Omaggio Surreale: Salvador Dalí e Luis Buñuel nell’Ultima Stagione di The Bear

Gli spettatori di The Bear, la popolare serie televisiva ambientata in un ristorante di Chicago, sono abituati a visioni insistenti e dettagliate di ogni genere di cibo che viene affettato davanti alla telecamera. Tuttavia, è nell’ultima stagione dello show che abbiamo avuto modo di apprezzare un taglio decisamente più insolito: un occhio umano.

Quest’immagine fuoricampo campeggia nell’episodio nove della terza stagione, durante un collage che presenta sequenze tratte da famosi film quali “The Red Shoes” di Michael Powell ed Emeric Pressburger e “Vertigo” di Alfred Hitchcock. L’occhio non è una nuova creazione, ma è un omaggio a “Un Chien Andalou”, un cortometraggio del 1929, frutto della collaborazione tra Salvador Dalí e Luis Buñuel, considerato un pilastro del movimento Surrealista.

“Un Chien Andalou”, come tante altre opere surrealiste, si sviluppa secondo una logica onirica, vaga tra una serie di immagini memorabili e grottesche, senza un’evidente struttura di causa-effetto che le lega. La pellicola è famosa in particolar modo per una sequenza in cui un uomo passa una lama di rasoio sull’occhio di una donna. Sebbene l’azione sia simulata, un taglio rapidissimo alla scena di un coltello che attraversa l’occhio di un animale la rende apparentemente reale.

Secondo la leggenda surrealistica, fu proprio l’immagine di un coltello che tagliava la luna, “come una lama di rasoio che affetta un occhio”, raccontata nei sogni di Buñuel a Dalí, che spinse i due a realizzare quel cortometraggio ormai storico. “Un Chien Andalou” ha ricevuto molteplici riconoscimenti, posizionandosi al 169° posto nella classifica dei film più grandi di tutti i tempi selezionati dai critici per Sight and Sound.

Nella serie “The Bear”, quella sequenza surreale viene abilmente riproposta in un montaggio che vuole comunicare il valore della magia e dell’intrattenimento. Nel corso di questo episodio, vediamo il personaggio del cuoco Marcus, interpretato da Lionel Boyce, che osserva con stupore un montaggio di vari spezzoni di film, tra cui scarti di carte e invasioni aliene, dal suo laptop.

Un voiceover di Martin Scorsese accompagna queste immagini, sottolineando come il quotidiano possa essere lievemente manipolato dai registi per offrire una prospettiva alternativa sulla vita. “Qui sta succedendo qualcos’altro, non so cosa,” afferma Scorsese su immagini tratte da “Incontri ravvicinati del terzo tipo” di Steven Spielberg (1977). “Qualcosa che non fa parte del nostro giorno normale, della nostra natura di vivere, ma stiamo cercando di creare qualcosa di diverso.”

Con questa integrazione sorprendente e di alto valore simbolico di un classico del Surrealismo, “The Bear” continua a sorprendere il suo pubblico, dimostrando come il confine tra realtà e fantasia possa essere ulteriormente esplorato e trasceso attraverso le lenti del cinema e della televisione.

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