Nova Media Studio trasforma il forte di Mombasa in un oltre-mondo digitale fatto di luce, suono e memoria

Una volta entrati nel mondo alternativo del digitale, sono tante le realtà nuove che si possono scoprire, cose meravigliose, appartenenti al momento preciso che stiamo vivendo, guidati da una nuova estetica che allontana il fruitore dalla staticità della contemplazione tradizionale di un oggetto, per guidarlo alla scoperta di nuovi sistemi che generano una poetica di ricerca dell’oltre-mondo, inteso non come banale aldilà, ma come mondo possibile parallelo su cui scegliere di vivere. Perché deve pur esistere una possibile via di uscita dalle strutture imposte da questa nostra consuetudine, rigidamente prospettica, dello scegliere una vita in the box, in scatola, e un post-vita già scontato, trascritto e tramandato  allo stesso modo poco credibile delle fiabe.

A questo penso guardando i lavori del duo creativo Nova Media Studio, mentre mi informo per scrivere queste righe sul loro ultimo progetto, Sincronia. Capolavoro digitale. Il 25 aprile 2026,  presso il sito archeologico e museo di Fort Jesus a Mombasa, l’illuminato Ambasciatore Italiano in Kenya, Vincenzo Del Monaco e il ministro keniano della Cultura, Arte e Patrimonio, Hanna Wendot Cheptumo, hanno svelato una targa commemorativa dedicata a Giovanni Battista Cairati, architetto lombardo deceduto nel 1596 a Goa e che costruì il forte di Mombasa ispirandosi ai modelli architettonici del Rinascimento italiano.

Specializzato nella costruzione di fortificazioni, Cairati lavorò in giro per il mondo trasferendo i modelli architettonici del 500 italiano un poco ovunque, dapprima al servizio dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme e successivamente al servizio del Re di Spagna Filippo II.

Night scene of an old stone fortress wall and a central tower, illuminated by colorful green, red, and yellow lights at night.

Per celebrare l’opera transcontinentale dell’architetto lombardo, “l’anima italiana” dello storico monumento di Mombasa, l’Ambasciata Italiana, in collaborazione con il National Museums of Kenya e Fondazione MedOr per il dialogo internazionale e con il fondamentale supporto della curatrice Isabella Indolfi e dell’Istituto Italiano di Cultura di Nairobi, ha portato sulle pareti della fortezza l’incredibile è suggestivo progetto di mapping projection, Sincronia di Nova Media Studio.

Duo multidisciplinare di Bra, giovane ma assolutamente consapevole dei propri mezzi ed estremamente determinato, formato da Federica Sorba, graphic designer e new media artist, ed Eduard Tampu, musicista compositore, performer e new media artist, entrambi con una notevole sensibilità per la ricerca ed una grande propensione per la multimedialità  e la compenetrazione multidisciplinare.

Audience gathered in a dark, brick-walled hall with tall arches, watching a performance near a bright circular opening at the back.

Del resto tutto il loro lavoro si basa su un continuo susseguirsi tra forma visiva e forma sonora che, come deve essere, non si limita all’esecuzione di un brano standard, ma aiuta e a sua volta viene aiutata dalle immagini, in un intreccio continuo in cui nessuna delle due forme supera l’altra.

Posso tranquillamente sostenere che in questo tipo di arti, ricche di flussi digitali che riempiono spazi o che ne generano di nuovi altrimenti inesistenti, il suono non deve essere una colonna sonora, ma un insieme di proiezioni, alla stessa maniera delle immagini, e il duo di Bra, in questa sincrasi, è una delle cose migliori che mi sia capitato di osservare. In Sincronia, colpisce la potenza estraniante delle forme visive digitali che calzano perfettamente i contorni dell’affascinante struttura coloniale rinascimentale, trasformandola in qualcosa di diverso da ciò che è. 

La forma viene trasportata altrove, in un luogo dove possa generare un flusso cromatico, abbagli evocativi, architetture tradizionali, tra fughe prospettiche e spazio che da chiuso e definito diventa infinito e probabilmente attraversabile. Questa potenza estraniante viene costantemente spinta dal suono che alla pulita fisicità degli strumenti tribali, mescola il caos dei suoni urbani.

Eduard Tampu per la sua complessa ricerca sonora, ha trovato la collaborazione e il supporto del sassofonista keniano Juma Tumu e devo dire che è incredibile come in solo una settimana di presenza sul territorio keniano dei due artisti italiani, il lavoro sonoro abbia le sembianze di una collaborazione che va avanti da anni. Va bene la lavorazione al progetto di circa due mesi e mezzo, va bene la possibilità di collaborare anche a distanza tramite canali social, ma il risultato finale di compenetrazione con il territorio è notevole.

Questo suggestivo processo di trasporto, come attraversamento dello spazio temporale, sembra essere una costante nel lavoro di Nova Media Studio. Lo troviamo in Sincronia come in Tempo Organico, progetto presentato durante Seminaria 2025, in cui l’iniziale suono evocativo delle campane si smaterializza e si trasforma attraverso un sapiente gioco di campionamenti e sequenze dominate da Eduard Tampu, che attraverso innesti sonori di sax, utilizzato come l’apparizione di un fantasma, squarcia le solide strutture murali dell’antica torre di Manarola.

Artisticamente, il lavoro di Nova Media Studio incarna il metodo perfetto per utilizzare i media digitali, elevata ispirazione e tanta tecnica. 

I ragazzi fanno seriamente, giù il cappello.

Stay tuned!

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

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Roberto Eduardo de Simone
Roberto Eduardo de Simone
Dopo aver conseguito il diploma artistico, nel 1996 si trasferisce a Bologna dova studia e si laurea presso il DAMS Arte. Nel 2007 comincia un lavoro di ricerca nell’ambito dell’arte contemporanea bolognese, in collaborazione con il prof. Luciano Nanni docente della cattedra di Estetica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna. Il lavoro è durato due anni ed ha interessato tredici artisti attivi dal dopoguerra ai primi anni del 2000, ed è servito a raccogliere informazioni sulle tecniche artistiche utilizzate nella fase di produzione artistica. Tornato a Napoli si è specializzato in Grafica Pubblicitaria e negli anni a seguire ha lavorato in questo settore abbinandolo alla sua passione per le arti visive, tra pittura, disegno e fotografia. Dopo una breve parentesi ad Amburgo, è tornato a vivere a Napoli, dove continua a coltivare la sua passione per l’Arte contemporanea e le ultime tendenze.

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