Dopo la tempesta, sembra arrivare la bonaccia in casa Documenta. L’evento artistico tedesco quinquennale ha ufficializzato il nuovo comitato di selezione, incaricato di individuare il futuro direttore artistico del Documenta 16. Questa operazione si è resa necessaria a causa delle dimissioni totali del precedente comitato nel corso dello scorso anno.
Il nuovo comitato è composto da sei persone di spessore e di fama internazionale: Yilmaz Dziewior, Sergio Edelsztein, N’Goné Fall, Gridthiya Gaweewong, Mami Kataoka e Yasmil Raymond. Tutti, ad eccezione di uno, hanno già curato almeno un biennale di prestigio.
Tre dei nuovi membri del comitato hanno base in Germania, precisamente Dziewior, Edelsztein e Raymond, rispetto a nessuno nel precedente comitato. Inoltre, la presenza di Sergio Edelsztein, di origini israeliane, può essere considerata un gesto significativo per rispondere alle polemiche legate al Documenta 15 del 2022, che ha dovuto affrontare accuse di antisemitismo.
All’interno del panorama artistico tedesco, Dziewior e Raymond sono già nomi affermati. Il primo è noto per aver diretto il Museo Ludwig a Colonia, mentre Raymond ha guidato fino a poco tempo fa il Museo Portikus e la famosa accademia d’arte Städelschule a Francoforte. Edelsztein, che divide il suo tempo tra Berlino e Tel Aviv, è stato direttore e curatore capo del Centro per l’Arte Contemporanea a Tel Aviv, che ha anche fondato.
N’Goné Fall è conosciuta per essere stata direttrice editoriale di “Revue Noire”, una rivista di prestigio dedicata all’arte africana, Gaweewong è direttore artistico del Jim Thompson Art Center a Bangkok, mentre Kataoka dirige il Mori Art Museum a Tokyo.
Questi sei curatori prendono il posto dei sei predecessori, che hanno lasciato inaspettatamente nel novembre scorso. Tra le dimissioni, ha fatto scalpore quella della poetessa indiana Ranjit Hoskote, accusata dal stampa tedesca di aver firmato una lettera a supporto dell’organizzazione BDS.
Nonostante le polemiche e le difficoltà, Documenta ha sì toccato il fondo, ma non si è arenata. L’organizzazione ha, infatti, assicurato che la prossima edizione, prevista per il 2027, sarà realizzata, anche se la data precisa non è stata ancora annunciata.
Il nuovo comitato dovrà lavorare non solo per selezionare un direttore artistico, ma anche per recuperare la reputazione dell’evento. Dall’ultima edizione è rimasto il retrogusto amaro delle polemiche, per cui è d’obbligo un riscatto in grande stile. Interessanti le parole di Andreas Hoffmann, direttore generale di Documenta: “Sono sicuro che la competenza e la molteplicità di prospettive del nuovo Comitato di Ricerca porteranno a una proposta lungimirante per la Direzione Artistica. Questo getta le basi per far sì che il mondo dell’arte internazionale possa nuovamente essere un ospite familiare e gradito a Kassel.”
In attesa del Documenta 16, possiamo dunque affermare che si è aperto un nuovo capitolo nella storia di questo importante evento artistico, segnato dalla volontà di volgere lo sguardo verso il futuro, ma senza dimenticare i passi falsi del passato.


