Pierre Levai, il Dealer che ha fatto di Marlborough Gallery un punto di riferimento, muore a 87 anni.

Il mondo dell’arte perde un’icona inconfondibile, un protagonista che ha contribuito a plasmare scenari culturali e a dare vita a un vivace panorama artistico. Pierre Levai, memora di sé come custode attento della Marlborough Gallery a New York, si è spento a Miami a 87 anni lo scorso 26 giugno.

La notizia della sua scomparsa è stata annunciata attraverso un necrologio pubblicato sul The New York Times e corroborata da articoli di pubblicazioni internazionali. Nonostante ciò, la stampa americana non ha riportato la notizia e nelle note informative non è stata specificata la causa del decesso.

Nato a Parigi nel 1937, Levai ha frequentato Sciences Po per studiare scienze politiche e filosofia, dopodiché ha intrapreso un tirocinio presso la Galerie Kahnweiler, una rinomata galleria parigina notoriamente conosciuta per aver incentivato la carriera di artisti del calibro di Pablo Picasso e Georges Braque.

Ma è proprio l’incontro con Frank Lloyd, cofondatore della Marlborough Gallery e zio di Levai, a orientare il suo futuro professionale. Nel 1963, infatti, Levai si trasferisce a New York per prendere le redini della Marlborough Gallery, un progetto che aveva preso vita nel 1946 a Londra grazie all’impegno di Frank Lloyd e Harry Fischer.

Il percorso artistico della Marlborough Gallery di New York è costellato di eventi di rilievo e mostre di qualità, tra cui spiccano quelle dedicate a Mark Rothko, Robert Motherwell, Alex Katz e Marisol. Ma è la mostra di Philip Guston del 1970, che rappresenta un ritorno alla figura dopo un periodo di astrazione, a diventare un vero e proprio marchio distintivo della galleria. Nonostante l’esposizione delle sue opere, particolarmente quelle raffiguranti figure con cappucci simili a quelli del Ku Klux Klan, abbia diviso la critica, è oggi considerata un momento chiave nello sviluppo artistico di Guston.

Tuttavia, è proprio nel periodo di massimo splendore che la galleria ha dovuto affrontare una crisi. Nel 1975, alcuni dirigenti della Marlborough sono stati accusati di frode per aver defraudato la famiglia Rothko, mettendo una macchia sulla reputazione della galleria.

Nonostante questo, grazie all’integrità e alla perseveranza di Levai, la Marlborough Gallery ha continuato a mantenere un ruolo di primo piano nella scena artistica newyorkese, fino alla chiusura avvenuta nel giugno scorso, dopo 80 anni di attività. La decisione di cessare le operazioni è stata accompagnata da controversie relative alla gestione del business.

Franz Plutschow, membro del consiglio di amministrazione di Marlborough, ha rilasciato una dichiarazione in omaggio a Levai, sottolineando l’impegno e la dedizione degli addetti ai lavori che hanno contribuito a sostenere l’attività della galleria nel corso degli anni.

La morte di Pierre Levai rappresenta la fine di un’era. Il suo contributo al mondo dell’arte non sarà dimenticato, ma resterà come ricordo di un tempo che ha visto fiorire grandi artisti e cultori della bellezza. Il suo lascito non è solo nelle opere esposte, ma anche nell’ortodossia del suo impegno nel sostenere l’arte in tutte le sue forme.

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