Tessere possibilità: corso di riconoscimento dei tessuti dal vero e nei dipinti al Museo del Tessuto di Prato

La prima edizione – prevista per le giornate del 20, 21 e 22 marzo – è andata sold out nel giro di pochissimi giorni, tanto da indurre gli organizzatori a riprogrammare subito una seconda sessione per il prossimo mese di maggio. L’evento in questione è uno speciale corso organizzato dal Museo del Tessuto di Prato rivolto a professionisti del settore che operano nel mondo dell’arte, della moda e del tessile, nonché a studiosi, restauratori, tecnici e appassionati, che desiderano approfondire la loro conoscenza della storia dei tessuti.

L’obiettivo è fornire gli strumenti per riconoscere le varie tipologie tessili storiche, partendo dall’osservazione iconografica di capi di abbigliamento maschili e femminili, attraverso una selezione di dipinti europei che spaziano dal Rinascimento al Settecento, affiancata da un corpus di frammenti di manufatti originali, antichi e moderni, conservati nelle collezioni del Museo.

Quest’anno, il museo ha già organizzato un interessante workshop sull’importanza delle acconciature femminili tra Quattro e Settecento, analizzando la rappresentazione figurativa della donna nei diversi periodi storici. Il corso ha offerto un approfondimento su acconciature, ornamenti per il capo e accessori, come copricapi a punta, pettinature a corna e trecce, al fine di esplorarne i significati storici.

Museo del Tessuto di Prato, protezione del tessuto con carta velina non acida, Prato, 2025

Secondo Roberta Orsi Landini, responsabile e docente del corso, nonché una delle più importanti studiose di costume e tessuti antichi, i partecipanti sono chiamati ad acquisire familiarità con le proprietà strutturali, le caratteristiche tecniche e i motivi decorativi dei tessuti. Inoltre, il corso pone particolare attenzione alla terminologia specialistica, evidenziando il valore sociale della moda nel tempo.

Il corso prenderà avvio con l’analisi di orditi semplici, come il lino e il cotone (fibre vegetali) e la lana e la seta (fibre animali), identificando le caratteristiche distintive attraverso l’osservazione di dipinti che raffigurano biancheria, tovagliati e capi d’abbigliamento in raso e taffetà.

Seguirà una disamina delle possibili varianti tessili: righe, bande, quadretti, effetti cangianti, tagli e impressioni, marezzature, plissettature, stampe e ikat, con particolare attenzione alla loro evoluzione nella moda nel corso dei secoli. Non potranno certo mancare i damaschi, il cui utilizzo si estende dall’abbigliamento all’arredamento. Il programma prevede inoltre l’approfondimento di sete operate e ricamate, trame liseré lanciate e broccate, l’uso e le tipologie dei filati metallici, lampassi e broccatelli, fino a un excursus sull’evoluzione dei motivi decorativi.

Infine, verrà dedicato un focus sui velluti, tra i tessuti più pregiati, distinguendo tra uniti e operati, analizzandone le tipologie, le caratteristiche e le tecniche di fabbricazione, nonché il loro utilizzo negli accessori.

La visita alla mostra temporanea del museo (“Tesori di Seta. Capolavori tessili dalla donazione Falletti”), al Museo Civico d’Arte Antica di Palazzo Pretorio e agli affreschi di Filippo Lippi nella cappella maggiore della Cattedrale di Santo Stefano offrirà ai partecipanti un’occasione pratica per esercitarsi nel riconoscimento dei tessuti nelle opere pittoriche.

Museo del Tessuto di Prato, protezione del tessuto con carta velina non acida, Prato, 2025

Grazie a questa proposta didattica, il museo si propone di abbandonare il ruolo di mero custode del sapere per diventare una risorsa attiva per la comunità, offrendo l’opportunità di approfondire la storia della società attraverso la lente del costume, del tessuto e del ricamo.

Considerando la crescente diffusione di esperienze tattili all’interno di musei, gallerie e pinacoteche, siamo certi che iniziative di questo tipo, che richiedono la presenza fisica e il contatto diretto con i materiali, possano contribuire a migliorare la qualità dell’offerta didattica. Inoltre, permetteranno agli operatori museali di acquisire una terminologia appropriata per descrivere con precisione le caratteristiche tecniche delle stoffe dipinte o delle acconciature scolpite.

Il corso si configura come un ponte tra epoche storiche e discipline diverse, promuovendo un atteggiamento consapevole nei confronti della moda e del costume. Questa consapevolezza, oltre a rivelarsi utile nelle scelte personali, potrà arricchire la fruizione di opere d’arte di altri musei, grazie alle nuove possibilità offerte dalle esperienze sensoriali e immersive.

Museo del Tessuto di Prato, locandina dell’evento

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Marcella Colacino
Marcella Colacino
Marcella Colacino si è laureata in Lettere indirizzo Storia dell’arte alla Sapienza di Roma, si è poi specializzata presso l’Università della Tuscia in Conservazione dei beni culturali per poi proseguire il suo percorso professionale con il dottorato in ‘Reggio Childhood studies’ del Dipartimento di Educazione e Scienze Umane dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Guida turistica abilitata, educatrice museale e docente di sostegno nelle scuole superiori, si interessa soprattutto di di didattica museale e inclusione sociale nei musei e nei luoghi della cultura, ma anche di valutazione dell’inclusione, e di inclusione come educazione alla complessità, campi su cui ha all’attivo diverse pubblicazioni.

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