Spring Marquee Week: Pollock, Basquiat e Rothko all’asta a New York

Ci siamo, la settimana regina del mercato dell’arte sta per iniziare. Da Venezia, dove in questi giorni la Biennale ha portato molti galleristi, collezionisti e artisti, a New York che ci attende con la Spring Marquee Week.

Il momento è quello giusto anche se il clima geopolitico globale è incandescente. Dopo due anni di calo delle vendite, il mercato dell’arte è tornato a una discreta crescita (parliamo del 4% nel 2025 secondo l’ultimo Art Basel & UBS Art Market Report). Il totale delle vendite, pari a 59,6 miliardi di dollari, non è stato generato da collezionisti che si sono riversati nuovamente sull’arte contemporanea, bensì da un’ondata di opere di alta qualità nelle aste di novembre, in particolare quella della collezione di Leonard Lauder da Sotheby’s, il cui pezzo forte era un Klimt venduto per 236,4 milioni di dollari. I collezionisti desiderano artisti con mercati solidi e consolidati, opere d’arte con una provenienza di alto livello e ben documentata. Questa Marquee Week ci accoglie con tanti capolavori che ingolosiscono molti dei più importanti collezionisti del pianeta.

Gold abstract head sculpture on a rectangular stone pedestal, set against a dark background.
Brancusi

La perla della settimana è nelle mani di Christie’s, con un’asta di soli 16 selezionatissimi lotti provenienti dalla strabiliante raccolta del co-fondatore di Condé Nast, nonché uno dei collezionisti più influenti del secolo scorso, S. I. Newhouse. Tra i lotti spiccano una scultura di Constantin Brâncuși, Danaïde (circa 1913), e un dipinto museale di Jackson Pollock, Number 7A, del 1948. La stima? Entrambi i capolavori hanno una valutazione su richiesta, ma si parla di oltre 100 milioni di dollari ciascuno.  

Uno dei lotti principali dell’asta serale di Christie’s dedicata al XX secolo, il 18 maggio, è l’opera di Andy Warhol del 1963, Double Elvis [Ferus Type], che vanta una storia ben più lunga e travagliata del Basquiat. Passata di mano per almeno una dozzina di volte, tra i suoi protettori figurano anche Leo Castelli e Ileana Sonnabend. L’opera è stata esposta al Palms Casino Resort di Las Vegas, nell’ambito di un rinnovamento incentrato sull’arte dell’iconico locale, dopo l’acquisto da parte di Station Casinos per 313 milioni di dollari.

La casa d’aste londinese proporrà anche tre lotti dalla collezione di Agnes Gund, ex presidente del consiglio d’amministrazione del MoMA, il più costoso dei quali è un’opera di Mark Rothko del 1964, No. 15 (Two Greens and Red Stripe), stimata a 80 milioni di dollari. Christie’s concluderà la sua asta serale con un gruppo di dipinti di Gerhard Richter provenienti dalla collezione della mercantessa newyorkese Marian Goodman, scomparsa lo scorso gennaio. Il pezzo forte di questo gruppo ha una stima di 50 milioni di dollari.

Smiling elderly man in a dark suit and white shirt standing indoors, hands in pockets, facing the camera.
Robert Mnuchin

L’altro gigante delle aste, Sotheby’s, proporrà un capolavoro del 1957 di Rothko stimato oltre i 100 milioni di dollari. Quest’opera è una delle 24 provenienti dalla collezione del defunto mercante d’arte e finanziere Robert Mnuchin. È presente anche un secondo Rothko, No. 1 (1949), stimato tra i 15 e i 20 milioni di dollari. La casa di New Bond Street offrirà inoltre circa 50 opere provenienti dalla collezione di David e Shoshanna Wingate, tra cui la scultura di Giacometti, La Clairière (Composition avec neuf figures), stimata tra i 18 e i 25 milioni di dollari.

Un monumentale dipinto di Jean-Michel Basquiat del 1983, Museum Security (Broadway Meltdown), andrà in asta da Sotheby’s il 14 maggio durante la vendita serale di arte contemporanea, con una stima upon request, ma fonti interne dicono che si aggirerebbe intorno ai 45 milioni di dollari. Il venditore, secondo Artnews, sarebbe John Sayegh-Belchatowski, che acquistò la tela da Christie’s a Londra nel 2013 per 14,6 milioni di dollari.

Infine, Phillips potrebbe cercare di sfruttare l’interesse suscitato dall’asta Mnuchin da Sotheby’s, indicando il suo dipinto senza titolo di Pollock del 1948 come “Proprietà precedentemente appartenuta alla collezione di Robert Mnuchin”. L’opera è stata effettivamente nella collezione del defunto gallerista per oltre trent’anni (dal 1990 fino a novembre 2024), quando è stata messa all’asta da Phillips. La situazione si è poi complicata quando David Mimran, figlio del miliardario Jean-Claude Mimran e garante terzo dell’opera, non avrebbe versato i fondi richiesti; Phillips intentò causa contro Mimran. Il dipinto ha ora una stima che oscilla tra i 7 e i 10 milioni di dollari.

Le grandi collezioni sono pronte, i capolavori ci sono; le case d’asta, riuscite a intercettare collezioni importanti da mettere sul mercato, procurandosi opere di livello straordinario, cercheranno di non far rimpiangere i risultati strabilianti delle scorse aste autunnali. Solamente una situazione geopolitica complessa come l’attuale, l’instabilità e le tensioni crescenti potrebbero frenare l’entusiasmo e le offerte.

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Andrea Cacàci
Andrea Cacàci
Art dealer e gallery manager presso la Galleria 1/9unosunove di Roma. Laureato in Storia dell’Arte all’Università “La Sapienza” di Roma e con un master in Art Management presso la Luiss BS. Ha sempre dedicato un’attenzione particolare all’arte contemporanea e ultra contemporanea, alle sue dinamiche e al punto d’incontro tra arte ed economia.

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