Strange Fruits a Mestre: Damiano Tata fa parlare i frutti tra arte, suono e potere

Un frutto conserva la storia dei territori che attraversa, delle economie che lo coltivano, dei corpi che lavorano per raccoglierlo. E può continuare a produrre suoni durante la propria trasformazione. È da questa relazione tra materia vegetale e rapporti di potere che prende forma Strange Fruits, la personale di Damiano Tata a CIRCUIT, a Mestre, dal 2 ottobre al 20 dicembre 2026. Curata da Laura Cocciolillo, la mostra apre la nuova stagione espositiva dello spazio con un intreccio di ceramica, scultura, suono, processi biologici e tecnologie digitali.

Artista visivo e compositore, nato a Roma nel 1997, Tata affronta il corpo vegetale come una presenza capace di portare informazioni. Il frutto diventa un archivio: raccoglie migrazioni, miti, scambi e forme di sfruttamento. Una lettura che sposta l’attenzione dalla superficie riconoscibile dell’oggetto alle condizioni che ne hanno determinato la circolazione. Dietro una forma familiare si apre così una geografia di relazioni fra corpi, territori ed ecosistemi.

Il titolo richiama Strange Fruit, il brano interpretato da Billie Holiday, e introduce il parallelismo fra corpo umano e vegetale dichiarato dal progetto curatoriale. Quel riferimento orienta la mostra verso le conseguenze della violenza coloniale e dell’estrattivismo, inteso come sfruttamento intensivo delle risorse. La natura entra nel discorso attraverso la sua esposizione al potere: chi dispone della terra, chi ne preleva la ricchezza, quali vite vengono sostenute e quali vengono consumate.

La parola che tiene insieme questi interrogativi è necropolitica, il potere di determinare le condizioni della vita e della morte. Nel progetto di Tata, il concetto attraversa il mondo vegetale e permette di leggere il frutto come il risultato di decisioni economiche e politiche. L’immagine di un organismo diventa il punto di accesso a una storia più ampia. La sua crescita, il suo viaggio e la sua trasformazione acquistano valore proprio attraverso le relazioni che li rendono possibili.

Sul piano dei linguaggi, Strange Fruits mette in contatto la consistenza della scultura con la dimensione temporale dell’ascolto. Il comunicato presenta un corpus di opere inedite nel quale ceramica, processi biologici e suono convivono. La materia porta con sé una durata: cambia, produce tracce, suggerisce una presenza che prosegue attraverso altre forme. Il suono offre una chiave per seguire questi passaggi e per pensare l’opera come qualcosa che accade, oltre che come qualcosa da osservare.

È qui che il progetto incontra anche una questione centrale per CIRCUIT: l’estensione del campo della new media art. Nel lavoro di Tata, il digitale interviene soprattutto nella registrazione e nella trasformazione sonora, partecipando a opere dotate di una forte presenza fisica. Questa impostazione invita a riconoscere l’arte dei nuovi media attraverso i processi che attiva: il rapporto fra un materiale, uno strumento di rilevazione e la possibilità di rendere percepibile una trasformazione. La tecnologia entra nella struttura dell’esperienza e modifica il modo di ascoltare la materia.

La mostra è accompagnata da un volume prodotto da CIRCUIT con art-frame books, presentato in anteprima all’inaugurazione del 2 ottobre alle 18. Gli spazi di Calle del Gambero 16 sono aperti dal giovedì al sabato, dalle 10.30 alle 13 e dalle 15.30 alle 19.30. Il percorso propone dunque un doppio esercizio di attenzione: guardare il frutto come una forma attraversata dalla storia e ascoltare ciò che la materia produce mentre cambia stato.

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