Napoli ritrova la sua “Partenope”: l’opera inedita di Ennio Morricone debutta al Teatro San Carlo

Il mito della sirena Partenope riemerge dalle acque della memoria collettiva e finalmente prende voce sulle tavole del palcoscenico del Teatro San Carlo di Napoli. A restituirle vita è “Partenope. Musica per la sirena di Napoli”, l’unica opera lirica composta da Ennio Morricone: un lavoro rimasto silenzioso per trent’anni e mai rappresentato.

Ora, nel cuore del più antico teatro d’opera del mondo, e nella città che su quel mito ha costruito la leggenda della propria fondazione, un tassello poco conosciuto del percorso creativo del premio Oscar trova il suo debutto assoluto, con una prova generale, giovedì 11 dicembre, aperta gratuitamente al pubblico. Un dono alla città nell’ambito delle celebrazioni per i 2500 anni dalla fondazione di Napoli, promosse dal Comune con la direzione artistica di Laura Valente. Un invito a tornare nel proprio teatro e a scoprire un’opera che, per tre decenni, non ha avuto voce.

Il legame tra la città di Napoli e il mito della sirena Partenope, sconfitta dall’astuzia di Ulisse in grado di sfuggire al canto maledetto grazie all’espediente delle orecchie tappate di cera, e che per questo si lascia morire nelle acque del Golfo, è ancestrale, fortissimo e incancellabile. Partenope rappresenta la consapevolezza di una fondazione mitologica, antichissima, straordinaria: il legame con il mare, la poesia del mito, la nascita dalla morte. Un racconto antico che ha finito per creare un senso di appartenenza: la storia tragica della sirena che, da leggenda, si trasforma in destino identitario. 

Parte del catalogo dell’etichetta SZ Sugar, “Partenope” porta in scena una pagina inedita della produzione morriconiana: un’opera “da camera” che intreccia strumenti antichi e moderni, evocando il mito originario della città e la sua stratificazione poetica. Una partitura senza violini, caratterizzata da 4 flauti dolci, 3 flauti traversi, molti strumenti a fiato e 44 elementi orchestrali nel complesso, con un coro tutto al femminile che canta in greco. A incarnare la figura della sirena sono due interpreti d’eccezione, Jessica Pratt e Maria Agresta, affiancate da Francesco Demuro (Melanio), Désirée Giove (Persefone) e dalla voce narrante di Mimmo Borrelli.

La regia di Vanessa Beecroft — che firma anche l’intero progetto visivo insieme a Daniela Ciancio (costumi) e Danilo Rubeca (coreografia e collaborazione alla regia) — propone una rilettura contemporanea della storia fondativa di Napoli, sospesa tra radici e futuro. A guidare Orchestra e Coro del Lirico di Napoli è Riccardo Frizza, con la preparazione del coro affidata a Fabrizio Cassi. Nel corso della conferenza stampa di presentazione, il sovrintendente e direttore artistico del Teatro San Carlo, Fulvio Macciardi, ha sottolineato l’importanza di rappresentare, come una sorta di regalo e restituzione alla città ma anche alla memoria del grande compositore, un’opera con una gestazione che viene da lontano. “Finalmente – ha spiegato – abbiamo il coronamento di una genesi lunghissima, con un’opera che celebra uno dei grandi simboli di questa città che ha un rapporto con la luce, il mare la storia e tutto ciò che è avvenuto in millenni di storia. Dopo il successo con l’apertura della stagione con ‘Medea’ un altro titolo che si aggancia al mito. Il Morricone di ‘Partenope’ non è quello che tutti abbiamo in testa per le musiche da film, ma l’autore di un’opera complessa che vuole tracciare la nascita del mito della sirena”. 

Un lavoro che rappresenta una sintesi e una transizione nel percorso artistico ricchissimo e straordinario di Ennio Morricone. Un lavoro che Guido Barbieri, autore del libretto dell’opera insieme a Sandro Cappelletto, definisce più della sola rievocazione del mito antico. “Trent’anni fa – sottolinea Barbieri – scegliemmo questa figura perché ci sembrava rappresentativa non solo della leggenda ma anche della contemporaneità e oggi questo mi appare ancora più vero: Partenope non è solo il richiamo alle radici greche della città di Napoli ma anche uno straordinario simbolo del contemporaneo: i suoi echi si trovano ovunque, dal centro alle periferie”.

Ennio – ricorda l’altro librettista, Sandro Cappelletto – non aveva mai lavorato alla composizione di un’opera e quando gli proponemmo l’idea di narrare la storia della sirena Partenope per lui fu una sfida che lo entusiasmò. L’opera poi ha in un certo senso ‘dormito’ per trent’anni, perché i teatri a cui veniva proposta si sentivano in un certo senso ‘intimiditi’. Oggi trova la sua scena nella città in cui è ambientata. Ennio, che da giovane era affascinato dall’opera di Puccini, mi diceva sempre ‘sei libero quando puoi comporre la musica assoluta’. E ‘Partenope’ lo è”. 

Non solo musica: nell’opera trova spazio anche la voce narrante dell’attore napoletano Mimmo Borrelli, una sorta di istinto filosofico parlante, che rappresenta l’anima cristiana della città e sfida la potenza del mito, nel quale sembra non credere. La regia del debutto di “Partenope” sulle scene operistiche è affidata all’artista Vanessa Beecroft che, filtrando le tante visioni dei suoi ricordi legati alla città protagonista dell’opera, ha immaginato la messinscena senza la possibilità di ascoltare la musica. “La visualizzazione – ha sottolineato Beecroft – è avvenuta più che altro leggendo il libretto e anche per una sorta di ‘telepatia’. Mi sono apparse immagini che apparivano leggendo le parole. Inoltre ho voluto che, accanto agli interpreti educati dal mondo teatrale, ci fossero visi e corpi da altri luoghi e con altre storie, come le periferie di Los Angeles”. 

Partenope salvatrice, protettrice, vittima del suo stesso sacrificio. In scena la molteplicità della sua natura e della sua identità si rispecchia nel doppio ruolo: sensuale, terrena, affascinante, ma anche icona celeste, benigna, divina. E la storia dell’opera e della sua eroina si snoda proprio nella tensione tra terra e cielo, inferno e scenari celesti, due dimensioni spesso evocate per raccontare le peculiarità del capoluogo partenopeo.

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

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Valentina Monarco
Valentina Monarco
Nata a Napoli, laureata in scienze politiche, giornalista professionista dal 2009. Ha iniziato come ufficio stampa e addetto alla comunicazione per enti e istituzioni del territorio, collaborando con diverse testate nazionali e locali. Oggi è impegnata nella valorizzazione e nella promozione di iniziative che uniscono storia, territorio e sperimentazione, e collabora con diverse realtà, locali e nazionali, come giornalista freelance, esplorando nuovi racconti e progetti culturali.

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