A cura di Alessia Cuccu e Mattia Casanova
Oggi parlare di arte digitale è il risultato di una profonda trasformazione – ancora in corso – dei linguaggi artistici, dei modelli produttivi, delle dinamiche di mercato e delle forme di fruizione culturale. Con questo approccio e uno sguardo sempre oltre i confini del contemporaneo, abbiamo scelto con Artuu Magazine di dedicare il primo inserto monografico della sua edizione cartacea all’Arte Digitale: non come fenomeno emergente – storicamente lo si colloca a partire dagli Anni Sessanta – ma come infrastruttura culturale e tecnologica del nostro tempo.
Dopo la fase di iper-esposizione legata al boom degli NFT (Non Fungible Token) nel mercato dell’arte tradizionale – partita il 25 Febbraio 2021 con l’aggiudicazione per oltre 69 milioni di dollari dell’opera Everydays: The First 5000 Days dell’artista digitale Beeple presso la casa d’aste Christie’s – il dibattito si è progressivamente assestato e i Non Fungible Token sono passati in secondo piano rispetto all’Intelligenza Artificiale.
Terminata l’euforia speculativa – più legata ai Digital Collectible NFT – ciò che resta è un campo di ricerca complesso, stratificato e ancora in fase di maturazione, dove il medium digitale non è più un’eccezione, ma una condizione diffusa. L’arte digitale oggi non vive ai margini del sistema, né si definisce esclusivamente attraverso la blockchain o il mercato crypto.
Si è creato un vero e proprio ecosistema che integra pratiche artistiche, progettuali e curatoriali, coinvolgendo differenti tecnologie a seconda della ricerca artistica tra intelligenza artificiale, data analysis, ambienti immersivi, software, archivi e nuovi modelli di conservazione. A confermare questo passaggio è l’ingresso sempre più strutturato di musei, fondazioni e collezioni private, che non solo acquisiscono opere, ma sviluppano dipartimenti dedicati, programmi di ricerca, stabiliscono committenze e policy di conservazione a lungo termine. All’interno di questa monografia vedremo nel dettaglio alcuni casi specifici.
Parallelamente, il mondo dell’impresa guarda all’arte digitale come a un hub di innovazione culturale, capace di generare valore simbolico, reputazionale e strategico, oltre che nuove forme di relazione e coinvolgimento di pubblici diversificati.
Questo articolo fa parte del primo numero di Artuu Paper, per continuare a leggerlo abbonati al magazine cliccando qui sotto



