Solid Gold: il Brooklyn Artists Ball 2025 tra arte, inclusione e impegno sociale

Si è da poco conclusa la 14° edizione del Brooklyn Artists Ball, l’annuale raccolta fondi organizzata dal Brooklyn Museum a sostegno del programma e della sua variegata collezione. 

Sulla scia della partnership per la mostra Dior: Designer of Dreams (2021-22) e del successivo Artists Ball dedicato alla CEO Maria Grazia Chiuri, la maison si riconferma come sponsor principale dell’evento: in occasione del 200esimo anniversario dell’istituzione, celebrato quest’anno, alcuni dei pezzi piú preziosi del brand sono esposti nella mostra Solid Gold a omaggio di un materiale che ha ispirato e segnato la storia dell’arte e della moda. 

La partnership con l’associazione ART FOR CHANGE veicola perfettamente il messaggio dell’iniziativa riassunta nella mission del museo: “riunire le persone attraverso l’arte e esperienze che ispirino celebrazione, compassione, coraggio e la volontà di agire“. Attraverso la vendita di tre stampe in edizione limitata delle artiste Susan Chen and Bisa Butler viene perpetrata una tradizione inaugurata nel 2020 per cui 500 dollari di ricavato per stampa vengono donati all’istituzione, mentre il 50% delle vendite andrá agli artisti.

Biga Butler_Bring a folding chair 2025

Obiettivo di ART FOR CHANGE è quello di creare nuovi dialoghi tra artisti e collezionisti offrendo opere a prezzi accessibili, oltre a servizi di consulenza artistica, corsi e approfondimenti; un sistema aperto e democratico che coinvolge collezionisti e artisti di tutti i livelli di esperienza come punto di incontro tra conoscenza e scoperta, vera fibra vitale del mondo dell’arte.

Quest’anno l’Artists Ball rende omaggio al Presidente della Ford Foundation Darren Walker che, come ricorda la Direttrice del Brooklyn Museum Anna Pasternak, “dalla guida dell’impegno della Ford Foundation per la giustizia sociale all’ispirazione di leader in diversi settori, ha avuto un impatto incommensurabile“. La fondazione newyorchese si occupa di garantire giustizia alle minoranze e agli emarginati che ancora oggi vengono esclusi e allontanati dai sistemi sociali e politici; l’approccio si basa essenzialmente sull’offerta di nuovi programmi educativi e professionali per sviluppare nuove leadership piú democratiche, affiancati a nuove organizzazioni e iniziative atte a supportare idee e valori progressisti e innovativi.

L’allestimento coinvolge in prima persona Jeffrey Gibson, artista e storico collaboratore, oltre che membro del consiglio del museo: il design e le scelte cromatiche del display di quest’anno si ispirano alla mostra Jeffrey Gibson: When Fire Is Applied to a Stone It Cracks (2020), occasione di confronto e dialogo tra la collezione del Brooklyn Museum e l’opera di Gibson. Discendente delle popolazioni native Choctaw e Cherokee, l’artista elabora un linguaggio condiviso per raccontare la storia e la cultura degli indigeni americani uscendo dagli schemi prestabiliti. Conseguita la laurea presso la School of the Art Institute di Chicago, Gibson lavora per il Native American Graves Protection and Repatriation Act (NAGPRA) per il Field Museum e successivamente sviluppa un’arte ibrida e contaminata, che dalla pittura lo spinge a creare installazioni con i materiali piú disparati facenti parte della sua storia personale. 

Jeffrey Gibson_Upside down 2023

Gli ospiti, tra cui volti vip come Emma Roberts, Lily Allen e Alexandra Daddario, sono accolti con un cocktail di benvenuto che precede la cena di gala nella meravigliosa Beaux-Arts Court aperta dallo stesso Walker con queste parole:

«Questa sera è dedicata alla luce. È dedicata alla gioia. È dedicata alla comunità e alla speranza»

Oltre 4 milioni di dollari raggiunti, con un record di donazioni di 1 milione e mezzo nei primissimi minuti, questo è stato il contributo concreto dei sostenitori del museo e del programma che propone e cerca di implementare: l’apporto derivato dall’Artists Ball permetterà di allestire esposizioni dedicata all’arte afroamericana ad oggi stipata nei depositi.

La collezione del Brooklyn Museum spazia dall’arte europea a quella asiatica, islamica e americana coprendo ampi periodi storici e concentrandosi su piú dipartimenti, dalla pittura alla fotografia e al design. Dal 2007 il museo viene nominato Center for Feminist Art, primo e unico polo di ricerca dedicato alla corrente femminista nell’arte, inaugurando una collezione dedicata che include opere del calibro di The Dinner Party di Judy Chicago, donata dalla storica e attivista Elizabeth A. Sackler da cui lo stesso centro prende il nome.

L’impronta che il Brooklin Museum lascia nel panorama americano è un segno di riscatto e trasformazione: la forma dell’istituzione lascia spazio a obiettivi e visioni progressiste, riflettendo sul ruolo e sulla funzione della stessa:

«Il museo è anche un luogo per imparare chi siamo e da dove veniamo. E dovrebbe, anzi deve, essere un luogo di differenza, di lotta e di dibattito». Anna Pasternak, Direttrice Brooklyn Museum

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