Non c’è immagine più intensa, più intima, più interiore dell’ombra. Ceroli Totale alla GNAMC

“Un artista che riesce a meravigliarsi e a meravigliare”: queste le parole che la direttrice della GNAMC (Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea) Renata Cristina Mazzantini utilizza per descrivere Mario Ceroli, l’autore a cui è dedicata la mostra dal titolo Ceroli Totale (curata da R.C. Mazzantini e C. Biasini Selvaggi), inaugurata il 7 ottobre alla GNAMC.

L’esposizione ripercorre i 70 anni di ricerca di Mario Ceroli, una figura poliedrica difficilmente etichettabile in un’unica categoria. La sua ricerca rappresenta uno studio sulla materia, dove ogni elemento, anche il più piccolo dettaglio, è realizzato a mano dall’artista che evita di “delegare” la parte più autentica del lavoro. Stando alle parole della Mazzantini, l’esercizio di Ceroli insieme al suo modo di operare, ricorda una bottega rinascimentale dove si crea l’intera magia, dove l’opera viene concepita, progettata e portata a termine.

Ceroli Totale Galleria Nazionale dArte Moderna e Contemporanea 7 ottobre 2025 11 gennaio 2026 © Alessandro Vasarij

Ceroli sperimenta con materiali diversi – dal vetro alla ceramica, dalla gomma alla cartapesta – ma il legno resta senza dubbio il suo prediletto. Non a caso lo definisce “il papà di molte cose”, considerandolo la matrice originaria della sua ricerca. La prima esplorazione con questo materiale risale al 1957, quando realizza Composizione [Senza titolo], opera che gli vale il Premio per la giovane scultura conferitogli da Cesare Brandi. Da allora il legno diventa il compagno inseparabile del suo percorso artistico. 

La mostra ripercorre in 10 sale le esperienze più emblematiche di Ceroli, dai primi esperimenti a quelli della maturità, si possono ammirare anche due installazioni site specific realizzate proprio in occasione dell’esposizione, si tratta di Le ceneri e La grande quercia

Alcune opere rivelano un legame diretto con i ricordi d’infanzia: è il caso di Tela di Penelope e Arpa birmana, nate dalla memoria delle giornate trascorse con la nonna Filomena, intenta a lavorare al telaio. L’arte di Ceroli si nutre infatti di suggestioni biografiche e al tempo stesso si radica profondamente nel contesto storico in cui le opere furono concepite. Emblematico in questo senso è Progetto per la pace (1969), installazione ancora oggi drammaticamente attuale: 365 bandiere bianche (più 7 aggiuntive per esigenze strutturali), alte quattro metri ciascuna, a evocare i giorni dell’anno come invito silenzioso e disarmato alla pace. Quel 1969 rimane scolpito nella memoria collettiva come un “anno caldo”, segnato da lotte studentesche, proteste globali, Guerra Fredda e conflitto in Vietnam: in un mondo attraversato da tensioni, il desiderio di tregua si tradusse in un sogno di pace giusta e duratura. A distanza di decenni, quell’opera continua a parlare con la stessa intensità, restituendo una speranza che non si è mai spenta.

Ceroli Totale Galleria Nazionale dArte Moderna e Contemporanea 7 ottobre 2025 11 gennaio 2026 © Alessandro Vasarij

Uno degli elementi più riconoscibili della ricerca di Ceroli è la “sagoma” in legno, spesso ricorrente nella sua produzione. Essa nasce da un’intuizione poetica: l’ombra dell’artista che prende forma, materia e consistenza. “Non c’è immagine più intensa, più intima, più interiore dell’ombra”, afferma Ceroli, “qualcosa di magico, che non tocchi ma che ti accompagna, che non ti abbandona mai”. Tra i suoi esperimenti più celebri basati su questo linguaggio spicca Ultima cena (1965), composta da dodici profili lignei di uomini seduti intorno a un tavolo, con un posto vuoto al centro che allude alla presenza invisibile di Cristo. Dello stesso registro è La Cina, un insieme di cento figure maschili e femminili che invade lo spazio espositivo trasformandolo in un’ambientazione teatrale e immersiva.

Ceroli Totale Galleria Nazionale dArte Moderna e Contemporanea 7 ottobre 2025 11 gennaio 2026 © Alessandro Vasari

Ceroli incarna a pieno titolo la figura di artista nel senso latino del termine, “maestro d’arte”, capace di emozionare attraverso semplicità ed essenzialità. I suoi lavori hanno trovato riconoscimento internazionale e alcuni sono esposti anche al Quirinale, come Uomo galleggiante e Va, va, corri, corri vecchio John, nell’ambito del progetto “Quirinale contemporaneo”.

Ceroli Totale è dunque un omaggio a un grande maestro, all’uomo e all’artista che continua a sorprendere con la freschezza del suo sguardo. “Io ancora mi meraviglio – racconta – che bella avventura che ho vissuto”.

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Ludovica Telesca
Ludovica Telesca
Ludovica Telesca, storica dell’arte, si è formata presso l’Università Federico II di Napoli e La Sapienza di Roma, dove ha conseguito con il massimo dei voti la laurea in Storia dell’Arte. Collabora con la Società napoletana di Storia Patria, interessandosi particolarmente alla catalogazione numismatica. Attualmente sta seguendo il Master in Management dell’Arte e dei Beni culturali presso la Treccani e contemporaneamente la Scuola di Specializzazione in Beni storici artistici alla Sapienza.

1 commento

  1. Ottimo articolo! Non conoscevo l’artista,ma attraverso queste parole sono riuscita a sfiorare,seppur in parte,il significato delle sue creazioni.

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