Peace Always Has a Chance: l’installazione di Aliteia trasforma la Loggia dei Cavalieri in un simbolo di pace

Nell’ambito del Festival 4Passi di Treviso, dedicato quest’anno al tema della pace e della sostenibilità, l’artista e performer trevigiana Aliteia presenta l’installazione site-specific Peace Always Has a Chance, curata da Alisia Viola e realizzata con il sostegno della Cooperativa Pace e Sviluppo e della direzione artistica di Valentina Tomio. L’opera, visibile fino al 23 novembre alla Loggia dei Cavalieri, trasforma uno dei luoghi più iconici della città in uno spazio immersivo e partecipato, invitando i cittadini a riflettere sulla pace come pratica quotidiana e condivisa.

Il progetto nasce da un percorso laboratoriale iniziato a settembre nelle scuole trevigiane con Non ho niente da mettermi, ideato dalla Cooperativa Pace e Sviluppo e rivolto agli studenti dell’I.I.S. Besta, dell’I.T.S. Riccati-Luzzati e del S.F.P. Turazza. Il laboratorio ha stimolato una riflessione sul valore degli abiti e sull’impatto ambientale della fast fashion, portando gli studenti a interrogarsi sul rapporto tra identità e consumo. Da questo processo educativo sono nate tre opere intrecciate che trovano nella Loggia il loro esito corale.

L’installazione principale, Peace Always Has a Chance, si compone di 250 chili di frammenti di metacrilato riciclato, provenienti da Plastidite e Poliplex, trasformati in un mosaico luminoso che ricrea i colori della bandiera della pace. Dalla superficie iridescente emergono elementi verticali modellati come drappi in movimento, creando un paesaggio visivo di leggerezza e dialogo tra materiali diversi. Attorno all’opera, sedute di Infiniti Design accolgono il pubblico, favorendo la contemplazione e la condivisione.

A questa si affianca la poesia urbana Qual è il mio desiderio?, un’audio-installazione che raccoglie le voci di oltre 160 studenti invitati dall’artista a rispondere a quella semplice ma radicale domanda. Durante il festival, le loro parole si diffondono nella Loggia, creando un paesaggio sonoro fatto di sogni, attese e aspirazioni collettive.

La terza opera è la Bandiera della Pace, creata dalle classi di Moda del S.F.P. Turazza con il supporto delle docenti Jennifer Benedetto e Mariangela Millia: un lavoro di cucitura e rigenerazione di capi dismessi che unisce il tessuto al metacrilato, prolungando il dialogo visivo e simbolico dell’installazione principale.

Nei giorni del festival, venerdì 21 e sabato 22 novembre, gli studenti saranno protagonisti di una performance collettiva che animerà l’opera, ribadendo il messaggio centrale del progetto: la pace non è un’idea astratta ma un gesto quotidiano, un equilibrio fragile che si costruisce attraverso la partecipazione e l’ascolto reciproco. Domenica 23 novembre, infine, è prevista una visita guidata con Aliteia e la curatrice Alisia Viola, occasione per approfondire il percorso creativo e pedagogico alla base dell’opera.

La pratica di Aliteia si muove tra arte relazionale, performance e attivismo, intrecciando corpo, spiritualità e critica del consumo. Le sue opere indagano la tensione tra libertà e appartenenza, autenticità e rappresentazione, proponendo l’arte come spazio di consapevolezza e trasformazione. Dalle installazioni partecipative di The Ballad of Human Mutation a quelle di To Spend or To Be?, la sua ricerca costruisce una poetica dell’accettazione e della rinascita, invitando a spogliarsi delle sovrastrutture materiali per riscoprire la libertà di essere.

Con Peace Always Has a Chance, Aliteia riafferma la funzione pubblica e comunitaria dell’arte, trasformando un luogo storico in un laboratorio di pace e immaginazione condivisa.

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