L’esposizione di Alfonso Umali è un accostamento di opposti, in cui la vita e la morte non si escludono, ma convivono e restituiscono senso l’una all’altra. Il nome della mostra, Still Chill, ne racchiude l’essenza: la staticità della natura morta raffigurata nelle opere trasmette all’osservatore un senso di quiete e di stabilità. Si tratta della prima personale dell’artista, composta da nove opere esposte all’interno del Green Dust Cafè, suggestivo bar nel centro di Milano, ideale per aperitivi e caratterizzato da un’atmosfera assolutamente “chill”. In questo ambiente fresco e giovanile, i colori accesi utilizzati dal ventenne Umali contribuiscono alla vivacità del locale.
La mostra dell’artista italo-filippino riporta in vita un genere pittorico considerato ormai appartenente al passato: le nature morte raramente sono oggetto di ricerca e attenzione degli artisti contemporanei, eppure Umali col suo tratto e la sua scelta cromatica riesce a rendere questo linguaggio innovativo e pop. Particolare anche la tecnica utilizzata, l’acrilico su tavola, che con le sue venature lignee restituisce opere materiche, tridimensionali, vitali.

Ad un primo sguardo, i quadri potrebbero apparire come tipiche nature morte: uva, mele ed agrumi disposti su tavoli spogli e neutri, in contrasto con i colori caldi e accesi della frutta. Tuttavia, alcune di queste custodiscono un estremo contrasto. In Mela e granata due elementi dalla forma quasi identica hanno una funzione assolutamente opposta: l’una garantisce sostentamento e vita, l’altra procura morte e distruzione. In Memento vivere un calice di vino, emblema del divertimento e degli eccessi, è accostato a un teschio, in quello che sembra un invito a vivere pienamente, consci di una futura fine ma non in funzione di essa; Ad ultimo, in Maledetta primavera, un fiore cresce affondando le sue radici in un elmo poggiato a terra, ricordando come anche nella difficoltà e nel conflitto possa nascere una speranza.
Ciò che nella tradizione della still life era semplice rappresentazione di ortaggi, frutta o fiori, nelle opere di Umali diventa simbolo di vita: una contrapposizione dolce, silenziosa ed allo stesso tempo necessaria alle ingiustizie ed atrocità che dilaniano il mondo odierno. Dunque, un ritorno al passato, ma anche alla natura e a ideali di pace oggi più che mai attuali: è questa la novità e l’importanza della mostra Still Chill.
Il punto di partenza della mostra è un lavoro realizzato nel 2024 alla Casa degli Artisti di Milano, nell’ambito del workshop organizzato in collaborazione con l’Accademia di Brera e l’Istituto Cervantes, condotto dall’artista spagnola Diana Larrea e dedicato alla figura della pittrice milanese Fede Galizia.
Umali partecipa al seminario su consiglio di Christian Gangitano, tra i fondatori e coordinatori della Casa degli Artisti, che ne segue il percorso fin dagli inizi e che oggi cura la sua prima personale. E’ un collage, tecnica legata ancora alla poetica della Felipe Cardeña Crew, costruito utilizzando elementi iconografici riconducibili alla tradizione della natura morta lombarda tra Cinquecento e Seicento.
“La natura morta”, scrive Gangitano, “diventa senso di libertà rispetto all’iconografia classica e cattolica della vanitas, ritornando alla natura umana, alla quotidianità. Per tale ragione, dal Settecento in poi, la natura morta diventa una scusa per parlare dell’attualità, discostandosi da quello che era ideologico e indotto. Soltanto il Caravaggio, con la mela marcia della canestra, inserisce per primo il fattore tempo, rendendo la natura morta un veicolo virale e segreto: e poi arrivarono i fiamminghi e tutti gli altri, e il tappeto di comunicazione underground si stende per la nuova figura libera da paradigmi”.

Alfonso Umali nato a Milano nel 2001, è studente dell’Accademia di Brera, dipinge, scrive di arte, cura mostre, collabora in vari modi a progetti artistici. Da sei anni è uno dei membri più attivi della Felipe Cardeña Crew, gruppo che segue il lavoro dell’artista spagnolo Felipe Cardeña, realizzando progetti pubblici e collettivi, spesso con finalità sociali. Tra i progetti a cui ha preso parte Pop Up Flower BAM, Parco Biblioteca degli Alberi Milano, 2020, a cura di Christian Gangitano; We Can Brigade, Galleria Gli eroici furori, Milano, 2021; live painting per New World Order Exhibition, Venice Faktory, Venezia; live painting per Festival dei Rifiutati, Massa, 2024; live painting per WWF, Outlet Castel Romano, Roma; live painting per Flowers for Peace, Massa Street Art, 2025.
Dal 2020 ha partecipato al Pride Milano con azioni live per la Felipe Cardeña Crew. Come curatore, ha organizzato le mostre XXX Stories, 2023, Milano; Pray for Pride, 2024, Galleria Gli eroici furori, Milano; OccupyPride, 2025, Galleria Fabbrica Eos, Milano. Come artista, ha partecipato alle mostre collettive Variazioni: Fede Galizia, 2024, Casa degli Artisti, Milano, a cura di Diana Larrea; Propaganda, 2026, Arte Passante, Milano, a cura di Barbara Nahmad; Maledetta Primavera, 2026, Galleria Viscerale, Milano, a cura di Paola Martino.
La mostra Still Chill, è aperta al pubblico fino al 17 maggio presso il Green Dust Cafè in via Correggio 8 a Milano.


