Spiriti Vitali: i Tubemen di Zhenwei Zeng tra arte, filosofia e spiritualità a Forte Marghera

Al Padiglione 36 di Forte Marghera, totem contemporanei e risonanze spirituali danno forma al nuovo capitolo del programma espositivo asia.program dell’Accademia di Belle Arti di Venezia

Al centro dello spazio, l’artista presenta i Tubemen, le opere scultoree antropomorfe che lo hanno consacrato sulla scena internazionale. Nello specifico si tratta di figure totemiche composte da moduli cilindrici essenziali, i cui corpi sembrano essere arrivati da un’altra dimensione. I Tubemen non hanno bisogno di mani e di volto per comunicare con forza sorprendente. Non parlano, ma di certo si fanno sentire attraverso l’energia che emanano, il gesto che evocano, la presenza che incarnano. 

Questo il fulcro stesso della ricerca di dell’artista: 

“Cosa significa essere un artista? Si tratta solo di dipingere o disegnare? O di creare immagini comprensibili per gli altri, spacciandole per arte? La cosiddetta ‘nuova concezione artistica’ non può ridursi a mondi cromatici inaccessibili al pubblico o a forme senza significato. Oltre alla maestria tecnica e alla precisione formale, un’opera d’arte deve fungere da veicolo di comunicazione con il mondo, esprimendo le istanze spirituali e filosofiche dell’artista”

Per Zeng, un’opera d’arte rappresenta dunque un canale espressivo aperto. I suoi Tubemen ne sono la prova: simboli chiari e immediati, capaci di tradurre emozioni invisibili in forme percepibili da chiunque. 

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La sua visione artistica è profondamente legata a un dialogo costante tra la tradizione spirituale cinese – taoismo, buddhismo, cosmologia – e le istanze del presente, in un equilibrio tra ascetismo e contemporaneità. Uno sguardo al suo percorso ci restituisce l’immagine di un artista raro: autodidatta in un’epoca di vigorosi movimenti culturali, apprende a dipingere da solo, per poi proseguire i suoi studi in Giappone, dove viaggia molto e riflette altrettanto. Il suo ricco percorso accademico, e il suo successivo impegno nella didattica e nella scultura pubblica, lo hanno reso uno degli artisti più significativi di un grande Paese. 

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Convinto che l’arte possa trascendere le differenze culturali, unendo l’umanità in una condivisione gioiosa, Zeng crea opere che dialogano profondamente con i luoghi che le accolgono. Le sue installazioni monumentali, già presenti in contesti urbani come il CBD di Guangzhou, a Venezia si fondono con il luogo ideale di Forte Marghera, con le sue fortificazioni, acqua e vegetazione. Un contesto sorprendentemente perfetto capace di prestarsi all’ascolto lento, alla riflessione e alla sospensione.

In questo spazio così particolare, in cui il passato militare si dissolve in un presente dedicato all’arte, le opere di Zhenwei Zeng si rivelano come veri strumenti di trasformazione, ascolto e risveglio: forme poetiche a noi vicinissime capaci di ricordarci come l’arte, attraverso immagini e metafore visive, renda evidente ciò che spesso non può essere comunicato dalle sole parole.

Prima di andare via, l’ultima tappa nello spazio adiacente al Padiglione 36, dove è visitabile Spiriti Vitali inFormazione, collettiva di opere incisorie e installazioni con linguaggi differenti realizzate dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia a cura di Cinzia Tusini. 

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Caterina Rachele Rossi
Caterina Rachele Rossi
Classe ‘97, genovese di stanza a Venezia. Laureata in Storia dell’Arte, scrivo di mostre ed eventi, raccontando con passione ciò che accade nel panorama dell’arte contemporanea.

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