Ottantotto muri, trentaduemila metri quadrati di superficie urbana, dodici comuni coinvolti e più di cinquanta street artist provenienti da tutto il mondo, questo è SUPER WALLS la Biennale di Street Art di Padova in essere, per il 2025, dal 17 maggio al 1 giugno. La manifestazione, alla sua quarta edizione, nasce dall’intuizione di Carlo Silvestrin, gallerista e fondatore del CD Studio d’Arte e prende forma anche grazie al supporto della critica d’arte Dominique Stella strutturandosi non solo come importante opportunità d’indotto turistico per la città ma in larga parte quale realizzazione di un sogno: la riqualificazione urbana nel nome della bellezza in un festival diffuso che abbraccia la città e la provincia.

Il sogno, nelle sue numerose declinazioni e suggestioni, è il tema scelto per un 2025 complesso, ricco di visioni strazianti, di incubi sociali ed incertezze politiche. Forme, colori, immaginazione e racconti prendono forma sui muri della città così come su bus e tram ricordando la vocazione popolare dell’arte di strada che, al pari della liturgia sacra declinata in iconografia visiva nei luoghi di culto di ogni epoca, fiorisce nei siti della vita, dello scambio delle mille contraddizioni della nostra quotidianità. Liturgia laica, messaggi potenti progettati ed eseguiti da artisti provenienti dalla temperie multiculturale, non ultima ovviamente l’Italia, compresi U.S.A, Canada, sono il simbolo di un’unità che, ad oggi, forse solo l’arte può promettere.
Nomi quali Cope2, La Crémerie, Medianeras, Alberto Montes, JDL, Mura, Tony Gallo, Mrfijodor, Shife, Alessio B. e molti altri animano la manifestazione che ha, oltre ai suoi dichiarati intenti di riqualificazione e riappropriazione degli spazi urbani, importanti spunti di partecipazione e riflessione non secondari primo tra tutti la scelta del logo. L’idea, semplice nella sua potenza, è quella di far elaborare il logo, diverso per ogni anno della manifestazione, ad uno dei suoi protagonisti in modo da concretizzare l’idea di arte totale, di unione e di connessione.

Vincent Gibeaux, importante nome della Street Art francese, noto per i suoi pattern tessuti a fitte trame di robot e simili, ha plasmato una figura in linea con il proprio stile che, armato di una bomboletta, si accinge a dipingere sotto la bonaria approvazione del Palazzo della Regione.
L’arte del condividere il proprio punto di vista non si ferma ai soli street artist ma si amplia, si colora di sfaccettature infinite, anche grazie alla presenza dei mezzi social con il photocontest che, seppur prometta stampe autografate come premio, ha il grande e più importante merito di proporre, nella visione complessiva la Biennale nelle sue caleidoscopiche e altrimenti dimenticate sfaccettature. Il punto di vista soggettivo, come in una serie di pixel che brillano per costituire un’immagine organica, diventa visione corale di una manifestazione per la città, della città, con la città.
Lontani da musei e istituzioni i muri padovani durante le settimane di SUPER WALLS si fanno tela, schermo, strumenti d’informazione e cambiamento secondo il principio, noto alla psicologia, per cui essere immersi nella bellezza provochi nell’essere umano processi biochimici capaci di stimolare creatività, collaborazione e serenità. Le tecniche utilizzate non si limitano all’iconica bomboletta spray ma si articolano in modo ambivalente con uno sguardo rivolto le nuove frontiere della tecnologia e origini della tradizione pittorica europea.
Mettendosi nei panni di un street art hunters in missione a Padova possiamo incontrare artisti intenti a stendere pigmenti da loro stessi macinati alla maniera delle botteghe medioevali e al contempo creativi immersi nella realtà di un visore 3D realizzando l’opera materica sulla base dalla proiezione digitale. Una vocazione accomuna ogni opera realizzata durante la manifestazione: la riduzione dell’impatto ambientale. Le vernici utilizzate, infatti, sono al biossido di titanio principio in grado di distruggere gli inquinanti presenti nell’aria, dagli ossidi di azoto al benzene e le stesse bombole sono progettate per avere il minor impatto inquinante possibile.
Artisti provenienti da ogni parte del mondo, chilometri di strada a disposizione e visitatori che, abbandonato lo statico ruolo dello spettatore intervengono attivamente nel dialogo grazie alla voce delle immagini scattate, fanno di SUPER WALLS qualcosa che trascende i limiti di una Biennale andando nella direzione dell’opera d’arte totale dove il coinvolgimento e la partecipazione, in nome di un bene comune che in questo caso la riqualificazione e riappropriazione degli spazi urbani, aprono scenari umani e artistici liberi e innovativi.




