Something Very Bad Is Going To Happen: la serie horror che dimostra come nessun amore si compia nel vuoto

C’è un passo che due persone innamorate decidono di compiere nella propria vita di coppia, una soglia che si sceglie di attraversare e che non è semplicemente geografica né meramente sentimentale: è la soglia del matrimonio. Varcarla significa unire due destini ed ereditare l’oscurità altrui, fare propri i fantasmi dell’altro, accettare che l’amore sia sempre, in qualche misura, un atto di capitolazione verso l’ignoto. È precisamente su questa vertigine che si costruisce Something Very Bad Is Going To Happen, la nuova miniserie Netflix firmata dalla creatrice Haley Z. Boston e prodotta dai fratelli Duffer, disponibile sulla piattaforma dal 26 marzo.

La serie è composta da otto episodi, e ci porta attraverso una foresta innevata e una residenza di famiglia piena di segreti. Rachel, interpretata da Camila Morrone, si appresta a sposare Nicky (Adam DiMarco). Cinque giorni prima del fatidico sì i due si avventurano verso la dimora del futuro sposo: è lì che la cerimonia comincia a rivelare tante piccole crepe. La serie si inscrive consapevolmente in una tradizione illustre, quella del perturbante al femminile, da Carrie a Rosemary’s Baby, senza però limitarsi a compilare un catalogo di citazioni dotte. Il vero referente estetico e morale sembra proprio essere Mike Flanagan, il più acuto cineasta contemporaneo dell’orrore domestico, che ha diretto The Haunting, Midnight Mass, La caduta della casa degli Usher, un orrore che abita nelle crepe di una famiglia, negli amori che si scoprono trappole solo quando è troppo tardi per fuggire. Weronika Tofilska, Lisa Brühlmann e Axelle Carolyn, che dirigono la serie, orchestrano una fotografia volutamente opprimente: la luce non è un diritto acquisito. Dentro questa oscurità calcolata, la miniserie non si abbandona al caos. Al contrario, costruisce un’architettura della tensione, centellinando rivelazioni a piccole dosi.

Ma ciò che emerge con maggiore forza, tra panorami plumbei e momenti orrorifici, è la solitudine radicale di Rachel: orfana, distante dal padre, innamorata di un uomo che porta in sé un passato che lei ignora quasi del tutto. Il suo, da viaggio verso le nozze, diventa una discesa lenta, inesorabile verso la comprensione che nessun amore si compie e avviene nel vuoto, che ogni unione è anche una fusione di eredità, di colpe, di ferite trasmesse di generazione in generazione. La serie, nonostante i tanti pregi, dallo spessore visivo a quello interpretativo, non è priva di pecche. Gli otto episodi tradiscono un’ambizione che a tratti eccede il materiale disponibile, un vizio comune dei prodotti originali da piattaforma, affetti da una sorta di bulimia drammaturgica che confonde la durata con la profondità.

Inoltre, alcuni personaggi secondari rimangono abbozzati e sembrano, con l’andare delle puntante, non conoscere un proprio compimento o una direzione particolare. Ma quando la storia decide di accelerare, e procedere verso il climax finale, quei momenti tensivi e violenti possiedono una potenza rara. Jennifer Jason Leigh, matriarca fragilissima e ferina al tempo stesso, e il sempre formidabile Zlatko Burić completano un ensemble di attori che riescono a rendere la serie particolarmente intensa e inquietante.

Something Very Bad Is Going To Happen non inventa nulla che non sia già stato detto. Ma lo dice con una voce propria, con una lucidità feroce. Come nella vita, non conta tanto l’originalità dell’argomento quanto la profondità dello sguardo con cui lo si affronta. E lo sguardo che conta è quello di Rachel: una donna che impara, a sue spese e nel modo più brutale possibile, che l’amore non redime affatto dal dolore. A volte, semplicemente, vi si aggiunge.

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Lucia Tedesco
Lucia Tedesco
Giornalista, appassionata di cinema e tecnologia. Nel 2018 ho fondato un sito, Lost in Cinema

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