall’inizio di quest’anno. Ad esempio, nel gennaio scorso si è appreso che il software Gallery Systems, utilizzato da molti musei negli Stati Uniti, era stato attaccato alla fine di dicembre causando interruzioni del servizio che hanno interessato diverse collezioni online. Anche Christie’s, l’importante casa d’aste, è caduta preda degli hacker alla vigilia di tre importanti vendite a New York a maggio.

La sicurezza cibernetica è un problema sempre più pressante, dal momento che queste aggressioni informatiche possono causare danni incalcolabili sia in termini di accesso all’informazione sia di perdita di dati sensibili. Le organizzazioni nel mondo dell’arte e della cultura devono quindi rafforzare le proprie difese digitali per garantire il proprio operato e proteggere i propri patrimoni, nella piena consapevolezza che la sfida sarà sempre più ardua in un futuro sempre più interconnesso.

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