L’arte di Franco Mazzucchelli nasce dall’urgenza di ridefinire il ruolo dell’opera nello spazio collettivo, fuori dai confini istituzionali, dentro la realtà quotidiana. A partire dagli anni Sessanta, il suo lavoro si configura come un dispositivo attivo, capace di sollecitare il corpo sociale, innescando processi di riappropriazione, stupore, dialogo. Il percorso espositivo Blow Up, in programma al MAN di Nuoro dal 5 dicembre 2025 all’8 marzo 2026, a cura di Marina Pugliese e in collaborazione con il MUDEC di Milano, racconta questo movimento attraverso una selezione di opere, fotografie e installazioni ambientali che restituiscono l’impatto di una ricerca radicale, visionaria e coerente.
Mazzucchelli non espone, abbandona. La serie A. TO A. (Art to Abandon / Arte da abbandonare) documenta gli interventi urbani più noti dell’artista, in cui enormi strutture gonfiabili in PVC vengono lasciate negli spazi pubblici, senza mediazioni. Ne sono esempi emblematici l’azione davanti all’Alfa Romeo di via Traiano a Milano (1971), nel piazzale del Liceo artistico di Torino (1971) o nella Piazza dei Priori a Volterra (1973). In ogni contesto, il gesto di abbandono si trasforma: da gioco per bambini a pausa imprevista per operai, fino a strumento di protesta politica. A Torino, un grande arco gonfiabile modifica la percezione del paesaggio urbano; a Volterra, l’opera diventa fulcro di una festa collettiva. La scultura si fa evento, il pubblico protagonista.

Una sala è dedicata per la prima volta in un’istituzione pubblica italiana all’opera sperimentale Caduta di Pressione (1974), installata originariamente nella galleria Diagramma di Milano. Attraverso l’uso di un manovuotometro, Mazzucchelli registra le variazioni di pressione atmosferica in relazione al respiro degli ospiti presenti. I dati – nomi, fiati, presenze – restano archiviati in schede che conservano tracce concrete e poetiche del passaggio umano. Tra i partecipanti: Agnetti, Fabro, Nigro, La Pietra, Dorfles, Lüthi, Trini. L’opera si muove tra arte concettuale e osservazione scientifica, trasformando l’aria stessa in materia di relazione.
Due monumentali installazioni gonfiabili – Totano (26 metri) e Cono (12 metri di altezza) – testimoniano la tensione di Mazzucchelli verso una scultura espansa, effimera e percettiva. Realizzate in PVC, materia leggera e allora innovativa, occupano e alterano lo spazio espositivo, generando uno scontro fisico e ludico con il visitatore. Le opere non si contemplano, si attraversano, si subiscono, si esplorano. L’interazione, documentata dallo stesso artista nel corso del tempo, diventa parte integrante del lavoro.
Chiude il percorso un’installazione site-specific tratta dal ciclo Riappropriazioni, realizzata in film plastico trasparente. La membrana ingloba una sala del museo, aderisce a pareti, soffitti e pavimenti, sospendendo ogni riferimento architettonico. Al suo interno, come in una bolla temporanea e traspirante, è custodita una scultura giovanile realizzata dall’artista sotto la guida di Marino Marini, a sottolineare la continuità tra formazione classica e ricerca ambientale. Il pubblico è invitato a entrare fisicamente nell’opera, a farsi parte di un’esperienza che annulla le distanze tra arte e vita.
Franco Mazzucchelli. Blow Up – titolo che richiama la celebre pellicola di Antonioni – è un viaggio nella scultura come gesto attivo, come pratica sociale, come interrogazione sul senso dello spazio condiviso. Tra monumentalità e leggerezza, gioco e rigore, materia sintetica e respiro umano, l’opera di Mazzucchelli sfugge alle definizioni, ma insiste con lucidità su una domanda fondamentale: cosa può fare l’arte, oggi, nello spazio pubblico?


