La suggestiva Chiesa di Santo Spirito a Bergamo accoglierà, dal 30 novembre al 12 gennaio 2025, il progetto espositivo di Vanni Cuoghi intitolato Salviamoci! L’artista genovese, noto per la sua capacità di combinare scenografia e pittura, propone un’installazione unica, pensata per dialogare con il celebre Polittico della Pentecoste del Bergognone, opera rinascimentale realizzata nel 1508.
Quest’ultimo fu chiamato da Bramante per collaborare alla decorazione della chiesa di Santa Maria presso San Satiro a Milano, celebre per le sue innovative soluzioni prospettiche. Tra queste, spicca lo sfondamento illusionistico dell’abside cieca dietro l’altare, realizzato con la tecnica dello “stiacciato”, che crea l’effetto di una volta a botte con soffitto a cassettoni, ampliando visivamente lo spazio.
Al centro del lavoro di Cuoghi si trova una composizione di foglie giganti di salvia, realizzate in legno sagomato e dipinte a olio con la tecnica del trompe-l’œil. Queste forme monumentali, che si sviluppano ai piedi del polittico, si presentano come vere e proprie quinte teatrali che ampliano e trasformano la scena rappresentata nell’opera originaria. Il polittico, celebre per il suo sfondo architettonico che rievoca la prospettiva illusionistica di Bramante, viene reinterpretato dall’artista contemporaneo, che vi innesta un nuovo livello di lettura prospettica e simbolica.
Cuoghi affronta un tema di forte attualità, scegliendo la salvia come simbolo centrale della sua riflessione. La pianta, il cui nome deriva dal latino salvus, che significa “sano” o “salvare”, diventa il pretesto per parlare di resilienza, cura e speranza. In un’epoca segnata da pandemie, conflitti e crisi climatica, l’artista invita il pubblico a riscoprire uno spirito di consapevolezza e a riflettere sull’importanza delle cose semplici. Come afferma lo stesso Cuoghi:
“Viviamo in un momento storico complesso e sorretto da fragili equilibri che potrebbero venire a mancare da un momento all’altro: siamo reduci da una pandemia che ha segnato le nostre vite, modificando le abitudini e rendendoci diffidenti nei confronti dell’altro. Come se non bastasse, conflitti e nuove guerre bussano alla porta di casa nostra e una grave crisi climatica minaccia il nostro pianeta”.
Le grandi foglie di salvia evocano stupore e meraviglia, riportandoci a una dimensione infantile. Recuperare questa capacità di meravigliarsi ci aiuta a dare il giusto valore alle cose e a non dare nulla per scontato.
L’installazione, quindi, non è solo un omaggio alla pittura rinascimentale, ma anche un messaggio politico e sociale. La salvia, pianta resistente e terapeutica, diventa metafora di una possibile salvezza, richiamando la necessità di prendersi cura di sé stessi, degli altri e del pianeta.
Il progetto si distingue inoltre per il coinvolgimento diretto dello spettatore. Cuoghi, grazie alla sua formazione in scenografia, crea ambientazioni in cui chi osserva non è un semplice fruitore, ma parte integrante della narrazione. Le grandi foglie di salvia, collocate alla base del polittico, modificano la percezione dello spazio e dell’opera, offrendo una nuova prospettiva.
La mostra, curata da Marco Fioretti con un intervento critico di Ivan Quaroni, rappresenta una straordinaria occasione per riscoprire la Chiesa di Santo Spirito, prezioso gioiello rinascimentale, e per confrontarsi con un’arte contemporanea capace di intrecciare passato e presente, tradizione e innovazione.


