Una delle navi della Global Sumud Flotilla, una missione umanitaria internazionale diretta verso Gaza, è stata decorata con un murale dell’artista italiana Laika. L’opera, intitolata “Sumud”, raffigura una donna palestinese che indossa una kefiah e guarda verso l’orizzonte, con la mano alzata a indicare la rotta. Alle sue spalle si estende la bandiera palestinese. Il termine “sumud”, in arabo, significa resistenza, fermezza, resilienza.
Il murale è stato realizzato a Barcellona, da dove la flottiglia ha preso il largo ieri 1° settembre 2025. L’obiettivo della missione è rompere simbolicamente il blocco navale imposto da Israele alla Striscia di Gaza, portando aiuti e solidarietà internazionale. La presenza del murale sulla nave vuole quindi assumere un significato simbolico: un messaggio visivo di sostegno alla causa palestinese, attraverso un gesto artistico.
Laika è un’artista conosciuta per i suoi interventi di street art su temi sociali e politici. In questo caso, oltre al murale principale, ha distribuito sulle altre imbarcazioni della flottiglia alcuni suoi poster adattati alla missione: tra questi, una rivisitazione della sua opera “Liberazione”, dove una partigiana italiana tiene per mano una donna palestinese, e altri lavori incentrati sui diritti umani, sulla memoria storica e sulla lotta delle donne.
La Global Sumud Flotilla è composta da attivisti, volontari, esponenti di organizzazioni civili e personalità pubbliche provenienti da diversi paesi. Tra i partecipanti figurano nomi noti come l’attivista ambientale Greta Thunberg, l’attore Liam Cunningham e l’ex sindaca di Barcellona Ada Colau. Le navi della flottiglia trasportano aiuti umanitari e intendono richiamare l’attenzione internazionale sulla situazione a Gaza, dove oltre due milioni di persone vivono in condizioni di assedio da anni.
Secondo gli organizzatori, la missione è di natura pacifica e nonviolenta, e si ispira al principio della resistenza civile. Tuttavia, iniziative simili del passato sono state fermate dalle autorità israeliane prima dell’ingresso nelle acque territoriali di Gaza. Anche questa spedizione è stata accompagnata da polemiche politiche e da dichiarazioni contrarie da parte di esponenti del governo israeliano, che accusano la flottiglia di violare la sicurezza nazionale.
L’intervento di Laika, seppur artistico, si inserisce in un contesto apertamente politico. L’artista ha dichiarato che la sua opera vuole essere “un augurio di vento favorevole” per chi cerca di portare solidarietà a Gaza, ma anche un invito alla consapevolezza. Secondo le sue parole, “la storia ci presenterà il conto” se l’Europa non reagirà alla situazione in corso nei territori palestinesi.
Il murale, oltre a essere un’opera d’arte, diventa quindi un elemento integrante della missione stessa: un segno visivo che accompagna la navigazione, che comunica un messaggio e che cerca, attraverso l’arte, di generare attenzione mediatica e supporto pubblico. Non è un intervento neutro, ma nemmeno esclusivamente provocatorio. È un’opera che si colloca tra il gesto artistico e la testimonianza politica, su un confine fragile tra denuncia e partecipazione.
Al momento, le navi della flottiglia sono in navigazione. Non è chiaro se riusciranno a raggiungere Gaza o se saranno intercettate prima. Quel che è certo è che, anche grazie alla presenza di immagini come quella di Laika, l’operazione ha già avuto un’ampia eco sui media e nei circuiti dell’arte e dell’attivismo.


