Ottimismo cauto ma vendite solide: la stagione fieristica parte da New York e Seoul

Dopo un’estate breve ma ricca di eventi, una folla vibrante si è riversata al Javits Center di New York City e al Coex di Seoul per le anteprime VIP rispettivamente dell’Armory Show di Frieze Seoul.

Partiamo dalla capitale globale del mercato dell’arte e dalla fiera più antica del mondo: The Armory Show. L’edizione di quest’anno, terminata il 7 settembre, ha visto la partecipazione di oltre 230 espositori provenienti da 35 paesi e ha svolto, insieme all’edizione coreana di Frieze, da barometro del mercato dell’arte, che si avvia verso un’intensa stagione autunnale.

L’umore nell’affollata area espositiva durante i giorni di fiera ha offerto un quadro non ben delineato ma permeato da un diffuso ottimismo. Mentre alcune gallerie hanno segnalato un ritmo sonnacchioso nella conclusione di accordi per le opere di prima fascia, molte di quelle che hanno venduto opere a prezzi più bassi hanno registrato una forte domanda da parte dei collezionisti, avvalorando un ottimismo diffuso tra i galleristi in tutta la fiera.

L’edizione 2025 è stata la seconda sotto la proprietà di Frieze, che vedeva la presenza in contemporanea della sua edizione coreana, e la prima sotto la direzione di Kyla McMillan.

Molti espositori hanno conferito alla fiera una notevole freschezza e varietà di prospettive. Questo è stato ulteriormente rafforzato dalla presenza di 55 espositori al loro debutto, come ILY2, Superposition e JO-HS. A questo si aggiungono oltre 20 gallerie che sono tornate dopo qualche anno di pausa, tra cui i pilastri newyorkesi Andrew Kreps e Tanya Bonakdar Gallery, oltre a pesi massimi internazionali come Esther Schipper. Il colpo di scena più grande è il ritorno di White Cube, che non partecipava all’Armory Show da oltre un decennio.

Giovedì mattina, ore 11, non era ancora chiaro cosa aspettarsi dalla fiera e dal comportamento dei suoi collezionisti prima del suono della campanella d’inizio dell’anteprima VIP. L’affluenza è stata un segnale positivo per il mercato, dopo che una primavera instabile aveva lasciato il posto a un’estate di chiusure di gallerie, cause legali, cancellazioni di fiere ed aste a dir poco tragiche. 

Non si sono viste vendite clamorose ma un serio e diffuso interesse.

White Cube ha presentato una personale di Tarwuk, il duo nato in Croazia e residente a New York, la cui opera riflette la loro formazione durante le guerre jugoslave degli anni ’90. Con prezzi compresi tra 65.000 e 100.000 dollari, i dipinti erano stati venduti per la maggior parte entro giovedì pomeriggio, lasciando solo opere su carta intorno ai 10.000 dollari e sculture con prezzi compresi tra 15.000 e 30.000 dollari.

La Saatchi Yates di Londra, al suo debutto all’Armory, ha presentato una personale di Tesfaye Urgessa, che ha rappresentato l’Etiopia alla Biennale di Venezia del 2024. I prezzi dei dipinti di grandi dimensioni variavano dai 135.000 ai 200.000 dollari, una fascia alta per la galleria, che sostiene principalmente artisti emergenti. Le opere più piccole avevano un prezzo compreso tra i 7.000 e i 25.000 dollari. 

In Corea del Sud invece, la quarta edizione di Frieze Seoul, conclusasi domenica al Coex, ha attirato circa 80.000 visitatori, tra cui rappresentanti di oltre 160 importanti musei e istituzioni. Si è svolta in concomitanza con Kiaf SEOUL, la fiera d’arte più antica e grande del paese, anch’essa ospitata al COEX su un piano separato.

Sebbene i risultati siano stati contrastanti, le vendite di Frieze Seoul si sono rivelate più resilienti del previsto, nonostante il rallentamento del mercato dell’arte globale. La fiera è ormai un punto di riferimento consolidato in una settimana piena di eventi artistici nella capitale coreana e non solo.

Patrick Lee, direttore della fiera, ha spiegato che un nuovo sistema di fasce orarie ha contribuito a scaglionare gli ingressi, consentendo ai collezionisti di entrare a un ritmo più equilibrato durante la giornata. Di conseguenza, i galleristi hanno avuto più spazio e tempo per parlare con i clienti senza sentirsi pressati nelle prime ore del mattino. Con il passare della giornata, tuttavia, è aumentata anche la folla, con code che si riversavano fuori dall’edificio. Molti ospiti illustri sono stati avvistati nei corridoi, tra cui l’artista Mark Bradford, la star dei BTS RM e numerose altre icone del K-pop.

