Notturno italiano, alla Galleria Bonelli va in scena il paesaggio come metafora della contemporaneità

Si intitola Notturno italiano ed è curata da Elena Pontiggia la collettiva in corso alla galleria Giovanni Bonelli di Milano. Il progetto iniziale di questa esposizione si focalizzava su tre artisti, legati da profonda amicizia e reciproca stima: Salvo, pseudonimo di Salvatore Mangione (Leonforte, 1947 – Torino, 2015), Tino Stefanoni (Lecco, 1937 – 2017) e Aldo Damioli (Milano, 1952), che già in passato si erano incontrati per Paesaggio italiano, la versione diurna della loro ricerca.

Salvo, il vilaggio, 2000, olio su tela, cm 76,5×58,5

Il primo, oggi uno dei nomi più amati della pittura italiana, che negli ultimi anni ha conosciuto un rilancio impressionante sul mercato, si concentra sui meriggi mediterranei, le rovine antiche, il mare e la vegetazione, con l’assenza dell’essere umano, ma non delle tracce della sua storia e del suo operato (Dicembre, 2014). Il tutto stilizzato, essenziale; è una figurazione semplice, immediata, pulita e coloratissima, dove la geometria la fa da padrone, alla ricerca della luce perfetta con tecniche e tematiche classiche.

Tino Stefanoni, courtesy Galleria Bonelli

Allo stesso modo, le tenere case di Stefanoni ricordano la purezza dell’infanzia, l’ABC del paesaggio, la sua ossatura e il suo fondamento, per una pittura figurativa con influenze concettuali, dove ancora una volta gli uomini sono scomparsi. Damioli dipinge New York, la città emblema della modernità, partendo dalla maniera dei vedutisti settecenteschi. Abbondano i dettagli architettonici che vanno a impreziosire il profilo articolato dei palazzi e delle case che si stagliano su ampi spazi di cielo. Pochissime persone completano la scena silenziosa, che richiama fortemente i paesaggi metafisici di De Chirico. Spesso compaiono acque placide e tranquille, solcate da vele e motoscafi. Le barche, archetipi, con la loro presenza rendono l’atmosfera ancora più irreale: si tratta di una sorta di “iper irrealismo”, fuso con un vedutismo di matrice concettuale. L’effetto generale nell’osservatore è una sorta di corto circuito rispetto a quanto tradizionalmente ci si potrebbe aspettare, ma questo da sempre è l’intento dell’artista, ovvero la trasformazione del consueto e addirittura del banale in un fatto estetico, allineando lo stile al soggetto.

Salvo, dicembre, 2014, olio su tela, cm 40×50

Nella poetica di questi artisti nessun incidente visivo va a turbare la quiete profonda comunicata al pubblico che osserva i lavori mentre la pittura elegante e disciplinata rispetta sempre l’integrità della forma e i suoi confini. La notte è totalizzante e amica. Paesaggi sospesi, ma accoglienti. In Salvo la luna è protagonista. I fasci luminosi, anche quelli dei lampioni, sembrano essere riflettori teatrali. In Stefanoni i segni sono pura convenzione visiva.

La serie Venezia- New York di Damioli abbraccia idealmente anche altre città del mondo, descritte e reinventate dall’artista con un procedimento simile, conferendo a ciascuna la propria autonomia e identità. Ecco allora anche Milano, Torino, Parigi, Shangai, colte di notte, nel silenzio e nel mistero dell’oscurità. L’effetto è una calma universale, in attesa che qualcosa accada, un richiamo, un passo che corre nel buio, un pianto, una luce che si accende, il sospiro del vento.

Aldo Damioli, Milano 2015, cm 50×50, acrilico su tela

La collettiva si apre anche ad altri artisti campioni della galleria Giovanni Bonelli per una lettura della notte che non ha nulla a che fare con il romanticismo, ma appare come volontà di dimostrare le possibilità della pittura.

Daniele Galliano (Pinerolo, 1961) esplora la vita notturna: discoteche e concerti, dove la folla è protagonista, ma anche marine con poche solitarie figure. Parte dalla fotografia, ma all’esattezza del dettaglio preferisce la definizione dell’immagine fuori fuoco che si fa perturbante e onirica al contempo.

