Tra ribellione urbana e spiritualità antica, la pittura avvolgente di Gonzalo Borondo alla 21 Gallery

Gli spazi di 21 Gallery si confermano luogo di ricerca e sperimentazione in grado di competere con le grandi capitali dell’arte contemporanea. Dopo Audaci. Dalle avanguardie storiche agli artisti mascherati, l’arte del libero pensiero, mostra inaugurale della sede padovana, la galleria ospita fino al 16 gennaio la personale dell’artista spagnolo Gonzalo Borondo, Porta l’acqua un fuoco fermo, curata da Cesare Biasini Selvaggi. Il titolo, tratto da un testo della poetessa spagnola Ángela Segovia dedicato all’artista, diventa chiave poetica dell’intero progetto: una tensione tra opposti – acqua e fuoco, fragilità e forza, materia e spirito – che attraversa tutta la ricerca di Borondo.

Classe 1989, nato a Valladolid e cresciuto a Segovia, Borondo è figlio di un restauratore e allievo del pittore José García Herranz. La sua formazione “non convenzionale” nasce nel mondo del writing, che l’artista affianca presto a una sensibilità pittorica più profonda, simbolica e classica. La sua ricerca è un punto di incontro tra la visione allucinata di Francisco Goya, il tempo metafisico del cinema di Andrej Tarkovskij, l’indagine sul corpo di Antony Gormley e la dimensione interdisciplinare di William Kentridge. Ne emerge un linguaggio che oscilla tra ribellione urbana e spiritualità antica, tra gesto spontaneo e controllo della materia.

Gonzalo Borondo, Eresma volta folla, 2025, trittico, acrilico su vetro, 150×75 cm, 200×100 cm, 150×75 cm

La mostra padovana si articola in un insieme di opere di grande formato, tra cui imponenti trittici su vetro e l’installazione site-specific Bruma, che occupa un’intera sala della galleria. L’allestimento è concepito come una sorta di pinacoteca intima e silenziosa, un luogo sospeso dove il pubblico è invitato a muoversi liberamente, lasciandosi avvolgere da un’atmosfera meditativa. In Bruma, lastre di vetro dipinte di bianco si stagliano nello spazio come apparizioni oniriche: attraversarle è come entrare in una nube, sospesi tra terra e cielo. La struttura lignea grezza che sostiene le lastre introduce una componente terrena, quasi arcaica, che radica quell’immaterialità in un corpo fisico.

Il vetro, medium prediletto da Borondo, diventa una tela viva, in cui il colore assume fluidità e muta continuamente in relazione alla luce. Le pennellate dense, gestuali, cariche di emotività creano un linguaggio in cui la schiettezza urban si fonde con la classicità dei maestri spagnoli del Seicento. Esemplare in questo senso il trittico El real sitio y la hoguera, in cui paesaggi immaginari emergono e si dissolvono, mantenendo una definizione sempre mobile, un equilibrio fragile tra sogno e realtà. È un dipingere per apparizioni, non per stabilità.

Gonzalo Borondo, Agnus lusio ares, 2025, acrilico su vetro, 150×100 cm

L’intero progetto ribadisce come la ricerca di Borondo non sia semplicemente formale ma anche etica e civile: un’indagine sull’anima delle immagini, sul rapporto tra memoria collettiva e personale, sul modo in cui i luoghi conservano o cancellano ciò che è stato. Le sue opere, pur immerse in un’estetica visionaria, mantengono un legame profondo con la realtà, con le sue lacerazioni e le sue nostalgie.

Visitare Porta l’acqua un fuoco fermo significa incontrare un’arte insieme pura, visionaria e profondamente contemporanea, capace di trasformare la fragilità del vetro in un luogo di resistenza poetica. La mostra è visitabile fino al 16 gennaio 2026 presso 21 Gallery a Padova.

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

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Sofia Nante
Sofia Nante
Laureata in lingue moderne e successivamente in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali a Venezia, Sofia Nante lavora da anni alla promozione dell’arte, della cultura e del design contemporaneo lavorando per gallerie d’arte sia in Italia che all’estero. Attualmente collabora all’ organizzazione di festival in ambito artistico e cinematografico.

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