Una coperta contesa nel letto, una frase detta nel momento sbagliato, la spesa da fare insieme. La quotidianità di coppia diventa, nelle vignette di Simple & Madama, un piccolo teatro nel quale è facile riconoscersi. Lorenza Di Sepio e Marco Barretta hanno costruito proprio su questa capacità di osservare il quotidiano il successo della loro serie, trasformando incomprensioni, abitudini e piccole fragilità in un racconto ironico che dal web è arrivato alla carta, conquistando un pubblico sempre più ampio.
Dietro la leggerezza delle loro vignette emerge un’attenzione precisa ai rapporti umani. L’ironia diventa una porta d’ingresso, ma anche uno strumento per raccontare ciò che accade nelle relazioni: le differenze, le incomprensioni, le abitudini condivise e quel meccanismo per cui, ridendo di una situazione, ci si ritrova improvvisamente dentro.
È proprio questo rapporto tra fumetto e vita quotidiana a portare Lorenza Di Sepio e Marco Barretta ad Ascoli Piceno il 25 settembre, ospiti della quinta edizione di LINUS – Festival del Fumetto, con l’appuntamento “A lezione con Simple & Madama”, dedicato alle scuole primarie e realizzato in collaborazione con Tunuè.
Ma il festival è anche l’occasione per allargare lo sguardo. Il fumetto oggi vive sulla carta e sul web, attraversa mostre, cinema, musica e divulgazione, raggiunge pubblici nuovi e si misura con una fruizione sempre più veloce. Simple & Madama, nati proprio sul web, conoscono bene questa trasformazione e ne osservano anche le contraddizioni: la libertà conquistata dai nuovi strumenti convive con il rischio di consumare immagini e storie senza concedere loro il tempo necessario.

Abbiamo incontrato Lorenza Di Sepio e Marco Barretta per parlare di quotidianità, ironia e rapporti umani, ma anche di social, cultura digitale e del tempo che il fumetto continua a chiedere a chi lo legge.
Partiamo dalla vostra materia prima: la quotidianità. Simple & Madama trasformano piccoli incidenti domestici, incomprensioni e dinamiche di coppia in situazioni in cui è facile riconoscersi. Dopo tanti anni, che cosa continuate a trovare interessante o divertente nell’osservare il modo in cui le persone stanno insieme?
“Credo che ciò che continua a divertirci dopo tutti questi anni, sia scoprire quanto siamo tutti incredibilmente diversi e uguali allo stesso tempo!
Una frase detta male, la spesa insieme, una coperta tirata durante la notte… i grandi temi di vita si nascondono dentro episodi minuscoli e la quotidianità può essere una miniera inesauribile!
Più la osserviamo, più ci rendiamo conto che è una specie di linguaggio continuo tra mondi diversi… e spesso gli errori di traduzione sono la parte più divertente!“
L’ironia è il vostro strumento principale, ma dietro la leggerezza emergono spesso fragilità, abitudini e contraddizioni molto reali. Quanto è difficile trovare il punto esatto in cui una situazione quotidiana smette di essere semplicemente comica e diventa anche un modo per raccontare qualcosa dei rapporti umani?
“L’ironia ci piace ed è una buona porta d’ingresso perché abbassa le difese.
Ma una battuta da sola tende a esaurirsi rapidamente… così cerchiamo nelle nostre giornate il momento in cui chi ci legge ride e subito dopo pensa “ma sono io!”
Però, per noi, quel punto d’incontro non è un qualcosa che vogliamo costruire a tavolino. Più semplicemente, quando riusciamo a vedere il comico e il tenero nello stesso momento, allora sentiamo di aver trovato la cosa giusta da raccontare!“
Il fumetto oggi attraversa linguaggi e piattaforme molto diverse: dalla carta ai social, dagli albi alle mostre, fino a cinema, musica e divulgazione. Secondo voi, che cosa ha perso e che cosa ha guadagnato il fumetto entrando così profondamente nella cultura pop e digitale? E c’è un confine che, invece, non dovrebbe perdere?
“Crediamo che il fumetto abbia guadagnato una libertà enorme. Ormai oggi può raggiungere persone che magari non entrerebbero mai in una fumetteria e può contaminarsi anche con mondi che una volta sembravano lontanissimi!
I social, tra tutti, hanno permesso a tanti autori di trovare una voce e un pubblico eppure allo stesso tempo, sì, qualcosa si è perso.
La velocità con cui divoriamo i contenuti porta spesso a leggere immagini e storie in modo più frammentario o approssimativo.
Adesso è più facile premiare ciò che può essere consumato in pochi minuti, ma il fumetto nasce anche dal tempo e le pause tra una vignetta e l’altra”.
Il 25 settembre sarete ospiti di Linus – Festival del Fumetto, in un’edizione che mette al centro proprio la capacità del fumetto di dialogare con altri mondi della cultura. Che significato ha per voi essere dentro un festival che porta il nome di una rivista che ha contribuito a cambiare la percezione stessa del fumetto in Italia? E che cosa sperate possa nascere dall’incontro con il pubblico di Linus?
“Da autori siamo ovviamente entusiasti di partecipare a questo festival, rappresenta una storia di aperture e contaminazioni, a dimostrazione che il fumetto non è mai stato un linguaggio chiuso in sé, ma piuttosto un terreno comune per la cultura contemporanea.
Quello a cui puntiamo dall’incontro con il pubblico di questo festival, ma anche in generale, è qualcosa di semplice; eppure, prezioso: un momento di scambio.
Ci piace tantissimo quando una storia smette di appartenere solo a noi che l’abbiamo scritta e disegnata e inizia a vivere attraverso la lettura e le emozioni di chi la legge!“
Dal 25 al 27 settembre Ascoli Piceno ospita la quinta edizione di LINUS – Festival del Fumetto, ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi con la collaborazione di Sandro Veronesi e dedicato ad Anna Maria Gregorietti Gandini. Tre giornate di incontri, anteprime, spettacoli, concerti e mostre che mettono il fumetto in dialogo con cinema, arte, musica e scienza.
Gli appuntamenti si svolgono principalmente al Teatro Ventidio Basso, mentre alla Pinacoteca Civica sarà inaugurata il 27 settembre la mostra “Manuele Fior. L’anomalia”, curata da Luca Volpatti ed Elisabetta Sgarbi, che resterà aperta fino al 21 novembre.
Tra gli ospiti di questa edizione Mario Natangelo, Gabriele Mainetti, Igort, Vincenzo Schettini, Manuele Fior, Hervé Le Tellier, Raphael Gualazzi e Antonio Rezza. Il festival è organizzato dalla Fondazione Elisabetta Sgarbi in collaborazione con IMARTS.



