Quando nacque il primo insediamento umano? Le nuove scoperte di Mendik Tepe

Taş Tepeler. Le Colline di Pietra. Questo è il nome informale dato al Şanlıurfa Neolithic Research Project, imponente progetto di ricerca internazionale, coordinato dal Ministero della cultura e del turismo turco, che – ufficialmente – dal 2021, ma già dalla metà degli anni ’90 sta letteralmente mettendo a soqquadro tutte le precedenti convinzioni e consapevolezze che avevamo sui complessi processi che portarono l’uomo dalla condizione nomadica a quella sedentaria.

Una dozzina di siti del Neolitico preceramico, sparsi nell’area gravitante attorno all’attuale città di Urfa, nell’Anatolia sud-orientale, quasi al confine con la Siria, in quella macroarea in cui la storia dell’uomo trova uno dei suoi fondamentali punti di svolta. Ormai chiunque sia un minimo appassionato di archeologia avrà sentito parlare di almeno uno di questi siti, Göbekli Tepe (ci sono migliaia di contenuti di approfondimento in merito, compresa una puntata del podcast Ceraunia – Storie di Archeologia da me diretto), il complesso ed enigmatico sito megalitico dei pilastri a T risalente a quasi dodicimila anni fa, che pare proprio aver capovolto la prospettiva che abbiamo avuto finora del processo di sedentarizzazione umana.

Le ricerche a Taş Tepeler, comunque, continuano e non smettono di regalare sorprese. Duecento chilometri circa a est di Göbekli Tepe – infatti – lo scavo di un altro sito neolitico, parte del medesimo progetto di ricerca, sta nuovamente riformulando le nostre conoscenze in merito a quel processo di sedentarizzazione che citavamo poc’anzi. A Mendik Tepe, nei pressi del villaggio di Payamlı, uno scavo anglo-turco diretto dal Professor Douglas Baird dell’Università di Liverpool sta portando alla luce un altro sito neolitico, caratterizzato da strutture di diversa dimensione: piccoli edifici probabilmente destinati allo stoccaggio o alla preparazione di cibi e alimenti; strutture di media dimensioni – circa cinque metri per lato – probabilmente utilizzate a scopo abitativo; e – infine – grandi strutture in pietra, che parrebbero avere una qualche importanza di natura rituale e/o cerimoniale.

Insomma, Mendik Tepe appare, a tutti gli effetti, come un vero e proprio insediamento umano, dotato di tutte quelle strutture necessarie al sostentamento e alle “necessità sociali” di un gruppo coeso di individui. La cosa – però – che potrebbe segnare l’ennesimo capovolgimento di prospettiva è la datazione di questo sito: secondo Baird – infatti – i ritrovamenti di Mendik Tepe sembrerebbero appartenere alle primissime fasi del Neolitico aceramico: le strutture, seppur formalmente connesse a quelle di Göbekli Tepe e dell’altro grande sito cerimoniale dell’area, Karahan Tepe, mostrano forme e materiali peculiari, con differenze che potrebbero marcare una fase più transizionale e meno definita dei processi e dei metodi costruttivi dei primi uomini sedentari. Inoltre, strutture e materiali rinvenuti presentano notevoli somiglianze con quelli di un altro dei siti di Taş Tepeler, Çakmak Tepe, la cui datazione è già stata fissata tra il 10.000 e il 9600 a.C.

Dunque, le strutture di Mendik Tepe potrebbero anticipare cronologicamente quelle di Göbekli Tepe e di Karahan Tepe. Se così fosse, il quadro dipinto dai due grandi siti megalitici, già di per sé rivoluzionario, potrebbe nuovamente cambiare forma: la scoperta di Göbekli Tepe sembrava suggerire che i primi uomini avessero prima sentito il bisogno di dare “una casa” alle proprie collettive esigenze rituali e cerimoniali e poi a quelle legate alla sussistenza e alla socialità. Mendik Tepe potrebbe, invece, dire altro: potrebbe suggerire che l’esigenza di darsi un luogo dove fermarsi, ripararsi e produrre cibo e quella di dare espressione al proprio rapporto col mondo circostante e con ciò che si trova al di là o al di sopra di sé abbiano coesistito sin da subito.

È molto presto per dire quale sia il ruolo di Mendik Tepe nella storia della sedentarizzazione umana, così come la totale comprensione dello scenario insediativo rappresentato da Taş Tepeler è ancora lungi dall’essere raggiunta. Ma quest’area del mondo regala ancora una volta sorprese inattese e noi siamo ben felici di stare alla finestra a goderci lo spettacolo.

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Massimiliano Carbonari
Massimiliano Carbonari
Massimiliano Carbonari (Perugia 1994) lavora presso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo. Archeologo e storico per studi e passione, è ideatore e autore del podcast "Ceraunia - Storie di Archeologia", con cui cerca di raccontare l'archeologia e il passato dell'uomo ad un pubblico quanto più vasto possibile

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