Sognare con la luce: fuse* porta Luna Somnium a Noor Riyadh 2025

Nell’ambito del Noor Riyadh Festival 2025, fuse* presenta Luna Somnium, un’installazione immersiva che unisce arte, tecnologia e visione poetica del futuro. L’opera, già mostrata in Italia a Verona e Roma, approda ora nel cuore dell’Arabia Saudita, all’interno di uno dei più importanti festival internazionali dedicati alla light art.

Inaugurato il 20 novembre e attivo fino al 6 dicembre, Noor Riyadh trasforma la capitale saudita in una città-esposizione. Sessanta opere disseminate in vari distretti (tra cui Qasr Al Hokm, stc station, Al Faisaliah Tower, JAX District) propongono una riflessione collettiva sul tema di quest’anno: “In the Blink of an Eye”. Curata da Mami Kataoka, Sara Almutlaq e Li Zhenhua, l’edizione 2025 indaga la velocità del cambiamento, la percezione e il potenziale trasformativo della luce.

È in questo contesto che Luna Somnium si distingue. Lo studio fuse*, con base a Modena, è noto per la sua ricerca tra linguaggi digitali, performance audiovisive e installazioni scenografiche. Con questa opera, sviluppa un ambiente visivo immersivo in cui una grande sfera lunare diventa presenza sospesa, materia viva, superficie in continua mutazione.

L’opera si configura come un paesaggio ipnotico: la luce si comporta come organismo, modificando le relazioni tra spazio, corpo e percezione. Le proiezioni sulla sfera richiamano la superficie lunare, ma suggeriscono anche un tempo dilatato, profondo, che chiede allo spettatore di abbandonare il presente frenetico.

I visitatori non sono osservatori passivi, ma partecipanti attivi in una coreografia visiva e sonora. Il suono minimalista si intreccia con le immagini e accompagna il movimento nello spazio. In questo, fuse* conferma il proprio stile: un’equilibrata sintesi tra ingegneria visiva e contemplazione poetica.

La scelta della forma sferica, evocativa e archetipica, richiama la luna come simbolo universale, ma anche la geometria, la perfezione matematica, il tempo ciclico. La sfera non è immobile, ma cambia costantemente, diventa portale visivo e psichico.

All’interno del panorama eterogeneo di Noor Riyadh, Luna Somnium lavora per contrasto. Dove molte installazioni puntano su effetti spettacolari e high-tech, fuse* propone una soglia percettiva più silenziosa, uno spazio di ascolto e di sospensione. Lontano dalla retorica del “futuro veloce”, l’opera invita a fermarsi.

Il rapporto con lo spettatore è centrale: la sfera riflette, pulsa, si trasforma in base alla posizione e al movimento del corpo. È un’architettura relazionale, una geometria emozionale. La tecnologia non è fine a sé stessa, ma strumento per attivare consapevolezza.

La presenza di fuse* al Noor Riyadh è significativa. Non come semplice nome internazionale, ma come realtà che porta una visione coerente, autonoma, radicata nel linguaggio digitale ma aperta alla poesia. In una città in rapido mutamento culturale, Luna Somnium suggerisce un’altra via: abitare lo spazio con lentezza, coltivare il sogno come pensiero politico.

In un festival che invita a riflettere sul cambiamento repentino — in the blink of an eye — l’opera di fuse* propone una risposta: rallentare lo sguardo, esercitare la presenza, trovare nello stupore un luogo abitabile.

Con Luna Somnium, fuse* porta a Riyadh una poetica della luce profonda e misurata. Un’opera che interroga il visibile, che sospende il tempo e trasforma lo spazio urbano in esperienza sensoriale e collettiva. In un mondo che accelera, il gesto più radicale resta quello di osservare.

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