Nnena Kalu è la prima artista con disabilità cognitiva a conquistare il Turner Prize

La vittoria di Nnena Kalu al Turner Prize 2025, annunciata alla Cartwright Hall Art Gallery di Bradford, è stata accolta come un riconoscimento fondato sulla qualità del lavoro e sulla maturità raggiunta dall’artista all’interno della scena britannica. Kalu entra nella storia del premio come la prima artista con disabilità cognitiva a ricevere il riconoscimento, ma la giuria ha sottolineato fin da subito che la decisione non deriva da criteri biografici o simbolici: il premio viene assegnato esclusivamente per merito artistico.

In ambito britannico, il termine “learning disability”, utilizzato per descrivere la condizione dell’artista, indica una disabilità cognitiva permanente, presente fin dall’infanzia. Non si tratta di disturbi dell’apprendimento come dislessia o ADHD, ma di un insieme di compromissioni cognitive che interessano il ragionamento astratto, la pianificazione e la gestione autonoma di attività complesse. Nel caso di Kalu, ciò comporta una comunicazione verbale limitata e una forte attitudine verso processi strutturati, ripetitivi e fisici: proprio queste caratteristiche hanno contribuito a definire la specificità del suo linguaggio artistico.

Il lavoro di Kalu si basa su un processo di accumulo e stratificazione. Le sue installazioni utilizzano materiali immediati — nastro adesivo, corde, tessuti riciclati, plastiche, carta arrotolata — avvolti, compressi o sospesi nello spazio fino a generare forme che la giuria ha descritto come “cocoon-like”. Le opere non presentano una narrazione dichiarata: si costruiscono attraverso la ripetizione del gesto, la tensione interna dei materiali e una struttura che cresce visibilmente strato dopo strato. Il valore del lavoro risiede nella chiarezza del processo e nella coerenza con cui l’artista sviluppa il proprio metodo.

Anche i disegni seguono lo stesso principio. Kalu realizza composizioni circolari attraverso movimenti continui, generando superfici che registrano il ritmo dell’azione più che un’intenzione compositiva tradizionale. L’unità tra sculture e grafica deriva dalla centralità del gesto: un approccio fisico e diretto, che trasforma la ripetizione in un dispositivo formale.

La giuria ha valorizzato in modo particolare le esposizioni di Kalu a Liverpool e Barcellona, considerate indicative della maturità raggiunta dalla sua pratica. In entrambe le mostre, le installazioni hanno mostrato una gestione più complessa dello spazio, mantenendo al contempo la riconoscibilità del linguaggio materico che caratterizza il suo lavoro. Il premio arriva quindi come conferma di un percorso costante, sostenuto nel tempo da realtà come ActionSpace e Studio Voltaire, fondamentali nel fornire all’artista un contesto professionale stabile.

La shortlist del Turner Prize 2025 comprendeva tre altri artisti, ciascuno portatore di linguaggi differenti. Rene Matić lavora con fotografia e video, affrontando temi legati a identità, cultura visiva e dinamiche sociali. Il suo lavoro combina elementi documentari e aspetti più intimi, costruendo narrazioni che interrogano appartenenze e comunità. Mohammed Sami, pittore, riflette sul trauma e sulla memoria attraverso immagini che evocano assenze e sospensioni. I suoi dipinti alternano figurazione e atmosfere rarefatte, suggerendo spazi segnati da eventi non direttamente rappresentati. Zadie Xa utilizza un approccio installativo basato su materiali, colori e simbolismi provenienti da culture diasporiche, combinando pittura, tessuti e oggetti per costruire ambienti immersivi che esplorano identità e tradizione.

In questo scenario eterogeneo, la scelta di Kalu non introduce rotture, ma si inserisce in una linea critica che privilegia la coerenza del processo e la relazione diretta con il materiale. Le dichiarazioni ufficiali sottolineano come la sua pratica rappresenti un esempio chiaro di scultura contemporanea fondata sul gesto, senza ricorrere a narrazioni esterne, tecnologie o apparati concettuali elaborati.

All’interno della programmazione della UK City of Culture 2025, la mostra dei finalisti ha evidenziato come approcci diversi possano convivere all’interno della stessa piattaforma istituzionale. In questo contesto, il lavoro di Nnena Kalu si distingue per la solidità metodologica e per una presenza formale che deriva direttamente dal rapporto immediato tra gesto e materia.

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

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