Pistoia Capitale Italiana del Libro 2026: la città che legge il proprio futuro

È ufficiale: Pistoia è stata proclamata Capitale Italiana del Libro 2026. L’annuncio è arrivato a Roma, nella Sala della Crociera del Ministero della Cultura, alla presenza del ministro Alessandro Giuli e dei rappresentanti delle cinque città finaliste. Dopo la designazione a Capitale Italiana della Cultura nel 2017, Pistoia torna così al centro della scena culturale nazionale, confermando una vocazione profonda per la lettura, l’editoria e la partecipazione civica.

Il dossier vincitore, intitolato “Pistoia: l’avventura del leggere, il coraggio di costruire il futuro”, è stato giudicato dalla commissione “un progetto di alta qualità, radicato nella storia ma capace di guardare avanti”. L’idea di fondo è semplice e potente: la lettura non come esercizio individuale, ma come pratica collettiva che genera comunità, dialogo, crescita. Nei prossimi mesi, il programma pistoiese svilupperà una rete diffusa di iniziative dedicate al libro — incontri con autori, festival, residenze di scrittura, progetti nelle scuole e nelle carceri — con l’obiettivo di coinvolgere tutti i cittadini, dai lettori più assidui ai nuovi curiosi.

Il riconoscimento arriva in un momento storico in cui leggere è sempre più un gesto controcorrente. Secondo i dati ISTAT, quasi il 60% degli italiani dichiara di non aver letto nemmeno un libro negli ultimi dodici mesi. Pistoia, invece, sceglie di ribaltare la tendenza, puntando su una politica culturale che considera il libro non solo un oggetto, ma un motore di cittadinanza attiva. “Vogliamo che la lettura diventi un’abitudine quotidiana, non un privilegio – ha dichiarato il sindaco Alessandro Tomasi – perché leggere significa comprendere il mondo, ma anche imparare a cambiarlo”.

Il progetto pistoiese, elaborato con il contributo di biblioteche, librerie indipendenti, associazioni e scuole, prevede l’apertura di nuovi spazi di lettura diffusa, un festival permanente dedicato alla parola e alla narrazione, e un archivio digitale per raccogliere le storie dei cittadini. Non mancheranno collaborazioni con editori locali e nazionali, a testimoniare la volontà di costruire una filiera del libro inclusiva e sostenibile. Il titolo porta con sé anche un importante riconoscimento economico: 500.000 euro destinati alla realizzazione delle attività e alla promozione della lettura su scala territoriale.

A convincere la giuria, composta da esperti del settore e rappresentanti istituzionali, è stata soprattutto la capacità di Pistoia di concepire la cultura come strumento di coesione. Un approccio lontano dalle logiche puramente celebrative, più vicino invece all’idea di un “laboratorio della lettura” che unisce tradizione e innovazione. Del resto, la città toscana può contare su un tessuto culturale solido: biblioteche storiche, festival letterari, centri di formazione e un pubblico abituato alla partecipazione. La vittoria, dunque, non è un punto d’arrivo, ma l’avvio di un processo di rigenerazione che mette il libro al centro della vita urbana.

Pistoia raccoglie il testimone da Cuneo, Capitale Italiana del Libro 2025, e si prepara a un anno che promette di intrecciare letteratura, memoria e futuro. “Essere capitale del libro – ha commentato l’assessora alla cultura Margherita Semplici – significa restituire alla parola scritta il suo ruolo originario: unire le persone, aprire le menti, costruire ponti tra generazioni e culture”.

Nel tempo delle immagini e della velocità, Pistoia sceglie la lentezza della pagina. È una dichiarazione di intenti e insieme un invito: ritrovare nel libro un gesto di resistenza e di fiducia. Perché leggere, oggi, è forse la forma più intima e rivoluzionaria di partecipazione.Pistoia Capitale Italiana del Libro 2026: la città che legge il proprio futuro

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