Secondo Frieze, alla quarta edizione della fiera hanno partecipato circa 120 gallerie, di cui il 75% internazionali, con un focus sulla regione asiatica in generale. Le gallerie coreane partecipanti sono aumentate, passando dalle 12 dell’edizione inaugurale alle 30 attuali.

Sebbene alcune gallerie di prestigio non abbiano rinnovato la loro presenza in fiera per quest’edizione, come Karma e Michael Werner Gallery, ci sono molti espositori di rilievo che hanno partecipato per la prima volta. Tra questi, 10 Chancery Lane Gallery e DE SARTHE di Hong Kong, Carvalho di New York, Make Room di Los Angeles e W-Galería, l’unica galleria latinoamericana a partecipare all’evento.

Passiamo forse all’aspetto più importante per una fiera d’arte e per le gallerie che vi partecipano: le vendite.

Un trittico di Mark Bradford da 4,5 milioni di dollari, venduto da Hauser & Wirth, ha guidato le vendite durante la giornata VIP, tenutasi il 3 settembre 2025. Si ritiene che la transazione sia la vendita più costosa mai registrata da quando Frieze ha inaugurato la sua fiera a Seoul nel 2022.

Il trittico di Bradford è stato uno dei pochi pezzi ad essere venduto a prezzi a sette cifre: Hauser & Wirth ha venduto anche Purple Sunshine (2025) di George Condo per 1,2 milioni di dollari, Thaddaeus Ropac ha venduto un dipinto di Georg Baselitz per 1,8 milioni di euro (2,1 milioni di dollari), White Cube ha venduto un dipinto di Baselitz per 1,3 milioni di euro (1,5 milioni di dollari) e la galleria di Seoul Hakgojae ha trovato un acquirente per Cloud and the Moon (1962) di Kim Whanki per 2000 milioni di ₩ (1,4 milioni di dollari). La profondità delle transazioni segnalate fornirà un primo sollievo a coloro che sono preoccupati per le difficoltà del mercato, soprattutto nella fascia alta, in vista di questa settimana dell’arte di punta.

Oltre alle opere di Bradford e Condo, Hauser & Wirth ha venduto due opere su carta di Louise Bourgeois per 950.000 e 600.000 dollari ciascuna, un’opera di Rashid Johnson per 750.000 dollari e un’opera di Avery Singer per 475.000 dollari.

Motivo di preoccupazione è stata l’assenza di alcune importanti gallerie internazionali, assenza che può far apparire la fiera “troppo regionale”. Alcuni addetti ai lavori temono anche che molti collezionisti possano aver saltato Seoul, risparmiando le loro munizioni per Art Basel Paris e Frieze London. Molti collezionisti cinesi, in particolare di Shanghai, hanno pianificato solo all’ultimo minuto di partecipare alla fiera, utilizzando i loro visti multi-ingresso per la Corea del Sud. Va sottolineato anche il ruolo sempre più importante che gioca la nutrita e sempre più agguerrita compagine proveniente dal sud-est asiatico. 

I risultati di questa prima fiera della stagione sono stati rassicuranti, soprattutto viste le non propriamente rosee premesse. Le vendite, nonostante l’incertezza globale e ancor più locale, sono state profonde ed eterogenee, coinvolgendo sia le mega-gallerie che realtà locali e di sperimentazione. Mark Bradford e Georg Baselitz l’hanno fatta da padrona, va anche detto che le vendite sono state rassicuranti a tutti i livelli del mercato, coinvolgendo anche artisti ben più giovani e meno quotati. Frieze Seoul si è rivelata più matura e meno frenetica del passato, con gli artisti storici e l’estetica pop ad attirare gran parte dell’attenzione e della spesa. 

Il mercato globale dell’arte sarà resiliente come il sistema coreano? Dall’altra parte del mondo, l’Armory Week ha ventilato un cauto ottimismo.

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Andrea Cacàci
Andrea Cacàci
Art dealer e gallery manager presso la Galleria 1/9unosunove di Roma. Laureato in Storia dell’Arte all’Università “La Sapienza” di Roma e con un master in Art Management presso la Luiss BS. Ha sempre dedicato un’attenzione particolare all’arte contemporanea e ultra contemporanea, alle sue dinamiche e al punto d’incontro tra arte ed economia.

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