Picasso, scoperta una misteriosa figura sotto ad un ritratto del 1901

Una modella, un’amica, un’amante, una donna malinconica seduta in un bar. Una figura misteriosa nascosta sotto un noto ritratto di Pablo Picasso, ora scoperta dai  conservatori del Courtauld Institute of Art di Londra.  

L’istituto, in collaborazione con la Collezione Oskar Reinhart, ha analizzato il dipinto, intitolato Ritratto di Mateu Fernández de Soto, prima dell’inclusione dell’opera nella mostra Goya to  Impressionism. Capolavori dalla collezione Oskar Reinhart, inaugurata il 14 febbraio alla Courtauld Gallery. Il ritratto raffigurante un amico scultore di Picasso, realizzato nell’autunno del 1901, è una delle prime opere del Periodo Blu.  

Il diciannovenne Picasso era arrivato a Parigi dalla Spagna nel maggio 1901 per la sua prima mostra in città, che fu inaugurata il mese successivo presso la celebre galleria del mercante d’arte Amboise Vollard. Picasso realizzò per quella mostra una serie di dipinti in stile impressionista, con pennellate vivaci e colori brillanti. Tuttavia, nell’autunno del 1901, quando dipinse il Ritratto di Mateu Fernández de Soto, l’artista iniziò a cambiare il suo stile verso un approccio più contemplativo e cupo, dipinto nei toni del blu. 

Questo periodo è stato in parte ispirato dal suicidio, avvenuto all’inizio di quell’anno, del suo buon amico Carlos Casagemas. Picasso rilevò le stanze in cui Casagemas aveva vissuto a Parigi e vi stabilì il suo studio. Un altro amico, il giovane scultore spagnolo Mateu Fernández de Soto, arrivò  in città nell’autunno del 1901 e soggiornò con Picasso nello studio dove fu realizzato questo ritratto. Il dipinto sulla parete nello sfondo è uno dei dipinti commemorativi di Picasso raffiguranti la sepoltura di Casamegas. 

Pablo-Picasso-La-bevitrice-di-assenzio-1901

I risultati delle analisi a raggi X e infrarossi suggeriscono che Mateu Fernández de Soto non era il soggetto previsto per la tela, poiché la figura della donna appena scoperta era stata molto probabilmente dipinta mesi prima. I suoi capelli sono intrecciati in uno chignon, acconciatura molto in voga nella Parigi chic dell’epoca, che la avvicina ai modelli di diversi ritratti realizzati da Picasso in quell’anno, tra cui La bevitrice d’assenzio (Museo dell’Ermitage, San Pietroburgo) e Donna con braccia incrociate (Kunstmuseum Basel).  

Dal Courtauld hanno affermato che il dipinto evidentemente subì diverse revisioni e all’origine  potrebbe essere stato realizzato nel vibrante stile impressionista che precedette il Periodo Blu. Picasso in quegli anni era solito riutilizzare le tele per contenere i costi. Tuttavia, in genere evitava di imbiancare le immagini precedentemente realizzate quando dipingeva sopra, abbracciando invece il processo di pittura strato dopo strato. 

Ci sarebbe anche prova di un’ulteriore testa nascosta ancor più in profondità tra gli strati di  colore. Potrebbe essere stata una figura dipinta nel suo stile impressionista, simile al dipinto di  una donna dai colori scintillanti chiamato Aspettando (Margot) conservato al Museo Picasso di  Barcellona.  È come se il ritratto di de Soto nascesse dalla figura della donna sottostante mentre uno stile lasciava il posto a un altro. 

Il modo di lavorare di Picasso per trasformare un’immagine in un’altra e per essere un muta-forma stilistico sarebbe diventato una caratteristica distintiva della sua pittura, che ha contribuito a renderlo un gigante della storia dell’arte. Tutto ciò è iniziato con un dipinto come questo.

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Andrea Cacàci
Andrea Cacàci
Art dealer e gallery manager presso la Galleria 1/9unosunove di Roma. Laureato in Storia dell’Arte all’Università “La Sapienza” di Roma e con un master in Art Management presso la Luiss BS. Ha sempre dedicato un’attenzione particolare all’arte contemporanea e ultra contemporanea, alle sue dinamiche e al punto d’incontro tra arte ed economia.

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