Shkreli è Costretto a Restituire le Copie dell’esclusivo Album d’Arte dei Wu-Tang Clan

Nella mattinata di oggi, Martin Shkreli, l’infame dirigente farmaceutico noto per aver tentato di gonfiare il costo di un farmaco per l’HIV, guadagnandosi il sobriquet “Pharma Bro”, ha ricevuto un ordine molto particolare dal Distretto Est del New York: restituire qualunque copia in suo possesso del rarissimo album del Wu-Tang Clan, “Once Upon A Time in Shaolin”. Secondo quanto stabilito dalla giudice Pamela Chen, Shkreli non potrà né trasmettere né distribuire copie del disco, originariamente messo all’asta come edizione unica nel 2015.

Noto per le sue manovre dubbie, Shkreli aveva vinto l’asta per l’album con un’offerta di 2 milioni di dollari. La notizia della sua vittoria aveva generato un notevole malcontento, sia per la sua reputazione già oscura, sia per i dubbi sollevati sulle sue intenzioni relative all’utilizzo dell’album. Questo pregiato pezzo, con il suo status di opera d’arte unica, aveva rappresentato un audace tentativo di creare un nuovo modello di sostenibilità per la musica pop, ispirato al mondo dell’arte. Come disse Tarik “Cilvaringz” Azzougarh, produttore dell’album: “Per andare avanti, perché non tornare indietro di 400 anni, all’epoca del Rinascimento, e considerare la musica come una merce commissionata, dalla creazione all’esposizione alla vendita?”.

L’inganno di Shkreli, tuttavia, ha raggiunto le sue conseguenze nel 2017, quando è stato condannato per frode e ha dovuto cedere l’album come parte del pacchetto di risarcimenti. L’opera è stata quindi confiscata dal governo statunitense e successivamente venduta al PleasrDAO, il collettivo digitale che ne è l’attuale proprietario, per la cifra di 4,75 milioni di dollari lo scorso anno.

Nonostante ciò, Shkreli sembrava non aver rinunciato all’album. Affermando di avere copie dell’opera “nascoste in casseforti in tutto il mondo”, aveva trasmesso un brano del disco durante una “Wu-Tang Official Listening Party” sui social media, poco dopo aver beneficiato di un rilascio anticipato dalla prigione nel maggio 2022. Questo comportamento ha scatenato una nuova denuncia da parte del PleasrDAO, culminata nell’odierna sentenza.

Così, Shkreli ora dovrà consegnare tutte le copie dell’album al suo avvocato entro una settimana e fornire un’affidavit che confermi l’adempimento di tale atto. Inoltre, entro 30 giorni, dovrà fornire un resoconto dettagliato delle copie dell’album che aveva, delle persone a cui le aveva distribuite e dell’importo guadagnato dalla loro distribuzione.

Ancora una volta, l’affare legato a “Once Upon A Time in Shaolin” aggiunge un nuovo capitolo alla sua storia già intricata, un monito per tutti coloro che cercano di manipolare l’arte e la cultura a proprio vantaggio. Resta comunque un fatto indiscutibile: l’album dei Wu-Tang Clan rimane un tesoro inestimabile, un gioiello unico la cui storia continuerà a evolversi e a ispirare negli anni a venire.

CYFEST 17 poster announcing the International Media Art Festival: Natura Naturans—Human Beings, Nature, Landscape; May 8–Aug 31 at CREA Cantieri del Contemporaneo, Venice.

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