‘Museo per tutti’ e il diritto alla bellezza

Nato nel 2015 dall’associazione L’abilità onlus, Museo per tutti è un progetto che fin dalla sua fondazione si è posto l’obiettivo, ad opera del direttore Carlo Riva, di promuovere la partecipazione delle persone con disabilità intellettiva nei luoghi della cultura, con un focus specifico sui musei e sui luoghi d’interesse storico-culturale e naturalistico. 

Giunto al suo decimo anniversario può vantare la collaborazione con 45 realtà culturali di tutto il territorio nazionale, a cui si aggiungeranno presto nuovi musei, palazzi storici, dimore d’arte, chiese, resi accessibili grazie a questo progetto inclusivo.

In nome del diritto universale alla bellezza, i partecipanti con disabilità intellettiva, autismo e non, hanno l’occasione di visitare un museo con il sostegno di speciali supporti elaborati da uno staff interdisciplinare di pedagogisti, psicologi, educatori ed esperti in beni culturali. 

@L’abilità onlus 

Le visite mantengono in parte le caratteristiche dei percorsi tradizionali ma presentano elementi che le rendono maggiormente fruibili come uno stile narrativo coinvolgente, basato su una semplificazione del linguaggio, ritmi più lenti e focus mirati per aiutare la comprensione e la partecipazione. Questo è possibile grazie ad un rigoroso lavoro di preparazione svolto dall’équipe di Museo per tutti in collaborazione con il personale del museo, basato sullo studio critico dei contenuti da veicolare, delle specificità del luogo e sulle caratteristiche dei possibili partecipanti. La formazione del personale educativo e di back office del museo è una ulteriore tappa fondamentale per l’accoglienza della persona con disabilità intellettiva, la sensibilizzazione e la costruzione di una cultura inclusiva diffusa.

Il prodotto finale consiste nell’elaborazione di speciali strumenti: guide cartacee, disponibili nei musei e scaricabili gratuitamente anche on line, redatte in linguaggio Easy to read, o con i simboli della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) che vengono validati da gruppi di persone con disabilità intellettiva, rivisti, perfezionati o arricchiti prima della pubblicazione e della diffusione gratuita nei vari siti.

L’affidarsi agli altri per chiedere informazioni per un particolare target di persone non è sempre scontato né semplice e così la parte introduttiva di queste guide prevede una storia sociale che illustra come affrontare la visita, come muoversi tra gli ambienti, a quale personale rivolgersi a seconda delle necessità, anticipando in questo modo i fattori che possono causare stress e paura. 

@L’abilità onlus, evento al Roseto

Si prosegue poi con una mappa orientativa che aiuta il fruitore a capire quali ambienti visiterà e lo guida all’interno del museo. Vengono segnalate anche le aree dove potrebbero esserci variazioni sensoriali che possono causare fastidio o piacere, come ad esempio sale molto luminose o molto buie, oppure luoghi che sono solitamente molto affollati. Si continua con un inquadramento storico e con il percorso di visita vero e proprio che racconta la storia del posto, le sue caratteristiche, da cosa è composto e quindi una selezione di opere consigliate. 

Tutte le guide e i singoli materiali che le compongono sono reperibili dal sito del Museo in modo da poter essere scaricati in anticipo e preparare il visitatore all’esperienza. 

Dopo la visita la guida può essere usata per ripercorrere e rivivere il percorso, tenendone vivo il ricordo e come supporto pratico per richiamare, rielaborare e condividere quanto vissuto, per ripartire e costruire nuovamente altri obiettivi educativi. 

In questo modo anche i caregiver trovano nel museo un alleato educativo e la bellezza diviene così occasione di condivisione per tutta la società. 

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