Pensi di Conoscere ‘David’? Ecco 3 Sorprendenti Fatti sul Capolavoro di Michelangelo.

Alzandosi maestosamente con i suoi oltre 5 metri di altezza e pesante più di 5 tonnellate, il David di Michelangelo è una presenza maestosa e insieme eternamente sottovalutata. Pronto per colpire un Golia in qualche luogo lontano, un David nudo e vulnerabile è armato solo con la fionda che stringe nella sua mano destra – e con la sua intrinseca determinazione. Mentre la maggior parte delle interpretazioni rinascimentali di questa figura dell’Antico Testamento lo mostrano dopo la sua improbabile vittoria, qui è raffigurato nel momento carico di tensione prima dell’incontro con il suo avversario più forte, quando tutto è ancora incerto.

Un Michelangelo 26enne ricevette l’incarico di creare questa scultura per il tetto della cattedrale di Firenze nell’estate del 1501. Ma quando completò il David, un gruppo di artisti di primo piano (tra cui Leonardo da Vinci, Botticelli, Perugino e Filippino Lippi) decise di collocarlo all’ingresso del Palazzo Vecchio, il municipio fiorentino, dove fu svelato a settembre del 1504. Originariamente inteso come figura religiosa, Davide divenne un simbolo civico che rappresentava i valori fiorentini di libertà e libertà politica contro giganti come Milano e Napoli.

Il David cambiò ancora funzione nel 1873, quando fu rimosso da Piazza della Signoria per ragioni di conservazione e installato presso la Galleria dell’Accademia come oggetto d’arte.

A questa presentazione generale segue la scoperta di tre aspetti sorprendenti della realizzazione di questa iconica opera d’arte.

1. Michelangelo Ha Utilizzato un Blocco di Marmo di Seconda Mano

Michelangelo, che si considerava più uno scultore che un pittore, era molto esigente quando si trattava di scegliere la materia prima. Spesso sceglieva il suo marmo di persona, in loco a Carrara e Pietrasanta, dando istruzioni precise sulle dimensioni, la forma e anche sulle strade da utilizzare per il trasporto. Manteneva contratti con specifici escavatori, tagliatori di pietra e squadratori. Ma per il David, forse la sua scultura più famosa, Michelangelo usò un blocco di marmo di seconda mano con imperfezioni che due artisti avevano già provato ad usare e poi abbandonato, che era stato lasciato in un cortile per un paio di decenni.

2. Rossellino Non Riuscì a Lavorare il Blocco di Marmo

Dopo che Agostino di Duccio aveva provato senza successo a lavorare sul blocco di marmo nel 1464 e Antonio Rossellino era stato incaricato di usarlo nel 1475. Quest’ultimo non iniziò mai a scolpire perché affermò che la qualità del marmo era scarsa. Tuttavia, Michelangelo riuscì a trasformare i difetti del marmo in peculiarità artistiche, dando vita alla sua opera più famosa.

3. Il David: Un Cambiamento di Funzione nel Corso del Tempo

Inizialmente sviluppata come figura religiosa per adornare la cattedrale di Firenze, la scultura divenne poi un simbolo civico di Firenze, rappresentando la resistenza della città contro potenze emergenti come Milano e Napoli. Successivamente, nel 1873, la scultura fu spostata per ragioni di conservazione ed esposta come puro capolavoro artistico nella Galleria dell’Accademia di Firenze.

“Chiunque veda questa statua non deve preoccuparsi di vedere nessun altra scultura fatta nel nostro tempo o in qualsiasi altro periodo da qualsiasi altro artista”, si vantava lo storico dell’arte del Rinascimento Giorgio Vasari, nelle sue Vite dei più eccellenti pittori, scultori e Architetti (1550).

Nel pieno rispetto dell’intento di Vasari, ancora oggi, secoli dopo, lo sguardo sorge a livello del David, rimanendo affascinati dalla grande e imponente bellezza di questa incredibile opera d’arte, creata da mani geniali che hanno saputo superare con maestria gli ostacoli, rendendo la plasticità del marmo una radiografia del pensiero rinascimentale. L’eterna lotta tra ordine e caos, tra umanità e divinità, tra arte e natura. Ogni sguardo portato al David non è mai lo stesso, perché, come l’uomo, cambia, si adatta, e si differenzia.

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