Daniele Galliano

Fulvio Di Piazza (Siracusa, 1969), pop surrealista, è visionario e cala nelle tenebre mondi immaginari e impossibili di ricca e fantastica vegetazione. All’attenzione per la narrazione sostituisce la ricerca spasmodica del particolare.

Fulvio Di Piazza

Più pessimisti e drammatici Francesco Lauretta (Ispica, 1964) e Nicola Verlato (Verona, 1965). Il primo indaga la condizione esistenziale dell’uomo: il buio è solitudine, incomunicabilità e inquietudine. Il secondo cattura il dramma e la violenza dei nostri giorni, mescolando rimandi all’antico alla contemporaneità con inquadrature cinematografiche, tra surrealismo pop, accademismo e iperrealismo visionario.

Newsletter

Follow us

Scelti per te

Wonderland a Teramo: Filippo Tincolini e Laura Veschi trasformano il marmo, la fotografia e il mito in un paesaggio contemporaneo

La meraviglia comincia quando un’immagine familiare cambia materia, peso, temperatura. Un volto, un simbolo, una figura, arrivata dalla cultura pop, dalla tradizione orale o dalla memoria collettiva, entra nel marmo e assume all’improvviso la gravità di un reperto, di un dio, di un archetipo.

Chagall con Maria Lai: a Ulassai il villaggio interiore diventa una geografia poetica tra memoria, fiaba e radici universali

dentro questa dimensione, sospesa tra realtà e racconto, che prende forma “Chagall con Maria Lai. Il villaggio interiore”, la mostra che dal 13 giugno celebra i vent’anni della Fondazione Stazione dell’Arte, mettendo in dialogo due figure tra le più poetiche e radicalmente immaginative del Novecento: Marc Chagall e Maria Lai.

Giulia Mangoni dipinge ciò che resta vivo nei territori dimenticati: la mostra al MAC di Lissone

Inaugurata sabato 23 maggio al MAC – Museo d'Arte Contemporanea di Lissone, resterà aperta fino al 27 settembre, accogliendo i visitatori in una dimensione paradossalmente arcaica e contemporanea. Curata da Stefano Raimondi, direttore artistico del museo, l'esposizione è la prima mostra monografica museale dedicata all'artista. 
Vera Agosti
Vera Agosti
Vera Agosti (Magenta, MI, 1979), critico e storico dell’arte, curatore e giornalista, collabora con quotidiani e riviste specializzate. Dal 2008 al 2010 ha scritto per la pagina nazionale de Il Corriere della Sera, dal 2010 è diventata il critico d'arte del quotidiano Libero. Nel 2010 fonda il movimento delle Meduse, un gruppo di giovani artisti con una ricerca figurativa di matrice classica che riflette su tematiche sociali attuali. Ha curato oltre un centinaio di esposizioni in Italia e all'estero, in sedi pubbliche e private. In Italia, ricordiamo "Le Meduse" alla Fabbrica del Vapore nel 2010, "Acqua è" presso il Padiglione Aquae dell'Expo Venice Marghera nel 2015, "Nero su Nero" a Villa Bardini a Firenze nel 2017, le personali di Omar Galliani al Museo Marca di Catanzaro nel 2021 e a Palazzo Reale a Milano nel 2023. Ha insegnato curatela presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore e l'Istituto Europeo del Design di Milano. È stata docente di gestione, valorizzazione e tutela dei beni culturali presso l'Accademia di Belle Arti Europea e dei Media di Milano. Ha proposto e seguito le donazioni dei disegni di Valerio Adami ed Emilio Tadini e delle incisioni di Federica Galli al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi. È caporedattrice della Prearo Editore, storica casa editrice di libri d’arte, per cui dirige la collana Cataloghi. È una dei pochi studiosi in Italia di arte circense. I suoi interessi riguardano anche la letteratura, il cinema e il teatro. Nel 2019 è stata invitata a conferire a un evento speciale del CIHA, per il 35esimo Congresso mondiale di Storia dell'Arte. Dal 2020, in seguito agli eventi pandemici, collabora alla social tv della storica Libreria Bocca in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui