Lo scenario culturale slovacco è teatro di profonde tensioni. Migliaia di persone hanno invaso le strade di Bratislava, il 28 e il 29 marzo 2022, per contestare le decisioni prese alla guida del Ministero della Cultura, guidato da Martina Šimkovičová.
L’epicentro della contestazione prende le mosse dal licenziamento dei responsabili del Teatro Nazionale Slovacco e della Galleria Nazionale (SNG). Alexandra Kusá, la quale è stata estromessa dal ruolo di direttore generale dello SNG, afferma che le motivazioni del suo licenziamento sono state “fabbricate” dalla Šimkovičová, mentre Matej Drlička, ex direttore del Teatro Nazionale, sostiene che la ministra abbia utilizzato un’accusa “per cui aveva già pagato” per allontanarlo.
Oltre 9.000 persone hanno partecipato alla manifestazione organizzata davanti al Teatro Nazionale e al Ministero della Cultura nel centro di Bratislava. Alexandra Kusá e Matej Drlička non sono rimasti silenti: “Sentivo il bisogno di raccontare agli altri cosa era successo”, ha commentato Kusá. In questa vibrante assemblea di cittadini, si rivolgono accuse pesanti alla ministra della cultura: di aver scatenato una vera e propria “guerra culturale” e di diffondere via web posizioni intolleranti, critiche nei confronti degli omosessuali, e idee di stampo neo-fascista.
Accuse che, come denuncia Open Culture! Platform, movimento civico indipendente nato nel gennaio 2022, minano i pilastri della cultura slovacca, delle istituzioni pubbliche e del management dei musei e delle gallerie locali. Più di 120 strutture culturali di tutta la Slovacchia si sono unite nella protesta, dimostrando l’ampiezza del fronte di opposizione alle decisioni della Šimkovičová.
Il movimento Open Culture! Platform ha raccolto ben 180.000 firme a sostegno della petizione per le dimissioni della ministra, definendola la “più grande campagna di firme nella storia della Slovacchia”. Katarína Mišíková, referente dell’organizzazione civica, denuncia un abuso di potere da parte della Šimkovičová: “Una tale arroganza del potere risulta sorprendente, anche per coloro che da 30 anni lottano per la democrazia. In circostanze normali, un ministro della cultura tanto incompetente e aggressivo, che mette il proprio ministero contro la comunità culturale, sarebbe costretto a ritirarsi immediatamente.”
Le dimissioni, dunque, sono l’obiettivo principale dell’azione di Open Culture! Platform. Il 29 marzo, un giorno dopola manifestazione, altre 18.000 persone hanno protestato a Bratislava contro il Ministero della Cultura e la scarcerazione dell’avvocato slovacco e ex procuratore militare Dušan Kováčik, considerato colpevole di corruzione. La lotta, come dichiara Drlička, “procede bene”, con una notevole partecipazione civica e diversi istituti universitari aderenti alla causa.
Nonostante le pressioni e le proteste dei cittadini, il Ministero della Cultura slovacco non ha ancora fornito risposta alle accuse rivolte alla Šimkovičová. La sua permanenza nel ruolo risulta quindi un punto cruciale di discordia, una situazione sulla quale la comunità internazionale dovrà inevitabilmente posare il proprio sguardo.



