Sospesi. Italia verticale: Jacopo Di Cera da Deodato Arte osserva l’Italia dall’alto

Sospesi. Italia verticale è la mostra che dal 21 gennaio al 7 febbraio 2026 porta negli spazi di Deodato Arte, a Milano, il nuovo progetto di Jacopo Di Cera. Non una semplice esposizione fotografica, ma un dispositivo visivo che utilizza la verticalità come strumento critico per interrogare il modo in cui abitiamo lo spazio e, di conseguenza, il presente.

La mostra si presenta come un atlante contemporaneo in cui l’Italia non viene raccontata attraverso simboli identitari, narrazioni eroiche o scorci riconoscibili, ma attraverso la disposizione dei corpi nello spazio. Spiagge, piazze, infrastrutture e luoghi della quotidianità diventano superfici attive su cui l’umanità si distribuisce in modo temporaneo, fragile, spesso inconsapevole. Guardate dall’alto, queste presenze perdono individualità senza perdere significato: diventano segni, densità, ritmi, relazioni.

La scelta del punto di vista zenitale non è un esercizio formale. In Italia verticale la distanza non produce freddezza, ma chiarezza. Di Cera sospende il racconto individuale per far emergere una dimensione collettiva del paesaggio umano. Non esiste un centro, non esiste un protagonista: ciò che conta è la relazione tra i corpi e lo spazio che li accoglie. L’immagine si trasforma così in una mappa sociale ed emotiva, più che geografica.

Il titolo Sospesi chiarisce la postura concettuale del progetto. Le figure umane non sono colte nel gesto spettacolare o nell’azione decisiva, ma in una condizione intermedia, trattenuta. È un tempo che non esplode mai nell’evento, ma resta in bilico. Questa sospensione genera una tensione silenziosa: l’Italia che emerge è viva, attraversata, ma anche fragile, sostenuta da equilibri minimi e instabili.

Colpisce l’assenza deliberata di una guida interpretativa. Le immagini non spiegano, non commentano, non denunciano apertamente. Chiedono allo spettatore di fermarsi, di osservare, di costruire un proprio orientamento. In questo senso, la mostra rifiuta la logica dell’impatto immediato e della fruizione veloce, scegliendo un coinvolgimento più lento e responsabile.

Il territorio non è mai uno sfondo neutro. Spiagge artificiali, piazze storiche, spazi naturali e infrastrutture contemporanee agiscono come dispositivi che regolano i comportamenti. Italia verticale mostra come lo spazio condiziona i gesti e come, allo stesso tempo, la presenza umana riscriva continuamente il paesaggio. È un dialogo silenzioso tra architettura, natura e comunità temporanee, in cui nulla è davvero stabile.

Il progetto si inserisce con coerenza nella ricerca di Di Cera, da anni orientata a utilizzare la fotografia come strumento di indagine sociale più che come semplice linguaggio estetico. Anche qui l’immagine non pretende di essere definitiva: ogni scatto è una soglia, un frammento di un discorso più ampio sul rapporto tra visione, responsabilità e collettività. L’altezza dello sguardo non diventa controllo, ma consapevolezza.

Newsletter

Follow us

Scelti per te

Fares Cachoux, la guerra nascosta dietro la bellezza delle immagini

L'autore del manifesto, intitolato proprio Al-Houla, è Fares Cachoux, artista franco-siriano nato a Homs nel 1976, che sceglie di raccontare quella tragedia attraverso un linguaggio capace di farsi comprendere in pochi istanti, sostituendo alla rappresentazione esplicita della violenza una composizione in cui il colore e la geometria sembrano quasi contraddire ciò che viene mostrato.

Marinella Senatore trasforma Marca Corona in un’opera collettiva di ceramica

Una fabbrica di ceramica nata nel 1741, le voci dei suoi dipendenti e un’artista che da oltre vent’anni trasforma la partecipazione in materia creativa. Da questo incontro nasce Materia Comune, la mostra di Marinella Senatore curata da Mariacristina Ferraioli per la quinta edizione di Marca Corona per l’Arte.

Marionette in rivolta. Da Artnoble una mostra che esplora le dinamiche di potere

Stand-up comedy dissacrante. Avete presente quando un comico in piedi sul palco di un teatro, fa ridere un’intera platea parlando di discriminazione, politica, assurdità burocratiche, femminismo o disparità di genere? Poche persone hanno la capacità di raccontare argomenti complessi e questioni spinose attraverso la lente dell'ironia, senza risultare irrispettose e depotenziarne il messaggio.
Redazione Artuu
Redazione Artuu
I migliori Articoli della Redazione di Artuu

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui