ottocento anni dalla morte, san Francesco torna a interrogare l’arte contemporanea. Da Gualdo Tadino a Todi, da Assisi al MAXXI e a Perugia, pittori, scultori e artisti concettuali ne rileggono il corpo, la mistica, la fraternità con le creature e la radicale idea di pace, tra profonde consonanze e accostamenti curatoriali talvolta più ardui.
Ambizione, utopia e l’ossessione della “metropoli perfetta”. Negli ultimi cinquant’anni il futuro urbano è stato immaginato spesso come un atto di creazione radicale: città nate dal nulla, costruite nel deserto, su isole artificiali o su terreni sottratti al mare, progettate per correggere i difetti delle metropoli esistenti e tentare di dare una risposta a sfide economiche e sociali sempre più pressanti.
È difficile trovare le parole quando la notizia della scomparsa di Marcella, a 61 anni, arriva così, improvvisa, a interrompere una conversazione che non era conclusa. Con Marcella Russo ci eravamo sentiti appena due settimane fa, qualche messaggio breve per fare il punto, tirare le fila di alcuni bei progetti e organizzare i mesi successivi. Ci eravamo salutati con la promessa di risentirci a settembre, ma oggi, quel settembre, sembra lontanissimo.
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