Nel cuore della vecchia Milano tessile nasce DFB Studio

Tra le strade che conservano la memoria produttiva della Milano del Novecento, a pochi passi dalla Stazione Centrale, prende forma un nuovo luogo dedicato alla fotografia contemporanea. Il 23 giugno inaugura DFB Studio, spazio fondato dalla fotografa Daniela Ferrante Bernasconi in via Ruggero Boscovich 14, all’interno di un ex ambiente legato alla storica filiera tessile cittadina. Un’apertura che coincide con una mostra collettiva, visitabile fino al 12 luglio, affidata alla curatela di Francesco DEMO De Molfetta e che riunisce tredici artisti chiamati a raccontare le molteplici possibilità espressive della fotografia oggi.

Più che una semplice galleria, DFB Studio nasce come un luogo ibrido: studio di produzione, spazio espositivo e laboratorio di incontri, pensato per accogliere progetti artistici, ricerca visiva e momenti di confronto tra professionisti e pubblico.

La mostra inaugurale riflette perfettamente questa vocazione aperta e multidisciplinare. Nel percorso espositivo convivono infatti autori appartenenti a generazioni e linguaggi differenti: Alice Re, Daniela Ferrante Bernasconi, Elia Festa, Emanuele Scilleri, Federica Balliano, Federica Palmarin, Giuliano Grittini, Lucrezia Roda, Margareta Moen, Martina Pavloska, Pierluigi Bernasconi, Pino Pipoli e Sante D’Orazio. Un insieme eterogeneo che non cerca una definizione univoca della fotografia, ma ne esplora le continue trasformazioni.

Dalla fotografia costruita e dal ritratto alle contaminazioni con la moda, il video, l’installazione e i linguaggi digitali, il progetto curatoriale mette in relazione pratiche molto diverse tra loro. Le immagini diventano talvolta racconto, altre volte superficie da manipolare, archivio da reinventare o esperienza immersiva. Alcuni artisti interrogano il tema dell’identità e del corpo contemporaneo, altri lavorano sulla memoria e sulla stratificazione dell’immagine, altri ancora trasformano il mezzo fotografico in un dispositivo capace di sconfinare nello spazio fisico dell’installazione.

“Mi interessava mettere in dialogo approcci molto diversi tra loro e costruire accostamenti inattesi. Il vero tema della mostra è mostrare quanto il medium fotografico sia oggi versatile, aperto e attraversabile, capace di generare narrazioni, installazioni, visioni e nuove forme di esperienza”, spiega il curatore Francesco DEMO De Molfetta.

La collettiva diventa così il manifesto programmatico del nuovo spazio: un luogo che non considera la fotografia come un linguaggio definito una volta per tutte, ma come un territorio in costante ridefinizione, attraversato da pratiche artistiche, tecnologie e sensibilità differenti.

Anche il nome dello studio racconta questa visione. DFB è l’acronimo di Dream, Focus, Believe, tre parole che sintetizzano il percorso creativo immaginato dalla fondatrice. “Ho voluto creare un luogo dove i sogni si mettono a fuoco e prendono forma, uno spazio in cui la fotografia possa essere vissuta come esperienza condivisa, ricerca e possibilità di incontro”, afferma Daniela Ferrante Bernasconi.

L’apertura di DFB Studio si inserisce in un momento particolarmente vivace per la fotografia italiana, sempre più presente nei programmi delle istituzioni, delle fondazioni e degli spazi indipendenti. A breve prenderà il via anche “Opificio delle Meraviglie“, un percorso  dedicato alla fotografia, cui seguirà una programmazione culturale permanente rivolta ad artisti, professionisti e appassionati.

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