Dal 14 al 19 marzo 2026 torna al MECC di Maastricht una delle manifestazioni più autorevoli del sistema internazionale dell’arte: TEFAF Maastricht, la fiera organizzata da The European Fine Art Foundation che riunisce alcune tra le gallerie più prestigiose del mondo e una selezione di opere che attraversa oltre settemila anni di storia, dall’antichità al contemporaneo. Le giornate di anteprima su invito sono previste il 12 e 13 marzo, confermando la dimensione esclusiva dell’evento e il suo ruolo di riferimento per collezionisti, musei e studiosi.
Considerata una delle piattaforme più autorevoli per il mercato dell’arte e dell’antiquariato, TEFAF Maastricht si distingue per l’ampiezza della sua proposta e per il rigore con cui vengono selezionati gli espositori. L’edizione 2026 riunisce oltre 271 gallerie provenienti da circa 21 paesi, offrendo un panorama che spazia dai maestri antichi alle arti decorative, dal design al gioiello contemporaneo.
Tra i capolavori annunciati emerge un ritratto di Sebastián García de Huerta dipinto da Diego Velázquez intorno al 1628–1629, presentato dalla galleria Colnaghi. Il dipinto raffigura l’ecclesiastico e giurista castigliano in un momento cruciale della sua carriera, poco prima del viaggio formativo dell’artista in Italia. L’opera si distingue per la qualità della conservazione e per la provenienza ininterrotta, elementi che ne rafforzano il valore storico e collezionistico.
Accanto ai maestri del Seicento, la fiera presenta opere emblematiche della modernità artistica. Tra queste Femme nue assise (1959) di Pablo Picasso, un dipinto appartenente alla fase tarda dell’artista, caratterizzata da una pittura più libera e istintiva, in cui la figura femminile emerge da forme semplificate e colori vibranti. L’opera testimonia il dialogo continuo tra pittura e scultura che segna gli ultimi decenni della ricerca picassiana.
Un’altra presenza significativa è l’Autoritratto come Cleopatra di Artemisia Gentileschi, dipinto intorno al 1620. L’opera unisce l’identità dell’artista alla figura tragica della regina egizia, evidenziando la capacità di Gentileschi di rappresentare personaggi femminili complessi e psicologicamente intensi. Il dipinto, riscoperto negli ultimi anni e presentato in importanti mostre internazionali, è oggi considerato uno dei contributi più affascinanti agli studi sull’artista.
La varietà della proposta emerge anche nel dialogo tra epoche e discipline. Dalla pittura impressionista con le vedute della chiesa di Vernon dipinte da Claude Monet nel 1894, che studiano le variazioni atmosferiche della luce, fino alle arti decorative e al design del Novecento, come la sedia sperimentale in alluminio progettata da Gerrit Rietveld negli anni Cinquanta. Questi oggetti dimostrano come TEFAF non sia soltanto una fiera di dipinti, ma una piattaforma in cui convivono arti visive, design e arti applicate.
Il percorso attraverso i secoli include anche opere che raccontano la storia della stampa e del disegno, come una xilografia di Albrecht Dürer tratta dalla serie dell’Apocalisse (1498), e testimonianze della cultura artistica europea tra Settecento e Ottocento, tra cui mobili di Jean-Henri Riesener e disegni di Vincent van Gogh dedicati alla vita quotidiana dei contadini.
Accanto alle opere storiche, la fiera dedica spazio anche alla modernità e all’arte del XX secolo, con lavori di artisti come Joan Mitchell, Henry Moore e Rembrandt Bugatti, evidenziando l’ampiezza cronologica che caratterizza l’identità di TEFAF. Questa pluralità rende la manifestazione un osservatorio privilegiato sulle relazioni tra epoche, stili e tecniche.
L’edizione 2026 non si limita all’esposizione commerciale. Il programma culturale include il TEFAF Summit, organizzato in collaborazione con UNESCO Netherlands, AXA XL e Deloitte, dedicato al ruolo della cultura nello sviluppo economico e sociale. A questo si affiancano i TEFAF Talks e il programma Meet the Experts, pensati per favorire il dialogo tra pubblico, collezionisti e specialisti del settore.



