Una nuvola di emozione avvolge Hong Kong nel segno dell’arte. Presto la nuova sede asiatica di Christie’s, posta all’interno del suggestivo edificio Henderson, una creazione dell’architetto Zaha Hadid, aprirà le sue porte all’eccellenza artistica del passato e del presente. A dare il via allo storico evento, il 26 settembre, sarà un’icona dell’impressionismo, “Nymphéas”, firmata da Claude Monet tra il 1897 e il 1899. Inedita per il mercato delle aste, l’opera raffigura una delle scene più amate e riconosciute dell’arte europea: il giardino di ninfee dell’artista a Giverny, in Francia.
“Nymphéas” riveste un’importanza singolare anche nell’ambito della produzione artistica di Monet. Questo capolavoro rimase a lungo all’interno della famiglia dell’artista dopo la sua morte nel 1926 e solo recentemente è passato nelle mani di una collezione privata. Oggi, la previsione di vendita varia da HK$ 200 milioni a HK$ 280 milioni, pari a circa 25-35 milioni di dollari. Questa stima rende “Nymphéas” una delle opere d’arte occidentali più preziose mai offerte all’asta in Asia.
Lo spazio lussuoso della nuova sede di Christie’s a Hong Kong vedrà esposte altre opere d’arte di calibro internazionale. Tra queste, l’opera astratta di Zao Wou-ki “05.06.80 – Triptyque” del 1980, con una stima compresa tra HK$ 78 milioni e HK$ 128 milioni, ossia tra 10 e 15 milioni di dollari.
Le case d’asta internazionali come Christie’s, Sotheby’s e Bonhams stanno dedicando maggiore attenzione all’Asia e alle sue aspirazioni artistiche. Questo riassetto del mercato dell’arte mira a coltivare il gusto per le opere d’arte occidentali di alto spessore, con la speranza che ciò possa dare una spinta al settore, attualmente in fase di rallentamento. Tuttavia, le vendite di opere d’arte occidentali di altissimo valore sono ancora rare in Asia, pertanto l’esito positivo di quest’operazione non è scontato.
Ricordiamo, per esempio, che nell’asta di Sotheby’s del 2022, un altro dipinto di Monet, “Saule pleureur” (1918-19), non trovò acquirente nonostante avesse una stima bassa di HK$ 95 milioni, ovvero 12 milioni di dollari. Ancora, incluso nel prezzo di vendita, il dipinto “Paulette Jourdain” del 1919 di Amedeo Modigliani ha raggiunto soltanto 34,8 milioni di dollari, ben al di sotto della stima di pre-vendita di 45 milioni di dollari.
Attualmente, il record per l’opera d’arte occidentale più costosa mai venduta in Asia è detenuto dal dipinto “Warrior” del 1982 di Jean-Michel Basquiat, venduto nel 2021 per HK$ 323,6 milioni, ossia 41,7 milioni di dollari, commissioni incluse. Tuttavia, il primato assoluto in Asia è detenuto da un monumentale trittico di quasi 10 metri di Zao Wou-ki, intitolato “Juin-Octobre 1985”, venduto per HK$ 510 milioni, circa 65,2 milioni di dollari, da Sotheby’s Hong Kong nel 2018.
Col suo valore storico e culturale, “Nymphéas” di Monet si presenta come un’opera di inestimabile valore che avvicina l’oriente e l’occidente. La vendita sarà seguita con interesse da appassionati, investitori e addetti ai lavori, con la speranza che possa rivelare nuovi sviluppi e gettare nuova luce sul prestigioso mercato dell’arte asiatico.



