Nel contesto della seconda edizione di EXPOSED Torino Foto Festival, le OGR Torino presentano Almost Real. From Trace to Simulation, una mostra collettiva ospitata negli spazi del Binario 2 dal 16 aprile al 2 giugno 2025. A cura di Samuele Piazza, Senior Curator delle OGR Torino, e Salvatore Vitale, co-direttore artistico del festival, l’esposizione riunisce le opere di Alan Butler, Nora Al-Badri e Lawrence Lek in un’indagine sulle immagini nel loro rapporto sempre più complesso con la verità, la tecnologia e l’autenticità.
Il tema centrale della mostra si sviluppa in dialogo con il concept curatoriale dell’intero festival, Beneath the Surface, che invita a interrogarsi su ciò che si cela dietro e sotto le immagini, siano esse fotografiche, digitali o generate artificialmente. In un’epoca in cui le tecnologie di simulazione, l’intelligenza artificiale e la cultura visuale convergono, Almost Real si posiziona come una riflessione critica sull’evoluzione dell’immagine: non più solo rappresentazione del reale, ma oggetto autonomo che può generare mondi, memorie e futuri.
Alan Butler apre questo percorso con la serie Virtual Botany Cyanotypes, un lavoro che fonde le logiche del videogioco con la storia della fotografia. Utilizzando modelli vegetali provenienti da ambientazioni digitali, Butler li trasforma in cianotipi, antica tecnica di stampa fotografica risalente all’Ottocento. La materialità dei blu intensi della cianotipia entra così in tensione con la natura immateriale del dato digitale, dando vita a una forma di ibridazione tra reale e virtuale, tra codice e sostanza. La sua opera sollecita una riflessione sulla persistenza delle immagini nel tempo e sulla possibilità di affidare alla fotografia il compito di materializzare il non-esistente.
Di diversa natura ma affine nell’approccio speculativo è la ricerca di Nora Al-Badri, artista e attivista che affronta il rapporto tra intelligenza artificiale, memoria storica e rappresentazione culturale. Con i progetti The Post-Truth Museum e Babylonian Vision, Al-Badri addestra un algoritmo su una vasta quantità di immagini di manufatti mesopotamici, generando nuovi oggetti digitali che sfuggono tanto alla cronologia quanto all’autenticità. Il suo lavoro denuncia le dinamiche postcoloniali sottese alla conservazione e alla rappresentazione museale, sollevando interrogativi sulla legittimità delle narrazioni storiche e sul potere di manipolazione insito nelle tecnologie algoritmiche. In questo senso, l’artista propone un museo alternativo, dove ciò che è visibile è il prodotto di una memoria artificiale, non verificabile, ma altrettanto influente.
Chiude il percorso Empty Rider di Lawrence Lek, opera video ambientata in un futuro ipotetico e distopico. Protagonista è un’auto a guida autonoma dotata di intelligenza senziente, accusata del tentato omicidio del proprio creatore. Attraverso una narrazione che combina linguaggi cinematografici, estetica da simulatore e temi filosofici, Lek esplora i confini tra autonomia tecnologica e responsabilità morale. Il suo lavoro interroga il potenziale delle macchine di sviluppare una coscienza e mette in discussione l’idea stessa di controllo umano sulla tecnologia. La simulazione diventa così uno strumento per immaginare le derive della nostra relazione con l’intelligenza artificiale, proiettandola in scenari dove l’etica si confronta con nuovi soggetti senzienti.
Almost Real è una mostra che invita a riflettere non solo su ciò che vediamo, ma su ciò che scegliamo di considerare vero in un mondo in cui le immagini non imitano più la realtà, ma la sostituiscono, la reinterpretano, la prefigurano. Un’indagine lucida e articolata su un presente in trasformazione, in cui il confine tra ciò che è reale e ciò che è generato si fa ogni giorno più sottile.


